Con le loro domande, i sorrisi e la loro spontaneità, i più piccoli hanno reso viva e colorata la presentazione di “Momo e il genio un po’ così” al Salone Internazionale del Libro di Torino appena concluso. L’incontro, ospitato il 18 maggio nello stand della Regione Siciliana, ha visto protagonisti i bambini delle scuole elementari presenti al Salone che, con attenzione e curiosità, si sono lasciati conquistare dal racconto di Momo e dei suoi amici.
I bambini hanno colto immediatamente il significato più profondo del libro: la diversità non è un ostacolo ma una ricchezza e anche chi appare fragile, impacciato o “un po’ così” può diventare importante nella vita degli altri. Un messaggio semplice ma potente, arrivato con immediatezza grazie al linguaggio della favola e alla forza delle emozioni condivise durante l’incontro.
A raccontare la nascita del libro sono stati l’autrice Carolina Lo Nero e don Giuseppe Licciardi, direttore delle comunità alloggio Regina Elena e Carlo Acutis di Cefalù (PA), che ospitano i coautori dell’opera, nata da un laboratorio creativo che lo scorso autunno ha coinvolto direttamente i ragazzi delle comunità. Insieme a loro anche Ausman e Mohamed, due dei giovani protagonisti di questa esperienza, con le loro storie e i loro sogni.
«Ritengo che il compito della Chiesa e della Comunità in genere sia accogliere, proteggere, promuovere e integrare. La fiaba raccontata dai ragazzi della Fondazione Regina Elena è un segno eloquente di integrazione – osserva don Giuseppe Licciardi -. Spesso pensiamo agli stranieri come persone da integrare nel nostro sistema già definito, quasi a dover entrare in un vestito confezionato. In realtà, la sfida è reciproca: anche le Comunità di accoglienza sono chiamate a trasformarsi, a rivedere schemi, linguaggi, pratiche. Non è certamente un processo facile perché richiede disponibilità a lasciarsi integrare».
“Momo e il genio un po’ così” affronta temi importanti ma con il linguaggio semplice e immediato della favola. Nella storia ci sono personaggi cattivi, come l’uomo che vuole approfittarsi dei protagonisti e li mette in pericolo, ma anche figure capaci di cambiare il corso degli eventi, come il genio pasticcione che, pur nella sua imperfezione, riesce a diventare una presenza buona e un’occasione di salvezza per Momo e i suoi compagni di viaggio. Ed è proprio questa imperfezione a rendere il racconto così vicino alla vita reale: nessun eroe perfetto, ma personaggi fragili che, con i loro limiti, trovano il modo di aiutare, proteggere e amare.
«Presentare Momo e il genio un po’ così al Salone del Libro – spiega l’autrice Carolina Lo Nero – ci ha fatto capire che c’è una vasta comunità che condivide con noi il messaggio di umanità che c’è dietro questo libro».
Il giorno precedente, il 17 maggio, era stato invece lo stand del Comune di Pianezza (TO) ad ospitare Carolina, don Giuseppe, Ausman e Mohamed per una prima presentazione del volume all’interno del SalTo26.
Due giornate intense e ricche di emozione che hanno trasformato una semplice presentazione editoriale in un momento autentico di incontro, ascolto e condivisione, lasciando nel pubblico il segno di una storia capace di parlare di fragilità, speranza e umanità con delicatezza e semplicità.







