Su iniziativa del senatore Ignazio Zullo, nella Sala koch del Senato, la politica, le istituzioni e gli esperti si sono confrontati e hanno discusso dell’attuazione del Piano di Azioni per la Salute Mentale (PANSM) 2025-2030, il documento strategico voluto dal Ministro della Salute Orazio Schillaci che definisce le priorità per promuovere la salute mentale in Italia, durante un convegno in Senato, organizzato da Motore Sanità. Il PANSM punta a rafforzare i servizi territoriali, intervenendo su punti cruciali dell’assistenza psichiatrica in Italia come la prevenzione, l’accesso alle cure, la presa in carico, l’inclusione sociale e la formazione degli operatori della Salute mentale.
Nell’attuazione del Piano Nazionale Salute Mentale le priorità sono la prevenzione, la presa in carico precoce del disagio , le donne, i giovani, la salute mentale nelle carceri e nelle comunità. “Il Piano – ha sottolineato il ministro della Salute Orazio Schillaci – mette al centro i giovani e le donne, due fasce particolarmente esposte”. Il diritto alla salute e alla Salute mentale “deve essere garantito a tutti e non può dipendere dalla residenza o dal reddito. Dobbiamo fronteggiare – ha poi aggiunto il Ministro – i cambiamenti con un cambio di passo e modelli di cura più adeguati”. Il PANSM definisce un nuovo paradigma: percorsi differenziati per livelli di intensità di cura, omogenei su tutto il territorio e integrati tra ospedale, territorio, scuola e servizi sociali. “Mettiamo al centro la persona e il benessere dei cittadini, con al centro l’equità”.
Il Ministro ha poi ricordato come “con la legge di Bilancio il governo abbia messo nel piatto risorse pluriennali e strutturali, assenti da anni: 80 milioni nel 2026, 85 nel 2027 e 90 nel 2028 (il 30% dedicati alla prevenzione) e 30 milioni annui dal 2029 per garantire una presa in carico precoce, intercettare in fase iniziale nei giovanissimi il disagio prima che si cristallizzi nel disturbo, rafforzando i servizi territoriali e l’integrazione sociosanitaria con un’attenzione particolare alla transizione dall’adolescenza all’età adulta e alle donne. L’ultimo stanziamento ad hoc risale al 2021 ma per un solo anno. Ora abbiamo risorse aggiuntive, pluriennali e strutturali. Abbiamo firmato il decreto di riparto proprio la scorsa settimana e andrà entro giugno al vaglio della Conferenza Stato-Regioni”.
Ignazio Zullo, Membro X Commissione Permanente Senato della Repubblica ha spiegato che “tutta l’azione del Governo è stata improntata sul dramma dei nostri tempi, dove vivono incertezza e stress che spesso possono portare ad avere disturbi importanti. Il lavoro del professor Siracusano è stato incentrato sulla dignità della persona, dall’infanzia alla fase anziana e non voglio dimenticare ma anzi evidenziare anche la lotta allo stigma. Il rispetto all’interno della propria famiglia è fondamentale così come una presa in carico immediata che se affrontata rapidamente può porta ad un reinserimento all’interno della società. Grazie all’impegno saranno stanziati 30 milioni per la formazione. Molto spesso si parla di risorse ma vanno spese nel modo giusto altrimenti servono a poco”.
Alberto Siracusano, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Tavolo tecnico sulla Salute Mentale presso il Ministero della Salute ha dichiarato come ”questa giornata sancisce un momento importante della storia della salute mentale, non solo perché il PANSM colma un vuoto normativo importante, 13 anni, ma anche perché prevede la ‘messa a terra’ concreta del documento stesso, nel quale sono presenti anche importanti innovazioni, come l’attenzione alla salute mentale perinatale, alle fasi di transizione delle età della vita, momenti di grande vulnerabilità. Si ringraziano tutti i componenti del Tavolo tecnico per l’impegno con cui hanno messo a disposizione le loro competenze, e il ministro Schillaci per la sua grande attenzione alla salute mentale”.
Giuseppe Quintavalle, presidente FIASO, ha sostenuto che “la presentazione del PANSM rappresenta oggi solo il punto di inizio del lavoro che permetterà al ministero e alle regioni di adottare nuove procedure rispetto alla luce dei cambiamenti della nostra società sia in termini demografici che per la qualità di vita. L’One health applicato alla salute mentale e abbinato ad una riorganizzazione, attenta sia alla formazione che alla cura degli aspetti sociosanitari, deve rivolgersi al superamento dello stigma e alla vicinanza alle famiglie, vera sfida su cui dovremmo concentrarci insieme ad una migliore trattazione dei dati per avere sempre un quadro aggiornato sul buon funzionamento dei servizi. Un grazie particolare al professor Siracusano e al Tavolo, ma soprattutto al Ministro della Salute per aver avuto una visione lungimirante su un tema così delicato”.








