Ieri sera, per la prima volta, sono stata alla Cava di tufo della Pirrera di Lascari. Al mio arrivo… una dorsale di roccia che si staglia fiera, imponente e avvolgente… quasi uno Stonehenge, quasi uno spaccato della mitica città di Petra, quasi un tuffo nel periodo megalitico.
Le cave della Pirrera , fino al 1970 miniere di pietra che diedero lavoro a molti lascaresi, chiuse nel 1970, appresentano ora un anfiteatro megalitico dove si organizzano eventi di cultura tesi a tutelare la memoria dei luoghi con tutta la sua Storia e le sue storie, come è finalità del MUVI (Museo virtuale della Memoria). Storie che riportano a pastori e greggi che nei suoi anfratti trovavano riparo; storia dei mitici carretti siciliani che trasportavano i blocchi di pietra; storia delle donne del luogo che lavoravano i preziosi merletti al pari di Aracne; storie dei canti che accompagnavano il lavoro dei “pirriaturi”.
Tutto questo ieri sera, è stato ricostruito con la mirabile regia di Leonardo Bruno e con il suo attento lavoro scenico; con la forza delle immagini proiettate sulle creste della roccia, sulle sue ferite, sulle sue dorsali; con la forza della parola di un attore che era voce narrante e oracolo, Santi Cicardo; con la musica a volte struggente del pianista Alessandro Valenza e del violoncellista Antonino Saladino.
Tutta una trama di lavoro e impegno che hanno dato corpo alla brillante e poetica idea di Aldo Arrigo da tempo impegnato nell’amministrazione del Comune di Lascari e nella tutela dei suoi valori.Un grazie di cuore al Sindaco Franco Schittino e al Vicesindaco Pippo Abbate.E’ stata un’emozione
Grazie, Aldo e…ad maiora semper
Teresa Triscari









