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Fatta, Greco: considerazioni sulla relazione annuale del Sindaco di Cefalù. Le criticità più evidenti

Signor Presidente, Colleghi Consiglieri, Signor Sindaco,
ci ritroviamo nuovamente ad analizzare la relazione annuale sullo stato di attuazione del programma che il Sindaco ha trasmesso e presentato. Leggendo queste pagine, la sensazione netta è quella di trovarsi di fronte a uno spettacolo di mero autotrionfalismo, in cui la narrazione amministrativa scambia la gestione dell’ordinario o l’inerzia degli eventi per straordinari traguardi raggiunti.
Nell’apertura del programma elettorale del sindaco Tumminello, veniva citata una visione ambiziosa che riporto testualmente: «Nella città futura, ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma all’intelligente opera dei cittadini» parole di Antonio Gramsci. A quattro anni da quell’annuncio, la realtà smentisce quelle parole: i cittadini non sono stati messi in condizione di essere i protagonisti “intelligenti” della vita democratica e dello sviluppo locale, ma sono stati ridotti a semplici soggetti passivi di un’azione amministrativa calata dall’alto, priva di un reale coinvolgimento e priva di capacità di ascolto.
Abbiamo voluto analizzare alcuni punti della relazione da cui vengono fuori le criticità più evidenti.

Turismo, Destagionalizzazione e Sostenibilità Infrastrutturale
Nel programma elettorale il turismo veniva definito il vero motore economico della città, promettendo un salto di qualità attraverso una programmazione pluriennale, una governance condivisa con gli operatori del settore, politiche concrete di destagionalizzazione e l’impiego trasparente della tassa di soggiorno per potenziare i servizi turistici essenziali.
Dalla relazione annuale e dai dati dell’amministrazione si vanta un incremento delle strutture ricettive operative rispetto al 2025 e un aumento delle presenze turistiche. Ma questo dato, sbandierato come un successo, nasconde una profonda contraddizione: a fronte della crescita ricettiva, la condizione infrastrutturale di Cefalù è rimasta pressoché la stessa da decenni. Si accolgono sempre più visitatori con i medesimi parcheggi insufficienti, le stesse reti idriche e fognarie vetuste e servizi pubblici insufficienti e sotto costante pressione.
Sul fronte della viabilità, la distanza tra la narrazione dell’amministrazione e la realtà quotidiana è emblematica: nella relazione si parla apertamente di interventi e presunti miglioramenti della viabilità interna e periferica, ma la verità sotto gli occhi di tutti è che Cefalù è ormai costantemente congestionata e paralizzata dal traffico per gran parte dell’anno. Ciò avviene perché si continua a gestire la mobilità con interventi estemporanei e di emergenza, mentre l’Ente non si è ancora dotato del Piano Urbano del Traffico (PUT), strumento fondamentale e obbligatorio per legge per i Comuni ad alta vocazione turistica e con elevati flussi veicolari (ai sensi dell’art. 36 del Codice della Strada). Continuare a rinviare uno strumento strategico di pianificazione per affidarsi all’improvvisazione quotidiana dimostra l’assenza di una visione programmatica.
Questo squilibrio strutturale tra un carico turistico in espansione e un assetto infrastrutturale del tutto immobile sta generando una vera e propria implosione degli equilibri territoriali, compromettendo la qualità della vita dei residenti e svilendo l’esperienza offerta ai visitatori.
Sulla programmazione degli eventi e la destagionalizzazione, anziché la programmazione pluriennale sbandierata e annunciata nel programma elettorale, si assiste continuamente a una programmazione – specie quella estiva – realizzata a ridosso dell’avvio della stagione, anno per anno, in maniera estemporanea e priva di una visione strategica e costante. Si continua a subire un turismo d’assalto e incontrollato nei mesi estivi e quasi lo spopolamento nei mesi invernali, senza una vera promozione turistica internazionale, incentrata anche, ad esempio, sul turismo congressuale ed esperienziale che vada oltre la bella stagione.
I proventi derivanti dall’imposta di soggiorno, che per il periodo giugno 2025 – giugno 2026 sono stati pari a ben 1.940.000 euro circa, potrebbero e dovrebbero ancora di più e meglio essere utilizzati per le finalità stabilite dalla legge e per interventi ad alto impatto ad esempio la maggiore promozione del patrimonio culturale ed immateriale, finanziando eventi di reale richiamo internazionale e la migliore fruibilità dei beni artistici locali, la realizzazione e manutenzione costante di servizi igienici pubblici decorosi, efficienti ed accessibili nei punti nevralgici della città, il miglioramento della mobilità e dei trasporti turistici ecologici, compresi collegamenti navetta dedicati tra i parcheggi d’interscambio – qualora se ne riuscisse a realizzare – e il centro storico.

