HomeTerritorioLa Parnassius apollo siciliae nelle Madonie

La Parnassius apollo siciliae nelle Madonie

Tra le emergenze naturalistiche più preziose del Parco Naturale Regionale delle Madonie spicca Parnassius apollo siciliae, la sottospecie siciliana dell’Apollo, autentico relitto glaciale sopravvissuto esclusivamente sulle montagne madonite. La sua presenza rappresenta l’unica popolazione della Sicilia e una delle più isolate dell’intero areale europeo della specie, conferendo alle Madonie un valore naturalistico di assoluto rilievo.La tutela di questa farfalla è riconosciuta anche a livello internazionale grazie all’inclusione nelle Convenzioni di Berna e di
Washington. Come sottolineano gli autori, “l’isolamento geografico rende Parnassius apollo siciliae particolarmente vulnerabile ai cambiamenti ambientali”.


Rispetto agli esemplari alpini, la sottospecie siciliana è generalmente più piccola, con un’apertura alare compresa tra 55 e 72 millimetri, e
presenta caratteristici ocelli delle ali posteriori con nucleo bianco circondato da un evidente anello rosso.L’habitat è estremamente specializzato: vive esclusivamente tra 1.500 e 1.800 metri di quota, sui pendii rocciosi assolati al di sopra della fascia dei faggi. Fondamentale è la presenza delle Crassulaceae, in particolare Sedum album e Sedum tenuifolium, che costituiscono le piante
nutrici delle larve. Dopo la deposizione delle uova e il riposo invernale, le larve riprendono l’attività con i primi tepori primaverili; gli adulti compaiono dalla fine di giugno con il massimo dello sfarfallamento nelle prime due settimane di luglio.Negli ultimi anni la popolazione mostra segnali di regressione, probabilmente legati agli effetti del cambiamento climatico e alla diminuzione delle piante nutrici causata dal pascolamento del Daino (Dama dama).Per valutare lo stato di conservazione della specie, il Parco delle Madonie ha avviato uno specifico programma di monitoraggio. Nel giugno 2026 sono state censite e mappate le specie di Sedum, evidenziandone una distribuzione frammentata. Successivamente, nella prima metà di luglio 2026, sono stati effettuati i censimenti degli adulti, integrati con
dati recenti segnalati da altri ricercatori  provenienti dalla piattaforma www.inaturalist.org (a cui si rimanda per maggiori
dettagli).


Il risultato più significativo è stato registrato il 10 luglio 2026 lungo Monte Carbonara, dove sono stati osservati circa 40 individui,
distribuiti in diversi nuclei (4, 1, 4, 2, 6, 20, 2, 2 e 1 esemplare).Come evidenziano Sara Chiarello, Bruno Massa e Antonio Spinnato, “si
tratta della segnalazione numericamente più consistente degli ultimi anni, a conferma che la popolazione conserva ancora un’importante
capacità di sopravvivenza”. Le future ricerche saranno dedicate alla valutazione quantitativa delle popolazioni di Sedum e alla possibile realizzazione di piccole aree recintate per proteggerle dal pascolamento dei daini.Il Presidente dell’Ente Parco delle Madonie, Giuseppe Ferrarello, esprime un sentito ringraziamento ai ricercatori “per il lavoro svolto,sottolineando come la conoscenza scientifica rappresenti uno strumento fondamentale per la tutela e promozione del nostro patrimonio naturale”.Per approfondimenti su questa ricerca è possibile consultare il sito ufficiale www.enteparcodellemadonie.it.o le pagine social dell’Ente. Gli autori ringraziano Enrico Bellia, Attilio Carapezza, Giuseppe Franzò, Marcello Romano, Teresa Vacca e Roberto Viviano per la collaborazione e per i dati messi a disposizione durante il
monitoraggio.

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