“Ho pensato a lungo se scrivere o meno.Ho pensato se fosse giusto dare spazio a parole così ignobili o se fosse meglio lasciarle scivolare via.Ma non si può.Dire che due persone, due donne, vanno “scannate come cinghiali e mandate in ospedale” non è politica.Non è dissenso.Non è libertà di espressione.
È VIOLENZA.
Non abbiamo mai avuto paura di fare il nostro dovere.C’è però una cosa che mi preoccupa e che riguarda tutti.Siamo diventati bersaglio facile.Sembra che, nel momento in cui scegli di assumere una responsabilità pubblica, tu debba accettare tutto: aggressioni, minacce, diffamazioni, odio riversato sui social.Come se il ruolo che ricopri cancellasse la persona che sei.Un sindaco, un assessore, un consigliere comunale, non sono bersagli.Sono persone che hanno scelto di mettersi al servizio della propria comunità.Si può contestare una decisione.
Si può essere duri nella critica, certo.Ma non ci si può sentire liberi di trasformare il dissenso in odio e l’odio in minaccia.Perché quando la minaccia viene normalizzata, il problema non riguarda più soltanto chi quella minaccia la riceve.Riguarda tutti noi.
A chi pensa di intimidirci voglio dire due cose molto semplici e molto chiare.
La prima: hai sbagliato persona.
La seconda: SEI STATO DENUNCIATO.
Continueremo a lavorare per questa città con la stessa determinazione di questi anni, mettendoci, come sempre, la faccia.
Non ci fermeremo”conclude il post la sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova








