HomeAttualitàCimitero Cefalù. Turdo: oltre al danno la beffa

Cimitero Cefalù. Turdo: oltre al danno la beffa

Al Cimitero oltre al danno la beffa. Con gli interventi stralcio l’Amministrazione elude la disciplina comunitaria e una Legge dello Stato
Come ho fatto rilevare nel mio intervento in Consiglio comunale nella seduta del 26-11-25, l’Amministrazione comunale di Termoli, negli anni dal 2018 al 2023, per fronteggiare l’emergenza loculi al Cimitero, piuttosto che attuare un progetto di ampio respiro per il suo ampliamento funzionale al fabbisogno, ha posto in essere, alla bisogna e anno dopo anno, interventi parziali di realizzazione di nuovi loculi.

L’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, che, sulla questione, si era già pronunziata più volte, “ha ribadito che al fine di evitare un artificioso frazionamento dell’appalto, volto a eludere la disciplina comunitaria, le stazioni appaltanti devono prestare attenzione alla corretta definizione del proprio fabbisogno in relazione all’oggetto degli appalti, specialmente nei casi di ripetizione dell’affidamento nel tempo” osservando che “avere operato vari affidamenti diretti in luogo di un affidamento di dimensione tecnico/economica più consistente, inevitabilmente ha privato l’Amministrazione di poter beneficiare dei risparmi di spesa discendenti dall’effettuazione dei ribassi nell’ambito dei confronti concorrenziali che si sarebbero potuti operare, con conseguente compromissione del principio di economicità.”
Negli ultimi 13 anni l’Amministrazione comunale di Cefalù ha operato come quella di Termoli e ciò pur disponendo, sin dal 2013, del progetto di ampliamento, funzionale al fabbisogno cittadino, redatto dall’Arch. Ernesto Di Paola ed approvato dal Consiglio comunale.

Inoltre, l’Amministrazione di Cefalù ha realizzato gli interventi stralcio contravvenendo all’articolo 61 del DPR 10 settembre 90 secondo cui:
“Il Cimitero deve essere recintato lungo il perimetro da un muro o altra idonea recinzione avente un’altezza non inferiore a 2,50 metri dal piano esterno di campagna”.
Gli ampliamenti del Cimitero di Cefalù realizzati per stralci sono stati eseguiti, invece, con muri addirittura più bassi del piano esterno di campagna e sono assolutamente diversi per altezza e per aspetto da quelli del primo ampliamento del vecchio Cimitero. In altre parole, Cefalù, oltre al danno, economico che, come dice l’ANAC “ha privato l’Amministrazione di poter beneficiare dei risparmi di spesa discendenti dall’effettuazione dei ribassi”, ha subito la beffa di ritrovarsi con un Cimitero recintato con muri che non rispettano i dettami della Legge.
Pasqualino Turdo
consigliere comunale

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