Quest’oggi, Martedì 27 ottobre 2026, grande movimentazione studentesca per protestare contro carovita, disuguaglianze, condizioni delle scuole, spesa pubblica e un diritto allo studio non garantito a tutti. Un grande corteo studentesco che, a partire dalle 10:00, ha attraversato Cefalù, con partenza da Piazza Bellipanni fino a raggiungere, intorno alle 10:30, Piazza Duomo, dove alcuni studenti hanno preso la parola.
La manifestazione è stata organizzata da Greta Marmo e Lorenzo Bellino, studenti del Liceo Artistico “Diego Bianca Amato”, con la collaborazione di Angelo Scacciaferro, alunno del Liceo Classico “Mandralisca”, e di Manuela Lapi, che studia presso l’IPSEOA “Mandralisca”.
I primi ragazzi si sono radunati in Piazza Bellipanni a partire dalle 8:30 e fin da subito si sono sventolate bandiere dell’Italia, ma anche diversi cartelloni e striscioni con slogan contro il riarmo e il governo. Si chiedeva un maggiore interesse verso le scuole e l’istruzione pubblica. Alcuni studenti hanno pure inserito nei manifesti dei meme, a sottolineare il clima della giornata. Non sono mancati motti contro il fascismo.
Il corteo, composto in larga parte da studenti degli istituti “Jacopo del Duca – Diego Bianca Amato” e “Mandralisca” della cittadina normanna, ha iniziato il suo cammino intorno alle 10, percorrendo Via Roma, chiusa al traffico per l’occasione. La marcia pacifica ha poi attraversato Corso Ruggiero ed è arrivata, infine, di fronte al Municipio cittadino, all’ombra della Cattedrale. Qui, a partire dalle 10:30, hanno preso parola diversi ragazzi e ragazze, che hanno affrontato vari problemi attuali e scottanti.Gli interventi si sono concentrati sul tema del precariato e della scuola come ascensore sociale, sul bisogno di protestare in maniera pacifica e sul dovere di farlo quando necessario, sul poco denaro destinato a sanità e istruzione e sul carovita, che rende inoltre difficile la vita come universitari e pendolari. Altre criticità sollevate dagli studenti sono state le differenze tra gli Istituti e tra le regioni e i costi troppo elevati che devono essere affrontati per permettersi un’istruzione, soprattutto se si è costretti a viaggiare.
Significativo è stato il discorso di una studentessa dell’Istituto “Jacopo del Duca – Diego Bianca Amato”, che ha lamentato le carenze della sua scuola nella gestione dell’evacuazione durante le recenti scosse di terremoto, che si sono sentite a Cefalù e lungo buona parte della Sicilia settentrionale. In particolare, pare che – a dire della studentessa – le porte di accesso alle scale di emergenza fossero chiuse a chiave: questo avrebbe provocato un eccessivo afflusso degli studenti alle scale principali e avrebbe causato il panico.Notevoli sono stati, tra i discorsi fatti, i rimandi alla cultura classica, con riferimenti alla concezione greca dell’agorà e la citazione della frase di Terenzio “homo sum, humani nihil a me alienum puto” (sono un essere umano, niente di ciò che è umano mi è estraneo). È stata anche riportata una frase di Albert Einstein: “lo Stato esiste per l’uomo, non l’uomo per lo Stato”.Diversi sono stati gli articoli della Costituzione citati, in particolare l’art. 1 e l’art. 3.Al termine degli interventi degli studenti, è stato chiesto al Sindaco Daniele Tumminello di prendere parola. Tumminello che ha assistito a tutti discorsi con altri membri della giunta, tra cui il Vicesindaco Saro Lapunzina e l’Assessore Antonio Franco. Il Primo Cittadino ha ringraziato le Forze dell’Ordine per la vigilanza prestata, ha sottolineato l’importanza di manifestare in maniera pacifica, come in questo caso, ricordando il problema del carovita e facendo notare come le potenzialità per il nostro territorio ci siano, ma vadano sfruttate. A margine ha anche rivolto una considerazione su quanto accaduto in Serbia in queste elezioni.
La manifestazione si è quindi conclusa poco prima delle 11:30.Va rilevata la presenza importante delle Forze dell’Ordine, che non sono comunque dovute intervenire, visto che il corteo è stato tranquillo per tutto il corso della manifestazione.In un periodo in cui si sente parlare molto di proteste che esplodono in scontri e aperta violenza fa certamente onore alla nostra comunità questa prova di civiltà e senso civico.
Luca Cimino








