HomeIsnello: l’intero gruppo di minoranza “Fare Comunità si dimette dal Consiglio Comunale

Isnello: l’intero gruppo di minoranza “Fare Comunità si dimette dal Consiglio Comunale

I tre consiglieri di minoranza del Comune di Isnello si sono dimessi dal Consiglio Comunale.Una decisione grave ma ben ponderata del Gruppo Consiliare “Fare Comunità” che ha deciso di comunicare alla cittadinanza le ragioni di questa scelta in un’assemblea pubblica tenutasi presso l’auditorium del Centro sociale lunedì 1 giugno 2026 e l’indomani, proprio per la Festa della Repubblica, sono partite ufficialmente le lettere di dimissioni.

A quattro anni dall’inizio del mandato e a solo un anno dalla scadenza dello stesso, questa decisione non può essere derubricata come un semplice “disimpegno” dell’intero gruppo di minoranza, ma dovrebbe essere letta come un campanello di allarme circa il destino delle piccole comunità.Infatti, se il fattore spopolamento incide per buona parte sulla qualità della scelta degli uomini e delle donne che portano avanti l’azione amministrativa, la restante parte del disastro è il frutto della manipolazione del funzionamento delle istituzioni rappresentative, al fine di tenere “distanti” dalle decisioni quanti vorrebbero contribuire al benessere della comunità e allo stesso tempo evitare quei momenti di confronto e quella trasparenza che è il presupposto della crescita di una società che si definisce civile. Un gioco al massacro in cui alla fine perdono, tutti tranne coloro che hanno come unico obbiettivo la continuità nel loro ruolo, costi quel che costi.

Nella loro lettere di dimissioni, i tre consiglieri hanno evidenziato che le stesse “non sono dettate da motivazioni personali, ma dalla constatazione che in questo Consiglio Comunale mancano i presupposti di agibilità politica che dovrebbero essere la base su cui poggia un’istituzione repubblicana, per quanto locale e decentrata.Venendo quindi a mancare i meccanismi di garanzia per il corretto svolgimento del mio ruolo di consigliere, non intendo continuare a far parte di quello che dovrebbe essere un organo di rappresentanza democratica, dal momento che i margini di azione del mio operato sono stati arbitrariamente compressi fino a rendere inutile la mia presenza in questo Consiglio.

Una decisione non certo assunta a cuor leggero, ma che non nasconde un filo di speranza, come si legge da ognuna delle lettere di dimissioni: “non è certo con gioia che mi appresto a compiere questo gesto, essendo arrivati quasi alla fine della consiliatura, ma nutro la speranza che queste dimissioni possano indurre un ripensamento nel modo di amministrare da parte di chi continua a confondere il governare con il comandare, la partecipazione con la cooptazione”.

Fin qui le conclusioni per chi non ha tanto tempo da perdere.

Chi vuole invece approfondire la questione e ritrovare in dettaglio le cause che hanno portato a questa decisione può leggere il discorso dell’ormai ex Capogruppo di Fare Comunità, Gianpiero Caldarella, tenuto durante l’assemblea dell’1 giugno (https://farecomunitaisnello.wordpress.com/2026/06/02/fare-comunita-le-nostre-dimissioni-sono-necessarie-ecco-perche/).

Da questo momento in poi in Consiglio Comunale siederà solo la maggioranza e in assenza di diretta streaming e della partecipazione dei cittadini, immaginiamo che il clima sarà finalmente disteso e l’orizzonte ancor più democraticamente autorerefenziale.Isnello, come tanti piccoli Comuni, ha visto Sindaci amministrare per decenni e adesso si aspetta la legge che non imponga limiti di mandato ai Sindaci nei comuni con meno di 5mila abitanti. Tutto sarà ancora più fermo e incrostato mentre i paesi arretrano. E se i Borghi fanno pensare al Medioevo, forse è il caso di spingersi un po’ più in là ed avere l’audacia di proporre l’ereditarietà del mandato.

Abbiamo urgentemente bisogno di nuovi baroni.

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