In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Confartigianato traccia un bilancio del mercato del lavoro e dell’imprenditoria femminile, evidenziando come le donne rappresentino il vero motore della resilienza occupazionale italiana in un quadriennio segnato da forti turbolenze geopolitiche ed economiche. Tra il 2021 e il 2025, l’occupazione complessiva in Italia è cresciuta di 1 milione 281 mila unità (+5,6%), ma è la componente femminile a mostrare la maggiore vivacità con un incremento del 6,2%, pari a 598mila lavoratrici in più. Anche i dati più recenti confermano questa tendenza: a dicembre 2025, a fronte di una lieve flessione maschile, si registra un aumento annuo di 97mila occupate (+1,0%).
Il tasso di occupazione femminile tra i 20 e i 64 anni ha raggiunto il 57,4% nel 2024, segnando un progresso di 4,2 punti percentuali rispetto al 2021. Tuttavia, il confronto internazionale e interno restituisce un quadro ancora complesso. Nonostante i miglioramenti, l’Italia occupa l’ultimo posto nell’Unione Europea per quota di popolazione femminile occupata e sconta un gap di genere di ben 19,4 punti percentuali rispetto agli uomini. A livello territoriale, la crescita è diffusa: nel 2024, ben 18 regioni su 20 hanno toccato il loro massimo storico per occupazione rosa. Il Centro-Nord guida la classifica con punte del 73,5% in Valle d’Aosta e del 72,4% in Trentino-Alto Adige, mentre il Mezzogiorno continua a soffrire, con la Campania ferma al 35,0% e la Calabria al 35,8%. Anche i divari di genere riflettono questa spaccatura: se in Valle d’Aosta lo scarto tra uomini e donne è contenuto all’8,2%, in Puglia schizza a 29,8 punti.
Sui risultati emersi dal rapporto interviene Maria Grazia Bonsignore (foto), Presidente di Donne Impresa Confartigianato, la quale sottolinea il ruolo svolto dall’imprenditoria femminile nel contributo allo sviluppo.






