I rappresentanti dei Circoli del Partito Democratico di Petralia Sottana e Geraci Siculo saranno auditi mercoledì 6 presso la V Commissione (Cultura, Formazione e Lavoro) dell’Assemblea Regionale Siciliana, nell’ambito di un confronto dedicato al sistema scolastico nelle aree interne e montane, tema oggi centrale per la tenuta sociale e istituzionale dei territori.“Difendere la scuola nelle aree interne significa difendere il diritto a restare. Senza istruzione, senza servizi e senza opportunità, i territori sono destinati a svuotarsi. Serve una visione politica chiara e coraggiosa: non interventi temporanei, ma politiche durature in grado di restituire centralità e futuro alle nostre comunità” dichiarano Lucia Macaluso, segretaria del Circolo PD di Petralia Sottana, e Giovanni Vazzana, in rappresentanza del Circolo PD di Geraci Siculo.
“La scuola nelle aree interne non è solo un servizio: è l’ultimo presidio di comunità, democrazia e futuro dei nostri territori”. È da questa consapevolezza che nasce la partecipazione all’audizione, con l’obiettivo di riportare al centro dell’agenda politica una questione ormai non più rinviabile, che riguarda diritti fondamentali e qualità della vita delle comunità locali.Le criticità sono evidenti e diffuse: riduzione della popolazione scolastica, accorpamenti tra istituti, aumento delle pluriclassi, frammentazione degli organici e crescente ricorso alle cattedre orario esterne, spesso su distanze non sostenibili e in assenza di adeguati collegamenti. Dinamiche che incidono profondamente sulla qualità dell’offerta formativa, sulla continuità didattica e sulla stabilità del personale docente, rendendo sempre più fragile l’intero sistema educativo nelle aree interne.
“Il nodo resta strutturale e riguarda il modo in cui viene organizzata la scuola nei territori interni, ancora troppo legato a parametri esclusivamente numerici che non tengono conto delle specificità geografiche, sociali e demografiche di questi contesti”.Ne deriva un circolo vizioso che indebolisce progressivamente le scuole dei piccoli comuni: sedi meno attrattive per il personale, maggiore discontinuità didattica, riduzione dell’offerta formativa e, conseguentemente, nuove spinte allo spopolamento. Un processo che rischia di compromettere non solo il diritto allo studio, ma anche la tenuta sociale, culturale ed economica delle comunità.“La scuola rappresenta un presidio fondamentale non solo per gli studenti, ma per l’intera comunità. Dove la scuola arretra, arretra lo Stato. Dove la scuola si indebolisce, si indeboliscono i diritti e si riducono le opportunità”.Per questo, i Circoli PD sottolineano la necessità di un cambio di prospettiva: servono scelte strutturali, stabili e coerenti, capaci di garantire continuità didattica, stabilità degli organici e pari opportunità formative, superando definitivamente una logica emergenziale e frammentata che negli anni ha prodotto solo soluzioni temporanee.








