HomeSocietà"Piccoli comuni, una grande questione nazionale": il Sindaco di Blufi, Calogero Puleo...

“Piccoli comuni, una grande questione nazionale”: il Sindaco di Blufi, Calogero Puleo rilancia la sfida su personale e burocrazia

Presso la Sala Pio La Torre dell’Assemblea Regionale Siciliana a Palermo, alla presenza del Presidente Paolo Amenta, del Segretario Mario Alvano e di numerosi sindaci, amministratori e dipendenti comunali,si è tenuto l’evento promosso da ANCI Sicilia dal titolo “Piccoli comuni, una grande questione nazionale – Agenda Controesodo Sicilia: risorse, capacità amministrativa e comunità”.

All’interno del pannello tematico delle ore 11:00, intitolato “Organizzare la capacità di amministrare: personale, competenze e gestioni associate per Comuni più forti” e moderato da Francesco Fragale, Segretario Generale della Città Metropolitana di Palermo, è intervenuto il Sindaco di Blufi, Calogero Puleo.

Il paradosso dei piccoli comuni: sani nei conti, bloccati dalla carenza di personale.Puleo ha evidenziato il paradosso insostenibile e inconcepibile che colpisce i piccoli centri sotto i mille abitanti: il Comune di Blufi è operativo con appena 12 dipendenti, di cui la maggior parte a tempo parziale non per scelta politica, a fronte di uffici sotto pressione e di una mole di adempimenti sempre più crescenti e complessi, legati anche al PNRR.

L’impossibilità di assumere personale a tempo pieno e indeterminato, a causa di algoritmi e vincoli rigidi, rischia di vanificare la virtuosità finanziaria dell’ente.Il grido d’allarme: “A cosa serve un Comune finanziariamente sano se poi non è messo nelle condizioni di poter funzionare? Un bilancio in equilibrio non basta per dire che un Comune funziona bene. Dobbiamo chiederci anche se riesce a dare servizi, a rispondere ai cittadini, ad amministrare davvero”.

Dignità e diritti dei dipendenti comunali

Un passaggio fondamentale è stato dedicato alle condizioni di lavoro: “I dipendenti non sono schiavi del Sindaco e dell’amministrazione pro tempore – ha tuonato Puleo – hanno pieno diritto al riposo settimanale, allo svago e a godersi le proprie famiglie, esattamente come tutti gli altri lavoratori”.Il Sindaco ha inoltre sottolineato la sperequazione economica esistente, ribadendo che gli stipendi dei dipendenti comunali dovrebbero essere equiparati a quelli regionali.

Il fallimento dell’ascolto istituzionale

“Ad un anno dall’inizio del mio mandato – ha evidenziato Puleo – ho sentito il dovere di scrivere al Prefetto e alle più alte cariche della Regione e dello Stato per denunciare la situazione drammatica del mio Comune e delle aree interne, sollecitando misure fiscali agevolate come l’istituzione delle zone franche montane. Voglio ricordare che Blufi dal 2014 è diventata porta delle Madonie e non dispone nemmeno di una caserma dei Carabinieri. Sono stato ricevuto in Prefettura, sono stato ascoltato, ma ad oggi non è cambiato nulla. La Regione Siciliana continua a non fare niente, e così anche il Governo nazionale. Questa non è un’accusa contro qualcuno in particolare, ma verso tutti: se lo Stato non capisce quanto sia importante e vitale il supporto ai sindaci, non andremo da nessuna parte”.

Se Blufi ha resistito e continua a resistere, è perché nessuno si è mai tirato indietro

“Se Blufi oggi va avanti è perché nessuno si è mai tirato indietro. Dal Sindaco alla Giunta fino all’ultimo consigliere ci mettiamo a disposizione in prima persona, a titolo gratuito, per ogni necessità: dalle manutenzioni alla pulizia delle strade, dalla cura del verde a quella del parco giochi e del cimitero comunale, sempre con il prezioso supporto delle associazioni locali e dei volontari del servizio civile e civico.

Non lo diciamo per vanto, ma con amarezza e per dovere di verità: se siamo costretti a fare tutto con le nostre mani è perché i piccoli comuni sono stati lasciati soli, tra trasferimenti azzerati e tagli continui. Blufi non cede, ma la nostra resistenza è la risposta all’indifferenza delle istituzioni centrali”.

Le proposte per salvare i piccoli comuni

  1. Un TUEL specifico per i comuni sotto i 5.000 abitanti: un quadro normativo snello e deregolamentato.
  2. Risorse libere e non vincolate: non prevedere soltanto la partecipazione a bandi per l’ottenimento di fondi destinati a strade e infrastrutture, ma garantire anche risorse dirette da poter utilizzare secondo le necessità degli Enti.
  3. Incremento orario strutturale del personale, possibilità di assumere ulteriori risorse umane e parità salariale: portare a tempo pieno tutto il personale precario o part-time ed equiparare gli stipendi a quelli regionali.
  4. Valorizzazione degli amministratori locali e spese a totale carico della Regione Siciliana, così come avviene nel resto della Nazione: aumentare le indennità di funzione per sindaci, presidenti e vicepresidenti del Consiglio e assessori dei piccoli comuni.
    5.Contrasto allo spopolamento e rilancio delle aree interne e montane: delocalizzare nei territori come il comprensorio delle Alte Madonie alcuni corsi universitari strategici, come Scienze forestali e Agraria. Portare le facoltà dove c’è la materia da studiare significa creare presidi di conoscenza, trattenere i giovani e dare un futuro concreto alle aree interne.

“Spero che queste proposte vengano prese in considerazione non per cortesia istituzionale, ma per applicare finalmente i principi costituzionali in favore dei cittadini di Blufi e di tutti i piccoli comuni d’Italia”, ha concluso Puleo.

RELATED ARTICLES
Advertismentspot_img
- Advertisment -spot_img

ULTIME NOTIZIE

Advertismentspot_img
Advertisment
Advertisment