A Montemaggiore Belsito la testimonianza ha lasciato un impronta profonda nel tessuto sociale locale, dividendosi in due luoghi chiave: una scuola del territorio ha accolto il nastro di Maria Zarba, mentre la biblioteca comunale ha preso in custodia quello di Vanda Venditti, diventando custode ufficiale della loro storia. È questo uno dei momenti più significativi di Orme d ombra, il progetto itinerante ideato e vissuto in prima persona da Rosalba Castelli, artivista e guida di Artemixia APS ETS. In poco più di un mese, il suo viaggio a piedi ha attraversato la Sicilia per spezzare il silenzio e l isolamento che circondano la violenza sulle donne, unendo Palermo alle Madonie e coinvolgendo ben 28 istituti scolastici.
Si tratta di un vero e proprio rituale di memoria collettiva, in cui ogni sosta si trasforma nel pretesto per consegnare a scuole, spazi culturali ed eremi dei nastri ricamati. Su ciascuno è impresso il nome di una vittima, affinché le realtà locali se ne prendano cura e continuino a tenerne vivo il ricordo. Nelle ultime due settimane l itinerario di Rosalba Castelli ha toccato una fitta rete di territori, tra cui Bagheria, Trabia, Caccamo, l Eremo di San Felice, Caltavuturo, Polizzi Generosa, fino a raggiungere le Petralie. Lungo i sentieri, lo zaino della viandante si è arricchito di chilometri e di oggetti dal profondo valore emotivo. Porto con me i nomi di tutte le sorelle. Porto la giacca di Cinzia. Porto il bracciale di Sara, ha annotato l artivista nel diario dell Eremo di San Felice. Quel monile le è stato donato a Palermo da Cetti Zaccaria, madre di Sara Campanella, accompagnato da parole che racchiudono lo spirito profondo dell iniziativa Sara amava viaggiare.
Proprio a Bagheria, il Liceo Scaduto scuola un tempo frequentata dalla stessa Sara ha accolto il nastro a lei dedicato, mentre la Casa dei Giovani è diventata custode della memoria di Fedora Pedrazzi. Il percorso era iniziato con tappe altamente simboliche nel capoluogo siciliano, a partire dall Acchianata a piedi nudi verso il Santuario di Santa Rosalia, dove sono stati portati i nastri di Laura Pirri, Giovanna Bonsignore e Anna Elisa Fontana. Sempre a Palermo, il nome di Lea Garofalo è stato affidato all Istituto Comprensivo Giuliana Saladino, mentre quello di Samia Bent Rejab Kedim è stato accolto dal Circolo ARCI EPYC.
Muovendosi verso la costa e addentrandosi poi nell entroterra, l accoglienza delle comunità è stata ovunque densa di commozione. A Trabia sono stati consegnati i nomi di Mariateresa Parata e Maria Teresa Currà. A Caccamo gli studenti dell Istituto Alberghiero si sono stretti attorno al ricordo di Roberta Siragusa, mentre all Eremo di San Felice è stato affidato il nome di Luciana Capozzoli.
Poco distante, a Caltavuturo, la comunità si è stretta attorno alle vicende di Nadia Khaidar, Milenia Vitanova ed Elisa, una neonata strappata alla vita a soli tre mesi nel giugno del 2025. Un momento di straordinaria intensità si è vissuto a Polizzi Generosa, dove i giovani hanno ricordato Luciana Ronchi intonando il canto Siamo il grido di Luciana. Quando, poco dopo, una scossa di terremoto ha spaventato i presenti, i bambini e i ragazzi hanno formato un cerchio spontaneo, continuando a cantare insieme per superare la paura e trasformando un istante di forte tensione in una grande prova di solidarietà.
Il viaggio ha poi fatto tappa nelle Petralie: il nome di Sharon Verzeni è stato affidato al comune di Petralia Soprana, mentre quello di Maria Denisa Paun è andato al Liceo delle Scienze Umane di Petralia Sottana. Il cammino adesso prosegue: dopo la tappa di Alia, i prossimi passi si dirigeranno verso Gangi, dove sarà ricordata Alessandra Cità, per poi concludersi il 3 novembre a Capizzi in memoria di Teresa Spanò.
I nastri restano sul territorio, sottolinea Rosalba Castelli. Custoditi da studenti, docenti e cittadini, si trasformano in presidi di memoria quotidiana contro l indifferenza. Nelle parole dell artivista si legge la speranza di un isola che vuole cambiare Il cammino sta diventando più grande dei miei passi.








