Arriva in libreria Il principe ribelle, adattamento a fumetti del film omonimo diretto nel 1947 da Pino Mercanti e girato interamente a Palermo e nella Valle dei Templi, tratto dal romanzo storico Coriolano della Floresta di Luigi Natoli.
Il volume, firmato da Antonio La Torre Giordano (sceneggiatura) ed Elisa Montali (disegni), con la prefazione di Francesco Scimemi, è pubblicato da Edizioni Lussografica ed è il terzo titolo della collana I Classici del Cinema a Fumetti, dopo I Beati Paoli – I cavalieri dalle maschere nere (n.1) e Il giorno della civetta (n.2).
Un progetto editoriale che intreccia memoria, storia e sperimentazione visiva, coniugando letteratura, cinema e fumetto in un unico mezzo narrativo.
Un film del 1947 che parla al presente
Nel 1947, in un’Italia ancora attraversata dalle macerie materiali e morali della guerra, Pino Mercanti, regista palermitano, porta sullo schermo Il principe ribelle, opera ritrovata ed in fase di digitalizzazione.
Ambientato nella Palermo capitale del Regno di Sicilia del 1725 e nelle Valle dei Templi di Agrigento, sotto il dominio asburgico, il film racconta la metamorfosi di Coriolano: un nobile che diventa fuorilegge, un aristocratico che sceglie la maschera e la clandestinità per combattere il potere.
Non è soltanto un racconto storico. È una riflessione sulla legittimità del potere e sul diritto alla ribellione.
Palermo è soggiogata dall’oppressore austriaco; l’Isola è contesa tra le grandi potenze europee. In questo scenario di soprusi e tensioni politiche emerge la figura di un giovane principe che guida i “Lupi di Sicilia”, gruppo di ribelli pronti a combattere per la giustizia e la libertà.
Dal romanzo al film, dal film al fumetto
Il fumetto conserva l’anima epica e romanzesca dell’opera, adottando un lessico volutamente classico che restituisce coerenza all’ambientazione settecentesca.
La cifra grafica è fortemente autoriale: un bianco e nero radicale che omaggia il film originale, attraversato dall’uso di un unico colore primario – un giallo intenso – che diventa segno simbolico di luce, tensione e conflitto.
La grafica a matita destrutturata non è esercizio estetico, ma parte integrante della costruzione del senso: amplifica i dissidi interni al racconto e coinvolge il lettore in un’esperienza immersiva e perturbante.
La sceneggiatura dello storico del cinema Antonio La Torre Giordano e i disegni al rotoscopio di Elisa Montali – già impegnata su temi legati alle origini del cinema in Sicilia – sono il frutto di un lavoro di ricerca filologica e sperimentazione linguistica che trasforma l’opera in un oggetto culturale stratificato: dal romanzo al film, dal film al fumetto, tre arti che dialogano in una sola forma espressiva.
Il ribelle, oggi
Nel 1947 il Principe poteva incarnare il desiderio di riscatto di un Paese in cerca di nuove forme di giustizia e rappresentanza.
Ma nel 2026?
Oggi il “principe ribelle” potrebbe essere chi smonta i meccanismi del potere, chi ne demolisce le narrazioni, chi rivendica trasparenza e responsabilità. Non un eroe mascherato, ma una postura critica.
Questo adattamento transita attraverso tre media artistici: la letteratura di Luigi Natoli, il cinema di Pino Mercanti e la graphic novel dei due autori, La Torre Giordano e Montali; un gesto culturale che riporta al centro la cultura di massa così amata da Umberto Eco, il cinema popolare siciliano e i suoi miti identitari, dimostrando come possano attraversare le epoche e continuare a interrogare il presente.
Una storia d’avventura? Sì. Ma soprattutto un’opera sul diritto alla disobbedienza. E sul coraggio, antico e modernissimo, di “spogliarsi del titolo” per restituire dignità a sé stessi, e alla società in cui vivi.
Scheda editoriale
Titolo: Il principe ribelle
Collana: I Classici del Cinema a Fumetti, n. 3
Autori: Antonio La Torre Giordano (sceneggiatura), Elisa Montali (disegni)
Editore: Edizioni Lussografica
Data di lancio: febbraio 2026
Pagine: 64
ISBN: 978-8882436254
Elisa Montali: «Non esiste un confine netto tra intrattenimento e ideologia: ogni tavola a fumetti è una piccola teoria del mondo, costruita vignetta dopo vignetta. Anche nel Principe ribelle i miei disegni non raccontano solo una storia, ma restituiscono un clima smaltato di bellezza e di libertà, che parlano al presente.»
Antonio La Torre Giordano: «Il cinema italiano classico è una miniera ancora in parte inesplorata. Il vero rischio non è l’oblio, è la museificazione. L’adattamento a fumetti è un gesto contro la rimozione culturale del presente: non celebra, ma interroga e rilancia. Riporta in superficie un’estetica che ancora comunica, purché si abbia il coraggio di rimetterla in circolo.»
Il racconto – intriso di colpi di scena e caratterizzato dalla recitazione enfatica tipica dei film dell’epoca – si dipana come un’avventura picaresca, sequel narrativo de I cavalieri dalle maschere nere (I Beati Paoli), già immortalato nel primo volume della collana. La narrazione fu concepita originariamente dalla penna del Natoli, sviluppando una metamorfosi triplice: dal testo scritto prima, all’immagine filmica sullo schermo poi, e, infine, alla vignetta. In questa odissea mediatica, la matita di Elisa Montali diviene il catalizzatore di una trasmutazione estetica della graphic novel. Questo cinefumetto incarna la natura proteiforme del cinema, dimostrando come la settima arte possa trascendere i propri confini, creando nuovi dispositivi di comunicazione, inedite forme espressive. Tratto dal film omonimo che Pino Mercanti diresse nel 1947 in quel di Palermo, Il principe ribelle risponde come un omaggio a un classico, e come manifesto della continua evoluzione del medium cinematografico, nel dialogo ininterrotto tra le arti visive.
AUTORI
Disegni: Elisa Montali virtuosa del tratto a matita, manifesta la sua vocazione artistica sin dall’infanzia. Il suo precoce talento si cristallizza in opere autografe che prefigurano la sua inclinazione artistica. Per il cinema muto italiano ha realizzato una serie di disegni e illustrazioni pubblicati nel volume Raffaello Lucarelli, il Lumière di Sicilia. La vera storia del cineasta umbro (Edizioni Lussografica, novembre 2024). La sua perizia trova espressione nella consulenza prestata a questa collana di graphic novel e nella creazione ex novo del presente terzo volume, un’opera che fonde la sua visione artistica con la narrativa filmica.
Sceneggiatura e adattamento: Antonio La Torre Giordano, è critico e storico del cinema, iscritto al SNCCI Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e membro dell’AIRSC – Associazione Italiana per le Ricerche di Storia- Collabora con RAI Documentari e RAI Cultura. Insegna a contratto Didattica e Storia del cinema, del precinema e dell’audiovisivo in diversi istituti scolastici di diverso ordine e grado; collabora con diverse riviste specializzate ed è autore di libri, mostre e rassegne. Dal 2019 a tutt’oggi è direttore dell’Archivio Siciliano del Cinema – ASCinema di Palermo, prima cineteca in Sicilia tutelata dal MIC – Ministero della cultura con decreto Rep. n.88/2020. Dirige le due collane editoriali: Cinefocus e I Classici del Cinema a Fumetti.








