Dall’alleanza tra il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Università degli Studi di Palermo e Confartigianato nasce una novità assoluta per il sistema formativo italiano: il primo corso di laurea magistrale in “Economia e management delle imprese artigiane e delle Pmi”.
Il corso, che debutterà nell’anno accademico 2026-2027 dell’Ateneo siciliano, è stato presentato oggi a Palermo come risposta alla necessità di dotare le nuove generazioni di competenze manageriali d’avanguardia, capaci di guidare l’innovazione di artigiani e piccole imprese, settori chiave del Made in Italy.
Il cuore dell’iniziativa risiede proprio nella sinergia istituzionale tra il MUR, l’Università e Confartigianato che hanno dato vita a un percorso accademico progettato per formare manager in grado di coniugare la cultura produttiva tradizionale con le sfide della digitalizzazione, dell’internazionalizzazione, del passaggio generazionale in azienda.
L’esigenza di questa figura professionale è certificata dai dati del 5° Radar Artigiano elaborato dal Censis per Confartigianato e presentato oggi: nel 2025 il 64% delle aziende artigiane ha utilizzato stabilmente il digitale e quasi la metà di esse (48%) lo impiega già nelle fasi di progettazione. Negli ultimi anni l’80,5% degli artigiani ha effettuato investimenti strategici ma il 67% degli imprenditori segnala ancora forti criticità nel reperimento di manodopera qualificata e di competenze gestionali adeguate.
Con questa nuova laurea, l’Università di Palermo e Confartigianato non offrono soltanto un titolo accademico, ma una vera e propria infrastruttura di competenze. Il corso prevede infatti una costante interlocuzione con gli stakeholder del sistema produttivo e l’utilizzo di metodologie didattiche innovative, come il project work e l’esperienza sul campo, per garantire una formazione che sia, sin dal primo giorno, coerente con le reali evoluzioni del mercato del lavoro. Il piano formativo si distingue per un approccio multidisciplinare che unisce l’analisi della supply chain e dell’Intelligenza Artificiale a insegnamenti come la storia dell’impresa italiana e l’antropologia culturale.
In merito all’iniziativa,il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha dichiarato: “Il compito dell’università non è soltanto trasmettere conoscenze. Ma anche indicare strade, aprire visioni, costruire opportunità per il futuro dei giovani e, insieme, per il futuro del Paese e delle sue eccellenze. Questo corso di laurea incarna esattamente questa missione: un’università che ascolta, che dialoga con il sistema produttivo, che fa squadra con le imprese per costruire competenze nuove e sempre più strategiche. Dalla capacità di accompagnare l’artigianato italiano nei processi di innovazione, nella crescita manageriale e nell’apertura ai mercati internazionali dipende anche la tutela di un patrimonio che custodisce la nostra storia e rappresenta una leva fondamentale per il futuro del Paese”.
Il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri, ha sottolineato: “Per il nostro Ateneo oggi è una giornata importante. Rappresenta l’aggiunta di un tassello prezioso che arricchisce un’offerta formativa orientata all’innovazione, senza però rinunciare a valorizzare le tradizioni e le peculiarità del nostro territorio, che meritano di essere sostenute e accompagnate nel loro sviluppo. Mettere al centro le esigenze formative dei giovani significa offrire loro strumenti concreti per affrontare le sfide del mercato del lavoro, creando percorsi di studio capaci di essere competitivi a livello europeo. Palermo, del resto, occupa una posizione strategica nel Mediterraneo e può diventare un hub fondamentale per il dialogo e lo scambio di professionalità e competenze”.
“Il nuovo corso di laurea – ha spiegato il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – nasce dalla volontà di far incontrare università e aziende per potenziare la secolare cultura produttiva dei nostri imprenditori in un percorso di formazione utile a possedere gli strumenti indispensabili ad affrontare le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, dalle transizioni green e digitale, dalla competizione sui mercati mondiali”.








