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Storie di santità. Si conclude l’inchiesta diocesana sul Servo di Dio Mario Giuseppe Restivo

L’1 agosto si conclude la fase diocesana della Causa di beatificazione e canonizzazione avviata nel 2000 nella Diocesi di Cefalù

Sabato 1 agosto 2026 si concluderà l’inchiesta diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Mario Giuseppe Restivo. L’appuntamento è alle 18 nella chiesa Maria Santissima Assunta di Castelbuono (PA).

Il Vescovo di Cefalù, S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, presiederà la Celebrazione Eucaristica e il rito di chiusura della fase diocesana della causa.

A quarantaquattro anni dalla sua morte, terminerà il percorso avviato nel 2000 su richiesta dell’AGESCI – Zona Conca d’Oro di Palermo nella Diocesi di Cefalù (PA). Nel marzo 2006 l’allora Vescovo di Cefalù, mons. Francesco Sgalambro, costituì il Tribunale Ecclesiastico per l’istruzione della Causa che dichiarò Mario Giuseppe Restivo Servo di Dio. Nel maggio 2025, mons. Marciante, accogliendo le istanze dell’associazione Amici di MGR, ha disposto gli atti per completare l’inchiesta diocesana sull’eroicità delle virtù e sulla fama di santità e di segni del Servo di Dio.

Con la chiusura dell’inchiesta diocesana, gli atti raccolti nel corso dell’istruttoria saranno trasmessi al Dicastero delle Cause dei Santi, dove inizierà la fase romana della Causa per il riconoscimento ufficiale delle virtù del Servo di Dio.

Mario Giuseppe Restivo nacque a Palermo il 24 gennaio 1963, primogenito di quattro figli di una famiglia originaria di Castelbuono (PA). All’età di circa tre anni si trasferì con i genitori a Castelbuono, per poi fare ritorno nel capoluogo siciliano. Fin da bambino si distinse per l’impegno nello studio, guadagnandosi la stima di insegnanti e compagni. La sua maturazione fu precoce: a soli nove anni scrisse la sua prima poesia, dedicata alla madre. Nel 1975, durante il primo anno della scuola media, gli venne conferita la borsa di studio “Federico Motta Editore” di Milano.

A quindici anni scelse San Francesco d’Assisi come modello di vita, abbracciando profondamente il suo spirito di povertà. Lo scoutismo cattolico rappresentò per lui il principale luogo di crescita spirituale e di apostolato, al quale si dedicò con entusiasmo e generosità.

Il 19 agosto 1982 perse la vita in un incidente stradale nei pressi di Chambéry, mentre era in viaggio verso Taizé. Aveva appena conseguito la maturità classica in un liceo palermitano dove era stato allievo di don Pino Puglisi.

Da quel giorno la sua testimonianza di fede, la sua eredità spirituale e morale continuano a orientare e accompagnare il cammino di quanti lo hanno conosciuto personalmente o ne hanno scoperto la figura attraverso le sue poesie e i suoi scritti.

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