HomeCultura e LibriRosalba Gallà: ... conosco Santo Atanasio da oltre trent’anni

Rosalba Gallà: … conosco Santo Atanasio da oltre trent’anni

Alberi d’autunno: i “petit-onze” di Santo Atanasio

Conosco Santo Atanasio da oltre trent’anni e in questo lungo periodo ho seguito tutta la sua produzione poetica, leggendo e apprezzando le sue pubblicazioni e, in tante occasioni, scrivendo delle sue sillogi. Nella circostanza dell’uscita della sua ultima raccolta, “Una, la vita umana”, sono stata attratta in modo particolare dai petit-onze, di cui lo stesso autore dà una definizione nelle note finali:


Il petit-onze (piccolo undici) è “una composizione breve di undici parole, la cui origine viene attribuita al poeta e teorico del surrealismo, il francese André Breton. La principale caratteristica del petit-onze è la disposizione delle parole in una struttura ad albero, suddivise in cinque versi secondo uno schema fisso: una prima parola in alto, due parole nel secondo verso, tre nel terzo, quattro nel quarto e una sola parola nel verso finale. Il petit-onze non tiene conto del numero di sillabe e non prevede l’utilizzo di rime”.
Il petit-onze è, dunque, un concentrato di poesia, un brevissimo testo di undici parole con una disposizione ben precisa, attraverso il quale fare emergere un’emozione, un sentimento, un’immagine improvvisa, in maniera fulminea, creando con il lettore una relazione che va ben oltre le categorie della logica, basandosi piuttosto su un’immediata intuizione e su accostamenti analogici. Il petit-onze crea forti relazioni sensoriali, attraverso metafore e sinestesie che creano visioni dense e suggestive. Nato nell’ambito delle avanguardie del primo Novecento, questa struttura poetica si poneva l’obiettivo di contrastare una certa enfasi e ridondanza poetica del periodo e trovare nuove forme espressive, essenziali ed evocative.


La poesia di Santo Atanasio si è sempre caratterizzata per eleganza espressiva e ricercatezza linguistica, ma aver scelto di regalare ai lettori questa esperienza di estrema sintesi lirica costituisce un momento davvero particolare nel suo percorso, un volere andare all’essenza, con un processo di eliminazione che esalta il valore poetico e allusivo di ogni singola parola.I tredici petit-onze presenti nella nuova silloge (quattro nella sezione “I. Affetti familiari” e nove nella sezione “III. Nove petit-onze”) sono, dunque, piccoli e preziosi alberi ben radicati in un terreno poetico ampio e curato e pronti a fiorire donando una luce che penetra nella coscienza dei lettori.I temi sono quelli che hanno caratterizzato una vasta parte del corpus poetico di Santo Atanasio: in particolare gli affetti, la riflessione sulla vita, la malinconia che accompagna lo scorrere del tempo e la vecchiaia. Tutti i petit-onze compresi nella nuova raccolta poetica sono stati scritti in un arco temporale breve, dagli ultimi giorni di ottobre al dicembre del 2025: “alberi” autunnali, quindi, con tutto il valore simbolico e immaginifico del particolare periodo dell’anno e della vita.


I primi quattro costituiscono un breve cammino ideale dalla memoria al futuro, dal ricordo della madre all’attesa trepidante della nascita di Ida, la sua prima nipote, figlia di Clara, una linea familiare tutta al femminile. È probabilmente un caso che la lirica dedicata alla madre, allo sguardo della donna che in maniera sinestetica diventa “il dolce / tepore di un abbraccio”, sia stata composta il 25 novembre, giornata fondamentale nel percorso di civiltà, e che poi l’attenzione si sposti verso una nuova vita nel grembo materno, vita “sospirosa dei nostri sorrisi”, mentre il poeta attende il primo vagito con “- le tempie / febbrili di amore -”. È un auspicio privato, fatto di un’attesa vibrante che è sentimentale e fisica, ma che assume una connotazione universale: una bimba/donna chiederà sorrisi e sarà pronta a regalare la dolcezza di uno sguardo/abbraccio e un figlio/nonno, forte del suo legame con il femminile di tutta la sua vita, spera in un modo privo di violenza e impregnato solo di rispetto e amore.


La terza sezione della silloge è costituita esclusivamente da nove petit-onze, anche questi piccoli “alberi” che attraversano la soglia tra l’autunno e l’inverno. In autunno “le foglie dorate” dei rami “svolano”, “trascolora / il silenzio / degli alberi autunnali / di foglia in foglia “, “i rami novembrini” sono ormai “sfogliati”: è l’autunno della vita in cui il movimento leggero delle foglie che lasciano i rami evocano la malinconia di chi avverte il “trascolorare” della propria esistenza, il transitare verso una nuova dimensione in cui i giorni vanno gustati in modo nuovo e si porta nel corpo e nell’anima la storia della propria esistenza. C’è la consapevolezza di ciò che si è irrimediabilmente perduto con i “sorrisi per sempre / svaniti”, ma la visione improvvisa di una dalia può fugare “le ombre della mia / vecchiaia”.
I petit-onze di Santo Atanasio condensano in maniera elegante e raffinata tutto il suo mondo poetico, presente nelle diverse sezioni di “Una, la vita umana”: sarà il lettore a trovare trame e intrecci, collegamenti e richiami tra le diverse sezioni e i diversi componimenti: sarà un bel viaggio ricco di atmosfere esistenziali ed evocative suggestioni.
Cefalù, marzo 2026

Rosalba Gallà


Santo Atanasio, “Una, la vita umana”, Gilgamesh Edizioni, Asola (MN), 2026.

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