Prende il via la stagione teatrale 2026 della Compagnia “Teatro di Borgata” di Petralia Soprana con il nuovo lavoro “Nun ci sugnu ppi nuddu”, commedia brillante in due atti di Santo Li Puma.L’autore, che interpreta anche il ruolo del protagonista, fedele al proprio stile artistico, affronta un tema sociale molto delicato e attuale, contrapponendolo a un contesto fatto di leggerezze, illusioni di benessere, potere e pratiche curative legate a vecchie credenze popolari. La commedia costruisce una riflessione critica attraverso un forte contrasto tra serio e faceto. Infatti, Li Puma non si limita a rappresentare il problema, ma lo mette in relazione con quei meccanismi culturali che spesso attenuano la percezione della sua gravità.
La leggerezza, tuttavia, non ha qui una funzione evasiva: diventa piuttosto uno strumento per affermare che la felicità non risiede nei beni materiali né nell’inseguimento di dinamiche oniriche e illusorie. Come è naturale, il compito dei padri dovrebbe essere quello di guidare i figli verso l’onestà e la legalità. Eppure, paradossalmente, talvolta accade il contrario: sono i figli a dover intervenire per riportare i genitori sulla retta via. Cosimo, protagonista della vicenda, praticando già l’usura si è lasciato trascinare nel mondo del malaffare, senza riflettere sulle conseguenze, ritrovandosi invischiato in un giro malavitoso dal quale non può più uscire liberamente. Teme, quindi, per la vita, vive nella paura, tormentato dagli incubi che emergono dalla sua coscienza. Il suo unico rifugio diventa allora l’universo fragile e consolatorio delle manie e delle formule curative di Marasànta.La figlia Pinuccia, maestra elementare, reagisce con fermezza non appena scopre la verità sulle situazioni pericolose in cui il padre si è cacciato. Tra espedienti, finzioni e complicità inattese, si tenta di trovare una via d’uscita.








