«Esprimo a nome mio e del governo regionale la più sentita solidarietà e vicinanza al sindaco di Termini Imerese Maria Terranova e al sindaco di Ravanusa Salvatore Pitrola per le gravi minacce ricevute. Gesti gravissimi e preoccupanti che condanno con fermezza e sul quale auspico si faccia al più presto piena luce. Chi si accanisce su un rappresentante delle Istituzioni, e specialmente su un sindaco, è colpevole di ferire il cuore della nostra democrazia». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, in riferimento alle intimidazioni destinate ai sindaci dei due Comuni del Palermitano e dell’Agrigentino.
La Camera del Lavoro zonale di Termini Imerese e la Cgil Palermo esprimono piena solidarietà e vicinanza al sindaco Maria Terranova per le minacce di morte ancora una volta ricevute.
“Si tratta – dichiarano la segretaria della Camera del Lavoro Laura di Martino e il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo – di un episodio non isolato, gravissimo e inaccettabile che colpisce non solo il primo cittadino, ma l’intera comunità e i valori della democrazia e della legalità. Nessuna forma di intimidazione e minaccia può essere tollerata e trovare spazio nella nostra società”.
“L’ANCI Sicilia esprime la più sentita solidarietà e vicinanza al sindaco di Termini Imerese, Maria Terranova, per le gravi minacce di morte ricevute via social nelle scorse ore”. Così il presidente Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, condannano le intimidazioni al primo cittadino di Termini Imerese, Maria Terranova.
“Si tratta di un episodio inquietante che si inserisce in una preoccupante escalation di minacce ai danni degli amministratori locali siciliani, dopo i recenti casi che hanno coinvolto i sindaci di Montelepre e Ravanusa – spiegano -. Atti vili e inaccettabili che colpiscono non solo le persone, ma l’intera comunità e i principi democratici che gli amministratori rappresentano”.
“Siamo sicuri che le minacce e le intimidazioni non fermeranno l’impegno dei sindaci che ogni giorno operano con responsabilità e dedizione al servizio dei cittadini, spesso in contesti complicati – concludono -. È necessario che le istituzioni e la società civile facciano fronte comune per isolare chi tenta di condizionare l’azione amministrativa con la violenza e l’odio”.








