HomeTerritorioLa Costituente interviene sull’acqua torbida a Castelbuono

La Costituente interviene sull’acqua torbida a Castelbuono

Aprire il rubinetto e vedere scorrere acqua marrone non è un ricordo episodico per i castelbuonesi: è un’esperienza ricorrente. Dopo ogni evento piovoso intenso, l’acqua torbida torna nelle case rompendo gli elettrodomestici, nei ristoranti, nei bar, nei panifici. Un problema che si ripete da anni e che ciclicamente viene accompagnato da post di scuse, spiegazioni parziali e promesse di intervento. Nella sindacatura Tumminello l’attuale sindaco Cicero armò l’opinione pubblica e furono usati toni da diluvio universale per la torbidità delle acque. Durante le sue sindacature, invece la responsabilità è stata del maltempo, degli uffici tecnici, e oggi di un’impresa accusata di ritardi nel montaggio del potabilizzatore.

A fine gennaio il sindaco Mario Cicero ha pubblicato un video della sorgente Centomasi nella quale veniva effettuata la misurazione della portata, l’unica sorgente con acqua pulita perché nelle altre sorgenti le piogge torrenziali avrebbero accresciuto la portata d’acqua ma rendendola torbida.

Dunque il teorema: la pioggia porta la torbidità. Ma è proprio su questo punto che il discorso politico mostra i suoi limiti. La verità è un’altra: se l’acqua diventa torbida non è colpa della pioggia in sé, ma del modo in cui le sorgenti e le infrastrutture reagiscono alla pioggia.

La domanda allora è: quali studi e quali azioni sono stati fatte nei venti anni di amministrazione Cicero per migliorare il sistema di captazione delle sorgenti? Ed è proprio qui che torna centrale la questione del potabilizzatore di Liccia: se esiste una soluzione tecnologica adatta, perché non è ancora operativa?

Qualche anno fa, i nostri consiglieri hanno chiesto ufficialmente in Consiglio comunale se avevamo o no un potabilizzatore. La cosa non era chiara perché da un lato il Sindaco rassicurava la popolazione dicendo che ce lo avevamo, dall’altra parte dal 2023 si lavora su un progetto dell’Unione dei Comuni Madonie per il montaggio di un potabilizzatore a Liccia, nell’ambito del PNRR M2C4 – I4.2. Ebbene, CASTELBUONO UN POTABILIZZATORE NON CE L’HA MAI AVUTO.

Con tutta evidenza, con il progetto del MNRR M2C4 – I4.2, l’Unione dei comuni Madonie risolve un problema che il nostro Sindaco, esperto di trent’anni di consolidata vita politica, non ha mai affrontato. E che fa il nostro? Sputa nel piatto in cui mangia e oggi attribuisce la responsabilità di questa emergenza ai ritardi dell’impresa appaltatrice: “Questa vicenda mi provoca grande amarezza, perché si sarebbe potuta evitare se l’impresa vincitrice della gara, indetta dall’Unione dei Comuni, avesse installato il potabilizzatore di Liccia in tempi più rapidi. Le attrezzature erano disponibili da otto mesi a Castelbuono e solo in questi giorni, dopo numerose sollecitazioni, e “minacce” si sta procedendo al montaggio”. Affermazione totalmente falsa e vi spieghiamo il perché.

La Giunta comunale ha approvato il PROGETTO DI FATTIBILITÀ TECNICO-ECONOMICA il 2 AGOSTO 2023 ma poi, all’atto della redazione del progetto esecutivo ci sono stati dei ritardi non dovuti né all’impresa né alla burocrazia ma a successive richieste del Comune di Castelbuono che hanno ritardato la consegna del progetto esecutivo di circa un anno.

La Giunta comunale approva il PROGETTO ESECUTIVO IL 18 LUGLIO 2024 ma non è finita, ulteriori modifiche hanno reso necessaria una PRIMA PERIZIA DI VARIANTE APPROVATA IL 28 OTTOBRE 2025.

Quindi quali sono i ritardi dell’impresa? Quelli di questi ultimi tre mesi, da fine ottobre ad ora?

  • Tre mesi contro
  • tre anni di modifiche del progetto su richiesta del Comune di Castelbuono e di
  • trenta anni di mancate azioni?

Ma la cosa si fa più interessante quando leggendo le carte si trova: “La problematica che si vuole affrontare con il progetto di cui trattasi, è legata alla presenza di parametri critici quali torbidità, sostanze organiche sospese/disciolte, parametri microbiologici, nelle acque in ingresso al serbatoio Liccia… Talvolta, specialmente in occasione di forti eventi meteorici, le sorgenti di approvvigionamento sono affette da problemi di eccessiva torbidità legata al RUSCELLAMENTO SUPERFICIALE delle acque ed al conseguente trascinamento delle terre… oltre a provocare eccessivi accumuli di materiale sedimentato nelle vasche del serbatoio”.

Che significa RUSCELLAMENTO SUPERFICIALE? Quali acque vengono convogliate nel serbatoio?  E inoltre, se un problema c’è ed è noto da anni, perché il Sindaco non ci ha mai pensato? Perché nel 2026 Castelbuono continua a vivere la stessa crisi idrica dopo ogni pioggia intensa? Perché si continua a gestire l’acqua con logiche di emergenza e falsa comunicazione e non invece con una strategia strutturale?

Oggi, non può ancora mentire sapendo di mentire che a Castelbuono “l’acqua del sindaco” (cit.) viene erogata 24 ore su 24, queste parole non ci bastano più. L’acqua deve essere continua e limpida, continuità senza qualità non è un traguardo: è un compromesso quando parliamo di salute pubblica, accettabile o inaccettabile, ognuno tragga le conclusioni che vuole.

Se si vuole uscire dal circolo vizioso delle scuse stagionali, servono tre passaggi chiari.

Primo: trasparenza sui dati.

Castelbuono dovrebbe (deve) dotarsi di sonde di torbidità in linea, con pubblicazione dei valori in tempo reale (portata, torbidità, cloro residuo) in modo da chiudere i serbatoi prima che si riempiano di terra, e non dopo. Numeri verificabili e comunicazione istituzionale, non comunicazione social.

Secondo: un’indagine tecnica indipendente sulle sorgenti.

Un ente terzo dovrebbe chiarire se la torbidità è inevitabile per cause naturali o se è amplificata da infrastrutture inadeguate o cattiva gestione delle captazioni. Facile nascondersi dietro a spiegazioni di comodo.

Terzo: un piano idrico in chiave climatica, maggiore capacità di accumulo, protezione delle aree di ricarica, ridondanza delle fonti e manutenzione programmata delle opere idrauliche. Le piogge torrenziali non sono più eccezioni, ma la nuova normalità. Mettiamoci l’anima in pace su questa cosa, il mondo è cambiato e dobbiamo fare i conti con il cambiamento climatico.

Infine, un punto politico cruciale. Al sindaco Cicero va posta una domanda netta: le soluzioni tentate e le ripetute richieste di modifica del progetto che ne hanno ritardato l’esecuzione, sono frutto di scelte politiche del Sindaco o di indicazioni tecniche di professionisti incaricati? E, soprattutto: quali dati hanno guidato queste scelte?

Non si cercano colpevoli da mettere alla gogna, né nomi da esporre al pubblico ludibrio. Si chiede trasparenza per capire se e come la società civile, i tecnici e le competenze presenti sul territorio possano dare una mano concreta.

Castelbuono merita di passare dalle scuse alla programmazione perché l’acqua non è materia di propaganda: è salute pubblica, diritto dei cittadini e responsabilità verso le prossime generazioni.

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