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Secondo weekend dei Borghi dei Tesori 16 e 17 maggio:alla scoperta delle Madonie

Nascondersi in una casamatta mimetizzata nella montagna e da lì osservare la costa; ritrovare il Leo Bibens dei Florio su un’insegna, scorrere le foto in bianco  e nero di Silvana Mangano ragazzina sulle Madonie; scoprire che la pasta all’antica … non è una pasta, e che un artista può riprodurre esattamente i reperti archeologici, inerpicarsi verso un nido d’aquila colmo di volumi, osservare la vallata da un “salto” vertiginoso. Visitare i borghi vuol dire lasciarsi alle spalle la frenesia metropolitana e dedicarsi ai cinque sensi: qui si osserva, si tocca, si respira, si ascolta, si assaggia.

Sabato e domenica prossimi (16 e 17 maggio) il secondo e penultimo dei tre weekend del Borghi dei Tesori Fest, il progetto della Fondazione Le Vie dei Tesori e dell’associazione Borghi dei Tesori, che aggrega piccoli Comuni di tutta l’Isola. Un circuito turistico animato dai giovani delle comunità che conducono i visitatori alla scoperta dei piccoli comuni siciliani. Tutto su www.leviedeitesori.com

Apriranno le porte sette borghi tra il Palermitano (Gangi, Geraci Siculo, Montelepre, Petralia Soprana) e il Trapanese (Custonaci e Calatafimi Segesta) , più una lontana tappa a Est, a Centuripe. Si parte da Custonaci dove, mimetizzata nella montagna, c’è una casamatta utilizzata dai contingenti italiani durante la seconda guerra mondiale: un giovane appassionato, Jacopo Triscari, mostrerà oggetti della vita militare, stendardi, lettere e cartoline inviate dai soldati. Si scenderà nel ventre della montagna nella Grotta della Clava (tra i must dello scorso anno) con gli speleologi del Cirs; si raggiungerà una cava di marmo dismessa del Cerriolo; e si scoprirà un monumento di archeoastronomia, la Porta del Sole, curata dalla Scuola Dinamica: un arco di pietra attraverso cui il sole segnava il passaggio delle stagioni, trasformando la roccia in un calendario di ieri. Senza dimenticare i musei, e la ”Vurga” il paradiso delle rane.

Calatafimi Segesta si visita uno dei bagli di produzione del marsala dei Florio e si comprende la simbologia dei pani votivi dei Ceti del Santissimo Crocifisso. Si visita il sito di Pianto Romano, dove 15 maggio 1860 avvenne lo scontro tra Garibaldini e Borbonici: l’Ossario fu progettato da Ernesto Basile. Domenica si seguirà la greenway dei Giardini del Kaggera, un percorso nella natura tra antichi canali e rupi, verso il Museo Garibaldino, la chiesa della Madonna di Giubino e la chiesa barocca del Santissimo Crocifisso con la mostra dei Ceti, con la loro affascinante simbologia legata ai pani votivi. A Baglio Florio si rende omaggio al Leo Bibens, il simbolo della famiglia, e si notano le rotaie su cui correvano i carrelli colmi d’uva.

Saliamo sulle Madonie: vi racconteranno che il papà di Silvana Mangano, la famosa “mondina” di Riso Amaro, era di Petralia Soprana(nella foto sotto) e l’attrice tredicenne passò a casa della nobile nonna i mesi in cui l’Italia combatteva: la ricorderà Mario Sabatino, memoria novantenne del borgo, attraverso foto e documenti conservati alla biblioteca Frate Umile (che è già uno luogo dell’anima arroccato sui monti). Si visiterà anche  il neoclassico Palazzo Pottino con la meravigliosa alcova a baldacchino nella camera da letto dei marchesi; il Palazzo comunale nell’antico convento di Maria SS. del Carmelo che custodisce scaffali in pirografia del Seicento e splendidi affreschi restaurati; il Museo del Carretto e del pupo siciliano a Villa Sgadari.