Opere Pubbliche, Grandi Infrastrutture, ATI e Gestione della Cassa
Il programma elettorale prometteva una rigenerazione urbana senza precedenti, indicando gli Ambiti di Trasformazione Integrata (ATI) come volano della Cefalù del futuro: la riqualificazione delle aree ferroviarie che saranno dismesse, la trasformazione dell’area “Micciché”, il completamento del Porto di Presidiana e il recupero del Castello Bordonaro.
Guardiamo oggi la relazione annuale:
Aree Ferrovie in dismissione: siamo ancora fermi alle direttive per la progettazione per l’ATI 5, malgrado la già approvazione della Variante Generale al P.R.G. con D.A. n.85 del 15/05/2025, superata dall’adottamento del Piano Paesaggistico con D.A. n. 24/GAB del 10 giugno 2026, che ne fa scattare le norme di salvaguardia.
Area Micciché: con delibera di Consiglio Comunale n.958 del 26/11/2025 si è dichiarata la pubblica utilità dell’ATI 6 che ha fatto scaturire 2 ricorsi da parte dei proprietari, uno al TAR e l’altro al Presidente della Regione e l’area versa ancora in uno stato di degrado al centro della città.
Porto di Presidiana: nel programma elettorale si prometteva testualmente che «nelle more della redazione e dell’approvazione del P.R.G. portuale… saranno portati a realizzazione due progetti da finanziare con fondi regionali per la riqualificazione, l’installazione di colonnine elettriche e idriche, la pavimentazione a carico della banchina a T e della diga foranea, per complessivi 1 milione e 160 mila euro». Salta all’occhio una macroscopica contraddizione rispetto agli impegni assunti: l’intervento sul pontile a T verrà realizzato utilizzando fondi comunali per € 865.538,00, gravando direttamente sulle casse del nostro Ente anziché sulle risorse regionali indicate nel programma elettorale. Tuttavia, un mero intervento sul pontile a T non può assolutamente essere considerato risolutivo per ridare slancio a un’infrastruttura portuale che avrebbe la potenzialità di diventare il vero volano di sviluppo economico e turistico non solo per Cefalù, ma per l’intero circondario. Inoltre, nell’ambito delle direttive per la redazione del progetto relativo all’ATI 8 (che comprende tutta l’area che si attesta immediatamente a ridosso della struttura portuale di Presidiana), l’Amministrazione non ha tenuto in considerazione, secondo l’art. 30 della L.R. n.21/1985 “Piano regolatore dei porti”, che la redazione dei piani regolatori dei porti di secondo categoria, seconda e terza classe, quale è il porto di Cefalù, compete all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, che può delegare un comune interessato, su richiesta del consiglio comunale. Manca ancora, quindi, l’avvio di una vera e forte strategia interistituzionale per la progettualità, il completamento e il pieno sviluppo turistico e diportistico del porto.
Castello Bordonaro: A quattro anni dall’insediamento, le grandi promesse sulla creazione del parco urbano e centro culturale aperto ai giovani restano in gran parte incompiute rispetto agli annunci del programma elettorale.
Capacità di spesa e liquidità di cassa: A fronte di questo immobilismo nelle grandi opere, la relazione e i documenti contabili evidenziano una disponibilità di cassa rilevante, superiore ai 28 milioni di euro. Ciò dimostra una palese incapacità di spesa e di programmazione sugli investimenti: avere ingenti risorse immobilizzate senza trasformarle in cantieri, servizi e infrastrutture significa congelare lo sviluppo e il futuro della città.
Decoro Urbano, Gestione Rifiuti
Se da un lato si evidenziano le percentuali in crescita di raccolta differenziata e i finanziamenti PNRR per il Centro Comunale di Raccolta, dall’altro la realtà su parte del territorio racconta una storia diversa. Malgrado l’attenzione sbandierata nella relazione verso i temi della sostenibilità e del decoro urbano, le zone periferiche e le contrade della città continuano a soffrire la totale assenza di interventi programmatici, costanti e pianificati di pulizia delle strade, spazzamento e cura del verde e degli spazi pubblici.
Anziché garantire un servizio ordinario efficiente sull’intero territorio comunale, assistiamo a un’amministrazione che agisce “a vista”: gli interventi di pulizia e manutenzione del verde pubblico nelle periferie per la maggiore vengono eseguiti soltanto a seguito di continue segnalazioni e sollecitazioni da parte di noi consiglieri di opposizione o dei cittadini esasperati. Non è questa la sostenibilità di cui vantarsi.
Gestione del Servizio Idrico Integrato, Contenziosi Tariffari e Messa in Sicurezza della Rete
Nel programma si garantiva ai cittadini un passaggio ad AMAP orientato alla massima tutela economica e all’applicazione di tariffe eque. Si rivendica l’avvio della gestione integrata come una tappa fondamentale. Tuttavia, la realtà quotidiana che i residenti e gli operatori hanno vissuto e vivono è ben diversa: la mancanza di una vera svolta sulla qualità dell’erogazione dell’acqua e, inoltre, continua a pesare l’assenza di un’azione incisiva affinché le fatturazioni avvengano su consumi reali e non su stime a forfait che penalizzano le famiglie.
A questo quadro già critico si aggiunge un elemento ancora più grave: la totale mancanza di una progettualità strategica per il rifacimento e l’ammodernamento della rete idrica comunale. Passare la gestione ad AMAP senza affiancare una forte pressione istituzionale e progetti cantierabili per il rinnovo delle condotte significa rassegnarsi allo spreco di risorsa idrica e ai continui disservizi per la cittadinanza.
Trasparenza, Partecipazione e Bilancio Partecipato

Il programma parlava chiaramente di “Regolamento dei Beni Comuni”, rafforzamento del “Bilancio partecipato” e assemblee civiche periodiche per coinvolgere la cittadinanza nelle scelte di bilancio. Di tutto questo, nella relazione del Sindaco non c’è traccia significativa. La partecipazione è stata ridotta a mera comunicazione istituzionale unilaterale sui canali social.
Signor Sindaco, a un anno dal termine del mandato, il bilancio politico tracciato da questa relazione mostra un’amministrazione che galleggia sulla gestione dell’esistente, incapace di incidere sulle grandi infrastrutture incompiute e sui servizi essenziali per i residenti e i visitatori.
È una relazione che non può soddisfare a pieno le aspettative della città.
Cefalù, 19/08/2026
ANGELA FATTA
CARMELO GRECO
(Innoviamo Cefalù)

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