HomeMadonieLo scrittore e biologo Sammuri sulle Madonie: una giornata tra animali, boschi...

Lo scrittore e biologo Sammuri sulle Madonie: una giornata tra animali, boschi e biodiversità

Una giornata nel Madonie Unesco Global Geopark per conoscere più da vicino uno dei territori più ricchi di biodiversità del bacino del Mediterraneo. Giampiero Sammuri,  biologo scrittore e già presidente di Federparchi, noto per il suo lungo impegno nella conservazione della
natura e nella gestione dei parchi, ha fatto visita all’Ente Parco delle Madonie. Un ritorno particolarmente gradito, accolto dal presidente
Giuseppe Ferrarello, con il quale si è intrattenuto sui temi della conservazione della natura e sul ruolo che le aree protette sono chiamate oggi a svolgere nella tutela della biodiversità. Nel corso dell’incontro Sammuri ha voluto lasciare all’Ente  delle copie del suo ultimo libro:  “Animali, uomini e parchi”, nato dalle sue esperienze personali e arricchito da approfondimenti scientifici. Il volume, curato  insieme a Gianni Montesano e illustrato da Alessandro Troisi, affronta il rapporto tra uomo, fauna e aree protette partendo da un dato che restituisce la dimensione della crisi della biodiversità: secondo l’IUCN, dall’anno 1500 sono 757 le specie animali estinte a causa delle attività umane.


Il libro, tuttavia, non si limita alla denuncia. Guarda anche alle
possibilità di invertire la rotta, mettendo in relazione ricerca
scientifica, gestione del territorio e attività dei parchi, nella
consapevolezza che la conservazione passa necessariamente attraverso una
conoscenza concreta degli ecosistemi e delle loro dinamiche.
Dopo l’incontro a Palazzo Pucci Martinez, Sammuri ha voluto visitare il
parco. Ad accompagnarlo è stato Antonio Spinnato, zoologo dell’Ente
Parco delle Madonie.
La prima tappa è stata Piano Farina, dove sono stati ben avvistati 7
grifoni in volo, con la visita al carnaio; successivamente al “marcàto”
Cangelosi, dove non è mancato un momento di autentica ospitalità
madonita, con una degustazione di tuma fresca, ricotta, formaggio e
vino, prima di proseguire verso Pomieri.
Qui il percorso si è sviluppato lungo il sentiero degli alberi
monumentali, dove l’attenzione si è concentrata anche sulla grande
rovere, della quale una parte si è recentemente spezzata. Ma, anche
nella sua porzione ormai morta,  che  offrirà legno e habitat a numerosi
organismi, una risorsa per gli insetti xilofagi.
Dalla Battaglietta, dopo aver ammirato l’inghiottitoio, il percorso è
proseguito verso la Quacella, un paesaggio dolomitico di impareggiabile
fascino e autentico scrigno di biodiversità vegetale che oggi deve
confrontarsi con gli effetti del pascolo intensivo dei daini.
Proprio i paesaggi di Quacella hanno colpito particolarmente Sammuri,
rimasto entusiasta anche dell’inghiottitoio di Piano Battaglietta.
A Piano Zucchi la visita è proseguita con l’osservazione di un grande
acero morto. Anche in questo caso il legno  morto diventa habitat e
fonte di nutrimento per numerosi organismi, come gli insetti xilofagi.
Tra le specie che possono trovare qui condizioni favorevoli vi è anche
Schurmannia sicula, endemismo puntiforme esclusivo delle Madonie. Poco
distante è stato inoltre mostrato a Sammuri il recinto destinato alla
cattura dei daini.
La giornata si è conclusa a Isnello, con la visita al carnaio e alla
voliera dei grifoni. Attraverso il cannocchiale è stato possibile
osservare gli uccelli a distanza e approfondire il lavoro condotto dal
Parco per la reintroduzione del grifone nelle Madonie, azione che ha
anche favorito  recentemente il ritorno del capovaccaio. Un’attività che
Sammuri ha particolarmente apprezzata, riconoscendo il valore di un
intervento molto complesso e difficile che unisce conservazione,
monitoraggio e conoscenza della fauna.
Durante il percorso non è mancato l’incontro con la fauna selvatica.
Lungo la strada sono state osservate diverse decine di daini e suidi,
che altrove anche nelle ore diurne è insolito. Una presenza che richiama
e rimanda al recente grido d’allarme lanciato dall’Ente Parco e dai
Comuni.
Più che una escursione, è stata dunque una giornata trascorsa dentro il
territorio, seguendone le tracce più evidenti e quelle meno immediate:
dagli alberi monumentali, agli ambienti carsici, dai boschi agli
animali, fino alle esperienze di conservazione che negli anni hanno
segnato il lavoro dell’Ente. Un’occasione di confronto concreto sul
presente e sul futuro delle Madonie.
Il presidente Giuseppe Ferrarello ha espresso soddisfazione per la
visita, rivolgendo un ringraziamento particolare ad Antonio Spinnato per
aver accompagnato Sammuri nel corso dell’intera escursione.
“Ringrazio Giampiero Sammuri per la visita all’Ente Parco delle Madonie
e per aver voluto condividere con noi la sua esperienza e la sua
conoscenza del mondo delle aree protette. Un ringraziamento particolare
va ad Antonio Spinnato, zoologo dell’Ente, che lo ha accompagnato nel
corso dell’escursione, mostrandogli alcuni dei luoghi e delle realtà più
significative del nostro territorio. È stato un confronto prezioso,
anche perché Sammuri ha una lunga esperienza nel campo della
conservazione della natura e conosce bene le difficoltà e le
responsabilità che accompagnano il lavoro dei parchi.
Ci fa piacere che abbia apprezzato, in particolare, il lavoro portato
avanti per la reintroduzione del grifone ed il conseguente ritorno del
capovaccaio, un impegno che negli anni ha richiesto sacrificio e
continuità e che oggi sta dando risultati. Lo ringrazio inoltre per aver
voluto donare all’Ente copie del suo libro, che rappresenta un
contributo importante alla riflessione sul rapporto tra uomini, animali
e parchi”.

RELATED ARTICLES
Advertismentspot_img
- Advertisment -spot_img

ULTIME NOTIZIE

Advertismentspot_img
Advertisment
Advertisment