HomeCultura e LibriA Cefalù mostra di Paolo Staccioli e Domenico Monteforte. Biografie degli artisti

A Cefalù mostra di Paolo Staccioli e Domenico Monteforte. Biografie degli artisti

Un evento artistico di altissimo livello a Cefalù! A metterlo in evidenza è l’assessore alla cultura Antonio Franco. Il 13 giugno alle 18:30, l’inaugurazione della mostra “Gesture and form”, di due fra i massimi artisti italiani in attività, lo scultore Paolo Staccioli e il pittore Domenico Monteforte, presso l’Ottagono di Santa Caterina. La mostra è visitabile fino a giovedì 25 giugno.

Nato a Scandicci nel 1943, Paolo Staccioli si avvicina al mondo dell’arte al principio degli anni Settanta, quando inizia ad esporre, in ambito fiorentino, la sua pittura. Ma la sua vocazione artistica sembra chiarirsi una ventina di anni più tardi quando l’artista inizia un vero e proprio percorso formativo a Faenza, acquisendo con gli anni e la tenacia le competenze tecniche che lo condurranno al linguaggio più consono alla sua creatività: la scultura in ceramica. L’apprendistato si avvicenda rapidamente con i primi successi: dopo una prima serie di apparizioni in mostre personali e collettive, principalmente in ambito fiorentino, Paolo Staccioli conquista repentinamente il favore della critica e del pubblico di collezionisti per la sua abilità grafica e freschezza esecutiva. La sua maestria nel trasformare la terra in forma, così come la capacità di coprirla di vibrazioni luminose e riflessi di colore a ‘lustro’, interrotti solamente dall’ impronta grafica del disegno, porta presto Paolo Staccioli alla sua più alta stagione creativa, ininterrotta, dagli anni Novanta fino ai giorni nostri.


Nella ceramica Paolo Staccioli trova un terreno fertile per esprimere in piena libertà quella vena creativa che oggi lo rende uno degli autori di un repertorio formale più originale e interessante della ceramica contemporanea.Dai primi vasi, dove si affaccia per la prima volta il primo corteo di cavalli (tema al quale l’artista rimarrà sempre legato), condotto con gli umori di una fantasia sognante e fiabesca, Staccioli si muove alla sperimentazione di nuove forme, modellate con leggerezza e ironia: ed ecco che appaiono i primi arlecchini, i guerrieri, i viaggiatori, le bambole, che si staccano dalla superficie bidimensionale del vaso per divenire scultura.La fantasia è ora pienamente liberata, pronta a trovare sfogo nelle mille invenzioni e combinazioni scultoree che vedono la luce nello studio-atelier di Scandicci. La sua natura ed il suo talento lo portano a tentare una particolare sintesi fra quanto ha sempre riconosciuto come suo patrimonio culturale (il mondo degli etruschi, con l’eleganza formale e la freschezza espressiva dei linguaggi pre-classici) e l’osservazione del mondo moderno, arrivando a creare un repertorio iconografico che travalica i limiti del tempo, per consegnarsi alla contemporaneità come espressione di giocosità e disincanto, perennemente fiduciosa nella varietà e nella molteplicità di declinazioni linguistiche. Sorretto da una continua fluttuazione inventiva, Staccioli guarda divertito i personaggi cari al suo immaginario emigrare dal piedistallo della scultura, per ricomparire a bordo di argonautiche barche e carretti, o a cavallo di un dondolo, sospeso in metafisico equilibrio.


Sculture che, negli anni, acquistano masse plastiche sempre più possenti, guadagnandosi una maestosità che non perde l’immediatezza, rigenerate come sono da bagni di colore sempre rinnovati, specchianti lo sviluppo delle forme.Negli anni Staccioli, assecondando la sua ormai consolidata vocazione scultorea, si dedica all’esplorazione delle proprietà formali del bronzo, materiale che come la ceramica trova perfetta rispondenza con l’impianto formale, sintetico e stilistico, delle sue creazioni.Lo studio di Scandicci, dove a tutt’oggi troviamo Paolo Staccioli al lavoro, è così una fucina in costante fermento, un cantiere aperto dove è possibile rinnovare lo stupore di fronte ai bozzetti in creta, le steli policrome, le sculture che ambiscono alla tribuna privilegiata delle esposizioni e delle collezioni, che sempre più costellano il percorso artistico e professionale di Paolo Staccioli.

