HomeAssegnazioni provvisorie interprovinciali, ritardi inaccettabili: docenti lasciati nell’incertezza 

Assegnazioni provvisorie interprovinciali, ritardi inaccettabili: docenti lasciati nell’incertezza 

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama con fermezza l’attenzione sulla situazione dei docenti interessati alle assegnazioni provvisorie interprovinciali che, alla data del 24 agosto, non hanno ottenuto l’assegnazione richiesta e che, a pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico, dispongono di un margine sempre più ridotto per organizzare il raggiungimento della sede di servizio.

La questione non riguarda soltanto i tempi delle procedure. Una definizione tardiva della posizione lavorativa produce conseguenze economiche e organizzative immediate per chi deve spostarsi dal Sud verso sedi distanti centinaia di chilometri. Il tempo che si perde sul piano amministrativo viene recuperato dal docente a proprie spese, cercando in pochi giorni un collegamento disponibile e una sistemazione abitativa.

I dati rilevati in queste ore rendono evidente il problema. Sulla tratta Lamezia Terme Centrale–Firenze Santa Maria Novella numerose soluzioni ferroviarie risultano non acquistabili per esaurimento dei posti, comprese diverse opzioni Frecciarossa, Intercity e Intercity Notte. Per alcune delle alternative ancora disponibili sono state rilevate tariffe di 140,90 e 157,90 euro per il solo viaggio di andata.

La situazione del trasporto aereo è ancora più significativa. Sulla tratta Lamezia Terme–Pisa sono state rilevate tariffe di 236,09 euro il 29 agosto, 305,61 euro il 30 agosto, 245,59 euro il 31 agosto, 350,89 euro il 1° settembre e 314,59 euro il 2 settembre. Per il 31 agosto, un volo con partenza alle 17:45 e arrivo alle 19:10 presenta una tariffa Basic di 245,59 euro.

Non si tratta di contestare le dinamiche tariffarie dei trasporti, ma di prendere atto di un dato difficilmente ignorabile: comunicare o definire la posizione di un docente a ridosso di settembre significa lasciargli possibilità di viaggio sempre più limitate e costose. Un collegamento formalmente esistente non costituisce una soluzione reale quando il treno è esaurito o quando il prezzo del volo supera i trecento euro.

A questi importi si aggiungono le spese necessarie per raggiungere stazioni e aeroporti, gli eventuali pernottamenti e soprattutto la necessità di reperire in tempi brevissimi un alloggio nella sede di servizio. Il problema, pertanto, non è soltanto economico: riguarda la concreta possibilità di organizzare un trasferimento interregionale senza trasformare la presa di servizio in una gestione dell’emergenza.

Il CNDDU ritiene che non possa essere il docente ad assorbire integralmente le conseguenze della ristrettezza dei tempi. Se al personale viene richiesto di raggiungere puntualmente la sede assegnata, è necessario che le procedure siano concluse con un anticipo compatibile con la distanza da percorrere e con le effettive condizioni della mobilità nazionale negli ultimi giorni di agosto.

Per questo il Ministero dell’Istruzione e del Merito e gli Uffici scolastici competenti sono chiamati ad accelerare la conclusione delle operazioni ancora pendenti e a considerare con particolare attenzione le situazioni di chi deve raggiungere sedi molto distanti dalla propria residenza. Nei casi definiti a ridosso della presa di servizio, eventuali difficoltà oggettive e documentabili nel raggiungimento della sede dovrebbero essere valutate secondo criteri di ragionevolezza e uniformità.

Quanto sta accadendo impone inoltre una riflessione sulla programmazione futura della mobilità annuale. Tra la conclusione delle operazioni e la presa di servizio deve esistere un intervallo temporale realmente adeguato agli spostamenti interprovinciali. Non è una richiesta di favore, ma una condizione necessaria affinché agli obblighi imposti al lavoratore corrispondano tempi amministrativi che ne rendano concretamente possibile l’adempimento.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che il problema non possa essere ridotto a una difficoltà privata del singolo insegnante. Quando numerosi collegamenti dal Sud risultano esauriti e le alternative disponibili raggiungono costi di diverse centinaia di euro, le conseguenze delle tempistiche amministrative diventano una questione che riguarda direttamente l’organizzazione del servizio.La puntualità richiesta ai docenti deve trovare corrispondenza nella tempestività dell’Amministrazione. Non è ragionevole chiedere a un lavoratore di essere presente a centinaia di chilometri di distanza senza concedergli il tempo necessario per organizzare il viaggio a condizioni sostenibili.Il rispetto del personale scolastico passa anche dalla qualità delle procedure che ne regolano la vita professionale. Definire per tempo un’assegnazione significa consentire a un docente di raggiungere la propria scuola senza dover pagare, economicamente e personalmente, il prezzo dell’incertezza.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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