Torna Castelbuono Classica, quattro giorni in cui la musica d’arte si fa respiro condiviso nei luoghi della comunità castelbuonese. Tra grandi interpreti della scena internazionale e nuove voci del concertismo, un invito a riascoltare il mondo con lo stupore e l’incanto della scoperta.
Il programma si apre nel Chiostro di San Francesco con gli animali saggi della Wild Symphony di Dan Brown, per pianoforte e voce recitante, con Lorenzo Traverso e Salvatore Calatabiano. Il mattino seguente, nell’Atrio del Castello dei Ventimiglia, risuonano il toy piano e gli strumenti giocattolo di Antonietta Loffredo, che reincanta i giochi d’infanzia nei linguaggi della musica d’oggi. La sera è il turno di Davide Santacolomba, il pianista che ha fatto della musica la propria lingua nonostante una grave sordità dalla nascita: la sua storia — e il suo tocco — ricordano che l’ascolto è prima di tutto una questione del cuore, e che alla volontà non sono dati confini.
Il terzo giorno si apre in Piazza Parrocchia con la leggerezza profonda de Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, su musiche di Massimo Buffetti affidate al Triskeles Saxophone Quartet e all’interpretazione attoriale di Giuseppe Vignieri; in serata il Quintetto SenzaSpine tra danze, gioco e fiabe con le musiche di Ibert, Ligeti, Berio e Farkas. La chiusura è affidata a due appuntamenti del 4 agosto: il recital pianistico in dialogo tra epoche di Ludovica Franco nel Salone del Castello, da Schumann a Chopin passando per Brahms e Medtner, e infine l’incontro tra Domenico Nordio e Orazio Sciortino, violino e pianoforte, tra Beethoven, Brahms, Poulenc e una pagina dello stesso Sciortino.
Attraversa questa edizione un filo sottile e luminoso: quello della musica come prima lingua dell’infanzia. Non musica per bambini, ma musica che ricorda a chiunque ascolti il momento esatto in cui un suono era ancora una meraviglia — animali che diventano orchestre, giocattoli che si scoprono strumenti, un principe che chiede di essere disegnato. Un invito, per i più piccoli e per chi lo è stato, a riascoltare il mondo per la prima volta.
Questo stesso stupore prende forma visiva nell’immagine che quest’anno accompagna il festival: Bambini che giocano, opera di Marilena Tringale, artista “speciale” seguita da CAPP In Azione Sociale, che convive con una tetraparesi spastica e dipinge con i piedi. Un gesto che è già musica, testimonianza di come l’arte sappia trasformare la fragilità in linguaggio e talento. Non a caso, questa edizione rinnova la collaborazione tra MOGER Arte e Cultura e CAPP In Azione Sociale, alleanza che intreccia i percorsi socio-educativi e riabilitativi con l’universo dell’arte, nella convinzione che la bellezza debba essere un bene accessibile a tutti, capace di coinvolgere le famiglie e l’intero territorio.
I biglietti sono disponibili su Eventbrite: sia gli abbonamenti, che consentono di scegliere il proprio posto, sia i singoli concerti.
Quattro sere, tre pomeriggi. Un’occasione unica.