Domenico Monteforte è nato a Pietrasanta (Lucca) nel 1966 e vive e lavora tra Camaiore e Forte dei Marmi.Nel corso della sua carriera, le opere di Domenico sono state esposte in Europa, Asia e America, ha realizzato numerose pubblicazioni dedicate all’arte e alla cultura e ha prodotto opere che ora fanno parte di alcune delle più prestigiose collezioni in Italia e nel mondo . ​Nel 2005 tre dipinti di Domenico sono entrati a far parte della collezione del Senato italiano a Palazzo Madama, Roma.Nel 2007 il suo dipinto “L’albero della vita” è stato ricevuto da Sua Santità Papa Benedetto XVI durante un’udienza pubblica a Roma.Nel 2010 Domenico Monteforte è stato insignito del Premio “Torre di Castruccio” per le Arti “per il suo impegno, la sua qualità e per essere un esempio per le nuove generazioni”.Nel 2012 gli è stato conferito un premio alla carriera al festival Spoleto Two Worlds .Nel 2014 è apparso sulla copertina della rivista ARTE IN .

Nel 2015 Domenico è stato invitato a trascorrere un mese all’Università di Nanchino, in Cina. Durante la sua permanenza ha realizzato una serie di dipinti che sono stati poi esposti in tutta la Cina, da Nanchino a Shanghai fino a Wuxi .Nel febbraio 2016, Domenico ha completato una grande opera di 6 m x 3 m su commissione della Californian Opera House di San Francisco . Nel dicembre dello stesso anno, a Roma, gli è stato conferito il premio “Artista dell’anno” .Nel 2017 ha girato l’Europa con mostre in diverse città tra cui Roma , Firenze , Anghiari (AR), Londra , Dubrovnik e Mosca . Nell’estate, un suo dipinto di 3 metri è stato collocato nel foyer del Teatro Verdi di Montecatini Terme .

Nel 2018 ha inaugurato una mostra personale a Berlino, seguita da diverse altre mostre personali nelle città di Perugia , Montecatini Terme , Reggio Calabria , Forte dei Marmi e Firenze .Tra il 2018 e il 2019, le sue opere sono state esposte al Manege di Mosca durante la fiera “Buongiorno Italia” e successivamente a Berlino presso la Galerie Lacke & Farben che, per il biennio 2019-2020, funge anche da secondo studio europeo dell’artista .Nel 2020, presso la Galleria Turelli di Montecatini Terme, si è tenuta una mostra personale di quasi 100 opere per celebrare il conferimento a Domenico del prestigioso premio ” Vita d’Artista ” , precedentemente assegnato a Giorgio De Chirico e Joan Mirò .

Dopo la sua partecipazione alla Dubai Universal Expo , dove ha rappresentato l’arte contemporanea italiana dal 2021 al 2022, le opere di Domenico saranno esposte in numerose mostre in tutto il mondo, tra cui una serie di mostre personali in Italia intitolata “Terre di Toscana”, una mostra personale in Giappone sotto il patrocinio del Consolato d’Italia a Kyoto e Osaka (che verrà annunciata nel 2022) e un concerto dedicato al Royal College of Music di Londra .Di recente Domenico è stato ritratto da Oliviero Toscani per un libro pubblicato da Skira, “ DUECENTO ANNI – SIGARO TOSCANO ”, uscito nelle librerie nel novembre 2018 e dedicato a personaggi pubblici appassionati del celebre sigaro tanto amato da Puccini.

Nel 2018 ha ideato e pubblicato ” BAGNINI, uomini rudi dal cuore gentile” con una casa editrice indipendente, con testi di Umberto Guidi e fotografie di Federico Neri . Quest’ultimo libro ha riscosso un notevole successo, andando esaurito in pochi mesi dalla pubblicazione. Domenico collabora da molti anni con Giorgio Mondadori Editore – Cairo Communication Group , con il quale ha ideato, creato e pubblicato numerose monografie sul proprio lavoro, oltre a volumi dedicati alla combinazione tra arte e alta cucina : ” L’Arte in Cucina – gli artisti incontrano gli chef ” ogni anno abbina circa sessanta artisti e ristoranti, ognuno dei quali presenta una ricetta.” L’Arte in Cucina ” è ora un programma televisivo trasmesso sul canale italiano SKY Gambero Rosso , giunto alla sua seconda stagione. Domenico è il direttore artistico del programma e sta attualmente lavorando ad altri progetti televisivi .Dalla stessa collaborazione con Mondadori è nato anche ” I Magnifici “, un volume che raccoglie una selezione dei migliori chef d’Italia .A partire dal 2020, Domenico ha anche promosso la creazione di una collana di monografie d’artista intitolata ” Signa Artis “.Per la stessa casa editrice ha poi ideato la collana ” Profili d’Artista “, in collaborazione con il critico Giammarco Puntelli. Questa particolare collana è giunta ora alla sua terza edizione.

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