La diga Rosamarina al centro dei soliti proclami politici senza un vero e serio impegno a risolvere le problematiche. Una programmazione approssimativa la quale, in realtà non evita per la terza stagione consecutiva di approviggionare le aziende dalla diga.L’ 80% dei territori sono ormai in uno stato di abbandono e assistiamo ad una riduzione del 60% della produzione con consegueti perdite occupazionali.
Ancora tutt’oggi aspettiamo i due milioni di m3 d’acqua assegnata nel 2025 per uso irriguo dall’ unita di bacino.Nonostante già 2 anni fa’, ai tavoli tecnici chiedevamo:-interventi di ripristino della rete di distribuzione – la sanatoria delle cartelle pregresse.- la riforma dei consorzi di bonifica ma ad oggi nulla è stato fatto.
Addirittura oggi, assistiamo inermi al fatto che nessun progetto riguardante questo invaso è previsto, neppure nel PNSI.Gli agricoltori sono ancora in attesa di sapere che fine e che cosa s’intende fare con gli 840 milioni stanziati per l’emergenze idriche.QUESTA STRUTTURA SOPRAVVIVE GRAZIE AGLI SFORZI DEGLI OPERATORI DEI CONSORZI DI BONIFICA MA,LA LATITANZA DELLA POLITICA ATTENTA , TEMPESTIVA E LUNGIMIRANTE , PORTERA ALLA DEFINITIVA DISMISSIONE DEL SERVIZIO.