Sempre sulle Madonie si resterà di stucco dinanzi al celebre Giudizio Universale di Giuseppe Salerno (lo Zoppo di Gangi), allo Spasimo di Sicilia (sempre di Salerno) e alla “fossa di parrina”, la cripta che custodisce i corpi imbalsamati dei preti dal 1728 al 1872: siamo a Gangi, dove, tra piccoli musei gioiello (Palazzo Bongiorno e Palazzo Sgadari) c’è la bottega di Fabrizio Fazio, uno dei pochissimi costruttori ancora esistenti di tamburi a cornice, tammorre, tamburi medievali e imperiali. In programma, inoltre, anche una passeggiata per i vicoli del centro, che comprende anche l’Istituto Gianbecchina che custodisce le opere donate al paese dal maestro.

Si conteranno i conventi a Geraci Siculo attraversata da una passeggiata alla scoperta dei vicoli fioriti: si parte dal convento seicentesco dei Padri Cappuccini (oggi polo culturale MUSeBArch) con l’antica biblioteca con rari e pregiati testi; poco distante, ecco il convento dei Padri Agostiniani, costruito nel 1627 e recentemente restaurato, con il chiostro centrale, le celle dei monaci, il refettorio, la stalla e la cucina al pianterreno, oltre a un imponente frantoio integro. Non dimenticate di gettare un occhio dal Salto dei Ventimiglia sospeso sul vuoto.

Montelepre vi spiegano che la pasta all’antica … non è una pasta ma un dolce prezioso, una tortina di pasta frolla farcita con una crema di biancomangiare creata da don Giacuminu, pasticciere degli anni Cinquanta. Sarà un laboratorio … dolcissimo. Simbolo del borgo è la Torre Ventimiglia, uno dei pochi esempi in Sicilia di donjon residenziale, tre piani, 24 metri, con mura spesse oltre due metri; poi la Chiesa Madre con il Crocifisso miracoloso, che secondo la leggenda arrivò via mare a Palermo e fu completato per intercessione divina durante la notte.

Praticamente dall’altro lato della Sicilia, ecco Centuripe dove (oltre agli splendidi cinque altari marmorei della Matrice) si scoprirà l’arte antica di Rosario Muni, “artista archeologico” centuripino che svelerà i segreti della decorazione ferruginosa a pelo, tecnica rara e preziosa che permette di riprodurre fedelmente i reperti custoditi nei musei. Domenica un trekking urbano parte dal Museo archeologico, si snoda tra vicoli e panorami mozzafiato, toccando i resti del Tempio Romano degli Augustali, due mausolei di età imperiale, il Castello di Corradino, la Dogana, il belvedere,  le chiese dell’Immacolata Concezione e di San Giuseppe. Lungo il cammino, due mostre fotografiche e il murale di Lorenzo Maniscalco.

TRE WEEKEND PER SCOPRIRE LA SICILIA. Nel prossimo e ultimo fine settimana (23 e 24 maggio) apriranno le porte gli ultimi Borghi che partecipano al festival: Bisacquino, Chiusa Sclafani e Giuliana uniti in un unico percorso, poi Cassaro, Frazzanò, Licodia Eubea, Montevago, la new entry Partanna, Camporeale, Prizzi, San Mauro Castelverde, Sant’Angelo Muxaro. 

Borghi dei Tesori Fest è promosso dalla Fondazione Le Vie dei Tesori  in collaborazione con l’associazione Borghi dei Tesori – fondata nel 2021, conta una sessantina di piccoli Comuni in tutta la Sicilia – e i Comuni coinvolti. In collaborazione con il progetto Interreg di cooperazione internazionale CHORAL (Cultural Heritage fOR AlL), dedicato all’accessibilità del patrimonio culturale e realizzato da cinque partner italiani e maltesi tra i quali ARCES, Vie dei Tesori, il Dipartimento di Ingegneria UniPa, Università di Malta ed Heritage Malta.

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