Arte, scuola e prevenzione: all’I.I.S.S. Pio La Torre il progetto del pittore di quartiere Igor Scalisi Palminteri, trasforma una classe in un presidio permanente di ascolto, per intercettare il disagio prima che diventi dipendenza. Seconda tappa delle azioni di @Lab_School, progetto da 1,7 milioni dell’assessorato all’Istruzione della Regione siciliana contro le dipendenze giovanili in nove scuole siciliane.
A 12 anni il primo contatto con il crack. Non è un’eccezione, ma un dato che emerge con sempre maggiore frequenza nei servizi per le dipendenze. In Sicilia quasi 6.700 giovani sono oggi in carico ai SerD per uso di sostanze, mentre a livello nazionale oltre un terzo degli studenti – oltre 900mila – tra i 15 e i 19 anni ha già sperimentato una sostanza illegale, spesso prima dei 14 anni (secondo la Relazione annuale al Parlamento 2025 e i dati ESPAD 2024). Non si tratta solo di droghe, ma di un sistema più ampio di dipendenze, comportamentali e farmacologiche, che intercettano fragilità sempre più precoci. È dentro questo scenario che, all’I.I.S.S. Pio La Torre di Palermo, nasce la seconda ‘The Room of Feeling’, uno spazio permanente all’interno della scuola in cui i ragazzi possono raccontare ciò che spesso resta invisibile: solitudine, disagio, paure, contatto precoce con le dipendenze.
La stanza non è un progetto simbolico. In tre giorni di lavoro collettivo è diventata un luogo vivo: pareti e soffitto trasformati da studenti, docenti e personale scolastico attraverso immagini, segni e colori. Un presidio che resta, accessibile nel tempo, in cui è possibile lasciare un messaggio, riconoscere un’emozione, chiedere aiuto, anche in forma anonima. Il progetto è ideato dal pittore di quartiere Igor Scalisi Palminteri e si sviluppa come un laboratorio partecipato attorno a cui si costruisce la comunità scolastica educativa che supera la logica frontale: si apre con un cerchio in cui cadono i ruoli, prosegue con momenti di confronto e si traduce in un’opera collettiva. «L’altra volta ascoltavo un giovane parlare della sua rabbia – racconta Scalisi Palminteri -. Una rabbia che si nutre delle ingiustizie e di un dolore profondo. E questa rabbia si trasforma, diventa altro, diventa un mostro. E questo mostro si nutre di crack, di droghe, di alcol, di quelle sostanze che lo addormentano e non gli fanno più sentire il dolore. Ma questo è un inganno. Le emozioni non le puoi eliminare. Quello che puoi fare è imparare a trasformarle. Per questo, dentro la stanza a Palermo, abbiamo dipinto un seme che germoglia, che diventa vita». Nella giornata inaugurale, l’artista rivolgendosi agli studenti e alle studentesse ha detto: «Se un giorno vi doveste trovare nella maglia mortale della dipendenza, ricordate che non siete quel gesto, non siete quella debolezza. Siete molto di più. Per questo costruiamo queste stanze: perché la connessione non si interrompa. È così che si sconfigge la dipendenza. La cosa più importante è imparare ad amarvi».
La seconda ‘The Room of Feeling’ è stata presentata oggi, 15 aprile, nell’Aula magna dell’I.I.S.S. Pio La Torre, in via Nina Siciliana 22 a Palermo. All’incontro istituzionale hanno partecipato la comunità scolastica, gli studenti e i giornalisti. Erano presenti: Igor Scalisi Palminteri, pittore di quartiere e ideatore di ‘The Room of Feeling’; Andrea Fossati, dirigente dell’I.I.S.S. Pio La Torre e scuola Polo provinciale della rete @Lab_School; Anna Buttafuoco, capo di gabinetto dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale della Regione Siciliana; Marcello Giovanni Li Vigni, dirigente con funzione tecnico-ispettiva dell’USR per la Sicilia; Antonio Macaluso, esperto in media education dell’associazione Incontrosenso. ‘The Room of Feeling’ nasce all’interno del progetto regionale @Lab_School – Azioni a contrasto e prevenzione delle dipendenze, gestito dalla rete Salus Scuole SHE Sicilia. «L’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale ha investito 1,7 milioni di euro nel progetto sperimentale @Lab_School, con l’obiettivo di sostenere i giovani, promuovere stili di vita sani e rafforzare la prevenzione – spiega l’assessore Mimmo Turano -. Un’iniziativa che mira a contrastare ogni forma di dipendenza e ad arginare il disagio giovanile. Chi cade nella trappola delle dipendenze spesso nasconde un malessere che fatica a esprimere e per il quale non riesce a chiedere aiuto. Con questo progetto stiamo provando a costruire, all’interno delle scuole, un sistema che aiuti gli studenti a comprendere che non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto e che possono e devono farlo. Con l’iniziativa ‘The Room of Feeling’, che consentirà di realizzare le stanze dell’ascolto nelle scuole siciliane grazie al progetto @Lab_School, vogliamo aiutare la comunità scolastica a intercettare situazioni di disagio. Il nostro obiettivo è trasmettere ai ragazzi un messaggio chiaro: non abbiate paura, chiedete aiuto, perché la vostra vita ha valore, non siete soli e le istituzioni sono al vostro fianco». Palermo è la seconda tappa dopo l’inaugurazione del 1° aprile all’Istituto Comprensivo ‘G.E. Rizzo’ di Melilli (Siracusa), scuola capofila della Rete SALUS Scuole SHE Sicilia, guidata dalla prof.ssa Angela Fontana; a cui seguiranno altre sette stanze in tutte le province dell’isola, entro novembre 2026. Un modello replicabile: ogni scuola coinvolta potrà sviluppare ulteriormente lo spazio come Antenna scolastica e territoriale di ascolto, in dialogo con famiglie, servizi, istituzioni e realtà locali. Accanto alla dimensione artistica, il progetto integra la media education, curata dall’associazione Incontrosenso, per trasformare l’esperienza in racconto e consapevolezza.
