HomeAttualitàBlufi,grande partecipazione e proposte all'evento E-festival sull'educazione digitale

Blufi,grande partecipazione e proposte all’evento E-festival sull’educazione digitale

Educazione digitale e adolescenti, come la scuola, la famiglia e le istituzioni affrontano l’argomento? E’ stato questo il tema al centro del dibattito che si è tenuto a Blufi il 18 luglio scorso, con gli interventi dell’On. Paola  Frassinetti, sottosegretario del Ministero dell’Istruzione e del Merito; del dott. Salvatore Iacono, dirigente Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia; della dott.ssa Maria Letizia Di Liberti, dirigente regionale del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali e Cetty Mannino, referente della Fondazione Carolina per la Sicilia. L’evento, molto partecipato ( anche da diversi sindaci e amministratori dell’ Unione Madonie ) e apprezzato dai presenti, è stato realizzato nell’ambito del progetto E-Festival, voluto dall’amministrazione del comune madonita, guidato da Calogero Puleo, e sviluppato da Fondazione Carolina, con l’intento di formare i giovani e insegnare agli “anziani digitali” come usare internet. Protagonista è stata, in particolare, la mini amministrazione, con il mini sindaco Chiara Sabella, coadiuvati dagli insegnanti che hanno affrontato diversi argomenti tra cui le truffe online, le fake news e l’ideazione di un decalogo di regole sull’uso del cellulare da far rispettare agli adulti.  “Il Governo – ha dichiarato la sottosegretaria Frassinetti – ha puntato molto sull’educazione digitale. L’alleanza scuola – famiglia è molto importante perché la scuola deve guidare i ragazzi ma è in famiglia che si passa tanto tempo anche sui social. La prevenzione – conclude- è fondamentale come lo è insegnare l’uso corretto della rete perché le insidie sono troppe.

Sullo stesso fronte l’Usr e l’assessorato regionale alla Famiglia che attraverso una serie di bandi si adoperano affinché studenti e famiglie non vengano lasciate sole nella gestione di determinate dinamiche che avvengono sul web.” L’utilizzo smisurato e  spesso anche inappropriato dei dispositivi digitali e della rete internet – dichiara il sindaco di Blufi Puleo – coinvolge oramai tantissimi giovani e non solo causando talvolta anche gravi dipendenze e/o disagi di vario genere che a lungo andare potrebbero anche causare conseguenze irreversibili.

È necessario quindi che le Istituzioni in sinergia tra loro promuovano giornate di confronto e progettualità condivise al fine di coinvolgere quante più persone sul corretto utilizzo delle reti e i dispositivi digitali.”Interessanti e molto apprezzati sono stati gli interventi dei due dirigenti scolastici presenti,  Prof.Leonardo Amoroso dirigente dell’ I.C. di P.Soprana e la Prof.ssa  Maria Grazia Di Gangi dirigente della scuola capofila della rete Nazionale ” Coloriamo il nostro futuro”, rete che  nasce per educare bambini e ragazzi alla partecipazione democratica attraverso l’esperienza concreta dei Minisindaci e dei Consigli comunali dei ragazzi.

” Oggi questa missione – sostengono entrambi i dirigenti – non può più limitarsi agli spazi fisici: deve estendersi anche agli ambienti digitali.I nostri ragazzi vivono una doppia cittadinanza: quella del territorio e quella della rete. Per questo la scuola ha il compito di formarli non solo come studenti competenti, ma come cittadini digitali responsabili, capaci di riconoscere le fake news, rispettare gli altri online, proteggere la propria identità digitale e utilizzare la tecnologia per costruire comunità.”

” Vista l’esperienza presentata dal Comune di Blufi propongo – afferma la Prof.ssa Di Gangi -, in qualità di dirigente della scuola capofila, che la Rete del Coloriamo dei Minisindaci diventi un laboratorio nazionale di cittadinanza digitale.Attraverso la sottoscrizione di un Patto educativo o di un Protocollo nazionale ‘Minisindaci Digitali’, promosso dalla Rete “Coloriamo il nostro futuro” insieme alla Fondazione Carolina, al Ministero, all USR Sicilia, al Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali e con il coinvolgimento dei comuni per sviluppare in tutte le scuole della rete percorsi di cittadinanza digitale, prevenzione del cyberbullismo e partecipazione democratica online.”

Tra i vari interventi molto apprezzato è stato anche quello della Dottoressa Domenica Gulino – psicologa-servitrice insegnante del Club alcologico territoriale – che  ha affrontato la tematica nell’ottica di promozione di stili di vita sani.” L’educazione digitale – riferisce la dottoressa Gulino – rappresenta lo strumento preventivo più efficace per contrastare i rischi dovuti ad un uso scorretto e compulsivo dei dispositivi digitali.Questi rischi riguardano la salute psicofisica, dagli aspetti di sedentarietà e  alterazione dei ritmi del sonno fino allo sviluppo di dipendenze vere e proprie da internet e dai social e di ludopatie legate alle forme di gioco online.

Anche a livello relazionale e comportamentale si assiste sempre più a fenomeni di ritiro sociale come ad esempio l’hikikomori, di aggressività online che assume caratteristiche gravi ed esagerate dovute all’idea che l’anonimato e il non essere in contatto reale con le persone  preserva da qualsiasi responsabilità .

E infine anche la sicurezza e l’identità  vengono messe in pericolo dalla sovraesposizione dei dati personali dando luogo a furti di identità e truffe.L’educazione digitale promuove lo sviluppo del pensiero critico per riconoscere le fake news e verificare  l’attendibilità delle informazioni, e  aiuta a sviluppare un’empatia digitale per comprendere che le azioni online hanno delle conseguenze, che possono arrecare sofferenza agli interlocutori, e per contrastare la de-umanizzazione dei rapporti online.

Le strategie di intervento e di prevenzione passano da tre attori importanti nella vita di ciascuno: la famiglia in cui possono trasmettersi regole ed esempi virtuosi dell’utilizzo dei dispositivi, dei social e di tutti il mondo di internet; la scuola in cui si possono organizzare laboratori in cui simulare i vari scenari potenzialmente pericolosi di utilizzo del digitale e in cui programmare lezioni di educazione digitale; le istituzioni locali, comune, regione possono attuare programmi di prevenzione e sensibilizzazione nonché istituire strumenti come il parental control per aiutare le famiglie nella vigilanza sui rischi che possono colpire i propri figli.

L’educazione digitale – conclude – ci aiuta a passare da un uso scorretto ad uno più consapevole della tecnologia vista come risorsa di crescita personale e come possibilità di promozione di stili di vita sani, sicuri e sostenibili.”Infine sostiene Cetty Mannino: “L’educazione digitale richiede ancora molta attenzione e partecipazione, specie da parte degli adulti. Il progetto portato avanti dell’amministrazione di Blufi rappresenta un punto di partenza e presto sarà ampliato. Bisogna credere nelle capacità delle giovani generazioni e fornire loro gli strumenti necessari per poter sviluppare un pensiero critico.”

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