HomeCultura e Libri“Una, la vita umana” di Santo Atanasio:recensione di Lina Arrigo

“Una, la vita umana” di Santo Atanasio:recensione di Lina Arrigo

“Una, la vita umana” è l’ultima fatica di Santo Atanasio, raffinatissimo poeta. Con quest’opera l’autore  consegna ai lettori una silloge compatta e meditata, composta da sessantacinque poesie inedite in volume, in gran parte brevi, cui si aggiunge “Le guerre”, già apparsa in “Versi freschi e lievi” (Gilgamesh Edizioni, 2024). Fin dalla premessa si coglie la misura del progetto: un libro costruito con pazienza artigianale, fondato su una rigorosa ricerca di essenzialità lessicale e di concentrazione espressiva.

La cifra stilistica dichiarata è quella della sottrazione. Il lessico mira, come afferma l’autore nella prefazione, alla “bellezza scultorea”, alla parola nitida e necessaria, capace di trattenere in pochi versi un nucleo emotivo intenso. Ne deriva una poesia che rifugge l’enfasi e privilegia l’incisione: ogni testo tende a configurarsi come un frammento compatto, in cui il superfluo è eliminato a vantaggio di una densità semantica che chiede al lettore attenzione e ascolto.

L’architettura del libro, articolata in cinque sezioni (“Affetti familiari”; “Borgo-cuna, e monti e colline intorno”; “Nove petit-onze”; “Di me, di noi”; “Tempi di barbarie”), riflette un itinerario che procede dall’intimo al collettivo, dalla memoria privata alla storia condivisa.

Gli affetti familiari e le emozioni personali costituiscono il primo nucleo tematico: qui la poesia si fa elegia, custodia del ricordo, meditazione sul tempo che passa e sulla vecchiaia.

La sezione dedicata al “borgo-cuna” e alla terra d’origine introduce una dimensione topica ed esistenziale insieme: il paesaggio non è semplice sfondo, ma luogo generativo, matrice di identità e linfa empatica. Nelle parti centrali e finali emerge con maggiore evidenza la riflessione sul destino umano.

 “Di me, di noi” amplia lo sguardo dalla soggettività alla comunità, mentre “Tempi di barbarie” affronta la realtà storica segnata da orrore e conflitti, senza cedere alla retorica ma mantenendo un tono meditativo e partecipe. Accanto al senso di scacco di fronte alla morte e alle mancanze, si avverte tuttavia una tensione verso una luce che trascende la realtà sensibile: una possibilità di rinnovamento interiore che non annulla il dolore, ma lo attraversa e lo trasfigura.

Un elemento significativo è la presenza, in calce a ciascuna poesia, della data di elaborazione. Non si tratta di un dettaglio marginale: questa scelta restituisce la dimensione temporale della scrittura, facendo percepire il libro come un diario poetico scandito da tappe emotive precise. Il lettore è così invitato a entrare non solo nei testi, ma nel processo stesso della loro genesi.

Nel complesso, “Una, la vita umanasi presenta come un’opera coerente e meditata, in cui la varietà tematica non disperde l’unità di fondo: la ricerca di senso dentro l’esperienza concreta dell’esistere. È un libro che chiede una lettura lenta, capace di sostare sulle parole e di accoglierne le risonanze.

Se l’intento dell’autore è emozionare, parlare al cuore del lettore e lasciare che la parola si faccia insieme carezza e ferita, la via scelta, quella dell’essenzialità, diventa un respiro necessario: una parola nuda che, senza clamore, sa lasciare nell’anima di chi legge un’eco lieve e duratura. La parola, così spogliata, non impone ma suggerisce; non grida, ma sussurra. E nel suo sussurro trova una forza inattesa, capace di farsi presenza discreta e insieme incancellabile. È in questa misura sobria e profonda che il testo diventa esperienza condivisa: un incontro silenzioso che continua a vibrare, anche quando la pagina è ormai chiusa.

Termini Imerese, marzo 2026

_________

Santo Atanasio, “Una, la vita umana”, Gilgamesh Edizioni, Asola (MN), 2026.

RELATED ARTICLES
Advertismentspot_img
- Advertisment -

ULTIME NOTIZIE

Advertismentspot_img
Advertisment