Il fenomeno: non solo sostanze
Il quadro che emerge dai dati più aggiornati è più complesso di quanto i titoli restituiscano. Non si tratta solo di sostanze illegali. Il Rapporto ESPAD 2024, coordinato dal CNR e pubblicato con l’Agenzia UE sulle Droghe, registra un’intera generazione esposta su fronti multipli: da un uso di internet che interferisce con le attività quotidiane al gioco d’azzardo online (290mila minorenni); all’assunzione di psicofarmaci senza prescrizione medica (180mila under 18). Non trasgrediscono: regolano. Non cercano sballo: cercano sollievo. Sull’accessibilità del crack, il dirigente Fossati ha offerto una delle letture più lucide della giornata: «Il crack ha un costo molto basso ed è facilmente reperibile. Gli effetti sono intensi ma brevi: all’euforia segue rapidamente il craving, ossia l’impulso difficilmente controllabile a riassumerla. Questo meccanismo accelera il passaggio alla dipendenza. I giovani hanno diritto a costruire la propria autonomia senza vincoli che la compromettano. Secondo la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze (2025), circa il 25% dei giovani tra i 15 e i 19 anni ha fatto uso di sostanze stupefacenti nell’ultimo anno, mentre oltre un terzo almeno una volta nella vita. Non sono numeri astratti, ma dati che riguardano direttamente gli studenti e impongono una responsabilità educativa chiara. Il progetto prevede incontri informativi, attività di approfondimento e momenti di confronto guidato per sviluppare consapevolezza, senso critico e responsabilità individuale.»
Accanto ai dati, però, c’è quello che i numeri non restituiscono: le voci di studentesse e studenti. «Io ho sofferto di bullismo. Non avevo nessuno con cui parlare, nessuno a cui chiedere aiuto. ‘The Room of Feeling’ è uno spazio in cui farlo, in sicurezza. Questo progetto ci ha permesso attraverso l’arte di conoscerci, di stare insieme. Questa unione è qualcosa di bello e di necessario, perché molto spesso le situazioni più difficili nascono dal senso di solitudine e di separazione. Se c’è qualcuno che ne ha bisogno: chiedete aiuto. Vi prego di farlo!», racconta Gaia – studentessa del primo anno del Liceo Artistico I.I.S.S. Pio La Torre. Desirée che frequenta lo stesso anno del Liceo Scientifico Sportivo aggiunge: «In questo progetto non ci siamo solo divertiti: abbiamo imparato ad ascoltarci, a sostenerci a vicenda, a conoscerci: studenti di indirizzi diversi. È stata un’esperienza fantastica dal circle, al brainstorming al dipingere pareti vuote che sono diventate bellissime. Spero che tutti, almeno una volta nella vita, possano vivere questa esperienza».
Un passaggio centrale riguarda anche il ruolo delle famiglie e della comunità. «Oggi i ragazzi tendono a chiudersi e a interiorizzare il malessere», spiega Francesco Zavatteri, associazione ‘La Casa di Giulio’. «Questo spazio deve essere un luogo di apertura. Ai genitori dico: restate uniti, non colpevolizzate. Spesso il consumo è solo il sintomo di un disagio più profondo. Dobbiamo far capire che chiedere aiuto è possibile».
‘The Room of Feeling’ si inserisce così in un modello più ampio di prevenzione che non si limita all’informazione, ma costruisce contesti. Le stanze sono pensate come antenne territoriali: spazi in cui scuola, famiglie, servizi sanitari, enti locali e istituzioni possono entrare in relazione e attivare risposte condivise. Ogni scuola potrà poi declinare questo spazio secondo il proprio contesto, rendendolo operativo nel tempo. Non una campagna. Non un evento. Ma un’infrastruttura educativa minima e necessaria: un luogo in cui fermarsi prima.
Il progetto
The Room of Feeling è un’azione trasversale del programma regionale ‘@Lab_School – Azioni a contrasto e prevenzione dalle dipendenze’, finanziato dall’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana con oltre 1,7 milioni di euro (FSE+ 2021-2027), in attuazione della legge regionale anti-crack approvata dall’ARS nel 2024. Il programma è gestito dalla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia (Schools for Health in Europe), con scuola capofila l’I.C. G.E. Rizzo di Melilli, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia. Prevede nove stanze dell’ascolto in tutte le province siciliane entro novembre 2026.
Media education: curata da Antonio Macaluso – Associazione Incontrosenso / VediPalermo.







