“Esprimiamo la più dura e indignata condanna per il comportamento politicamente indecoroso tenuto dalla “Costituente per Castelbuono” in seguito alle improvvise dimissioni presentate dal consigliere Domenico Prisinzano – immediatamente efficaci e irrevocabili ai sensi dell’art. 174 comma 2 dell’OREL, come sostituito dall’art. 25 della L.R. n. 7/1992– e alla conseguente attivazione del procedimento di surroga previsto dalla legge.
Assistiamo allibiti a uno spettacolo che nulla ha a che fare con la politica e con le istituzioni e molto invece con il mantenimento degli equilibri interni alla minoranza e con altri interessi.
Di fronte alle dimissioni formali di Prisinzano – debitamente sottoscritte e presentate a mezzo PEC tramite la propria casella istituzionale, secondo quanto previsto dall’art. 14 del Regolamento del Consiglio – la Costituente, ed in particolare la capogruppo Cangelosi, ha messo in scena un preoccupante tentativo di insabbiamento, sollevando cavilli e vizi formali per bloccare (o meglio rinviare!) la surroga dell’Ing. Nicola Raimondo, prevista per legge entro 10 giorni.
Poco dopo è arrivato il repentino cambio di versione da parte del consigliere (ex o no?) Prisinzano: prima la conferma della volontà di dimettersi, poi il dietrofront improvviso e la comunicazione (sempre a mezzo PEC) di considerare le stesse nulle per un vizio di forma che non intende attualmente sanare, avendo valutato “alcune sopravvenute notizie interne al proprio gruppo politico”, riservandosi però di ripresentarle “a tempo debito”.
Verrebbe da chiedersi perché lo stesso vizio non sia stato sollevato in occasione della surroga dell’ex consigliera Morici, che si era dimessa con le stesse identiche modalità di Prisinzano. Il successivo insediamento del consigliere Aquilino, secondo la tesi della capogruppo Cangelosi, sarebbe dunque illegittimo? Aquilino siede quindi tra i banchi dell’opposizione in modo “abusivo”?
E ancora, cosa è cambiato da allora ad oggi? Quali sono le “sopravvenute notizie interne al proprio gruppo”? Che significa “a tempo debito”?
Domande che rivelano con chiarezza la vera natura di questa operazione contraddittoria, per nulla trasparente e antidemocratica. Il presunto “vizio di forma”, infatti, è stato tirato fuori solo quando è emerso che il subentrante Ing. Raimondo si sarebbe trovato in una possibile situazione di incompatibilità con la carica di Consigliere comunale, avendo rapporti professionali in essere con il Comune.
Anziché seguire il corretto iter sanando eventuali vizi formali, nel pieno rispetto della dignità personale e della volontà politica espressa dall’ex consigliere Prisinzano, di cui possiamo solo immaginare il tormento che sta attraversando dopo una lunga e significativa carriera politica, indigna la strategia architettata dalla Costituente: sfruttare il “vizio” per guadagnare tempo e rinviare la surroga affinché il subentrante possa entrare in Consiglio senza ostacoli e incompatibilità. Così l’ex consigliere Prisinzano potrà finalmente ripresentare le dimissioni, senza vizi.
Ma non oggi, a tempo debito.
Si svela così il vero volto ipocrita della Costituente: pronti a giudicare e condannare quanti la pensano diversamente da loro su tutto, ma noncuranti della seria questione morale emersa al loro interno.
Questo modo di fare non è degno delle istituzioni che rappresentiamo: il Consiglio comunale non può essere ostaggio dei problemi e degli equilibri interni di un gruppo politico, e le regole democratiche non possono essere piegate a seconda dell’opportunismo del momento, o peggio di altri interessi. È difficile trovare parole adeguate per descrivere un atteggiamento tanto grave e disonorevole.
Chi oggi prova a piegare la dignità politica e istituzionale per proteggere altri tipi di interessi si assume una responsabilità politica grave davanti al paese. Noi continueremo invece a difendere il corretto funzionamento delle istituzioni e il rispetto delle regole democratiche, senza cedere a pressioni, condizionamenti, opportunismi o convenienze.”
Movimento Democratici per Castelbuono






