HomeUncategorizedI ricordi non passano mai

I ricordi non passano mai

Enzo, amico da sempre, i ricordi legati alla tua amabile persona rimarranno indelebili, perché insieme li abbiamo vissuti nel segno della sincera stima, vera e profonda! La memoria di quei tempi ormai trascorsi ci induce a soffermarci alla nostra stagione giovanile, seppur breve, ma vissuta assai intensamente, nella gioiosa spensieratezza.

Al riguardo il mio pensiero si spinge anche solo per i nostri fugaci incontri, in cui sognavano il nostro futuro da vivere nelle nostre amate Madonie.

Tu, Enzo, hai tanto amato la tua Polizzi, ché, grazie a te e alla tua innata generosità, ha recuperato aspetti migliori di vita e di comunità. Sei stato un esempio di vita che hai saputo trasmettere agli altri e, al riguardo, ripenso alle partite di calcio, alle passeggiate… alle nostre entusiasmanti confidenze. Così, oggi, sull’onda di tutti questi pensieri assai cari per me, ti dedico questa lettera aperta, riflettendo sul valore profondo di amicizia vera che ci ha uniti nel corso degli anni trascorsi.

Caro amico Enzo, sebbene lontani fisicamente, noi e le nostre famiglie, siamo stati pur sempre vicini con il cuore e con la mente.

Tant’è che, mi ritorna in mente il ricordo di quel nostro impegno assunto, cioè di trascorrere insieme tre giornate, una nella mia Geraci, altra a Terrasini dal prof. Cerami e altra ancora nella tua Polizzi… ma abbiamo avuto solo il tempo e la bella opportunità di vivere solo una giornata nella mia Geraci.  Ricordo ancora che quella fu una giornata stupenda, anche perché il Sindaco di Geraci ci mise a disposizione una luminosa guida culturale nella persona del Prof.re Mario Chichi, che, con dovizia di preziose informazioni storiche e artistiche, ci ha fatto apprezzare al meglio l’universo di storia, arte e cultura, col particolare riferimento  alla Geraci medievale e il prestigioso ruolo svolto nel tempo dalla nobile famiglia dei Ventimiglia, Conti e Marchesi di una delle Contee più influenti nel Regno di Sicilia.

Al riguardo, ho ancora dinnanzi ai miei occhi lo stupore tuo, e del prof. Cerami, per aver toccato con mano lo splendore storico e artistico della mia Geraci.

Purtroppo, quel proposito di quelle tre giornate non pote’ essere più assolto, perché la prematura tua scomparsa con tragica crudeltà ha mozzato le ali ai nostri progetti.

Enzo, amico carissimo, tu sei stato una persona solare, generosa, brillante sotto ogni aspetto e sei stato vanto per tutta la Comunità di Polizzi e oltre.

Certo delle mie affermazioni, conserverò in me per te affetto e gratitudine per tutto ciò che hai saputo dare e per i preziosi e fruttiferi semi che hai saputo spargere attorno a te.

Enzo, ti sei addormentato nella pace del sonno eterno, la tua incrollabile fede cristiana ti possa accompagnare in questo viaggio ultraterrena… nella certezza che tu continuerai ad essere vicino alle persone che ti hanno amato.

Ho voluto scrivere questa lettera aperta, perché possa restare memoria ai posteri il tuo esempio di vita.

Fissare bene questa memoria significa per me il grande desiderio di tenere sempre viva la tua preziosa persona in tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di poterti conoscere e di poter apprezzare le tue non comuni umane virtù.

Obiettivo di questa mia lettera aperta in memoria di Enzo da Polizzi è anche riposto nel desiderio di fermare il tempo vissuto insieme all’amico, nel trascrivere qualcosa che è impressa nella mente, cioè un percorso di vita condiviso con amicizia, incancellabile pur in oltre ben cinquant’anni ormai trascorsi.

Al riguardo mi piace in questo momento assai triste ricordare quel pomeriggio d’inverno dell’anno 1968-69, era un sabato quando Enzo chiese la mia compagnia per andare con lui a Caltavuturo per sbrigare una questione di famiglia.

Al ritorno, precisamente al bivio di Caltavuturo, un tizio quasi riverso sul ciglio della strada, agitava le mani per farci segno di fermarci. Abbiamo fatto salire in macchina questa persona a noi sconosciuta, perché Enzo, di spirito generoso ed altruista, comprese subito che il tizio aveva bisogno del nostro aiuto. In realtà tra una discussione e l’altra capimmo che questo signore aveva subito dei maltrattamenti e aveva estremo bisogno di raggiungere Petralia Sottana, ove risiedeva la sua famiglia… e la moglie lavorava presso la casa del dott. Librizzi.

Arrivati a Petralia Sottana, raggiunta la casa del dott. Librizzi, venne ad accoglierci un giovane, che, alla vista di quel tizio a noi sconosciuto, esplose in un grido di gioia e di commozione: Papà!!!

Era il figlio che non vedeva il padre da anni, perché si era trasferito in Germania per lavoro.

Così io ed Enzo riprendemmo il nostro cammino … non più per Polizzi, ma per Geraci, ove, con immenso piacere di mia Madre, Enzo fu assai gradito ospite a casa mia.

Così, in modo quasi del tutto spontaneo, dettato da quegli eventi inaspettati di quella serata, ebbi la gioia di poter ospitare Enzo a casa mia in Geraci. Dopo avere comunicato a casa di Enzo a Polizzi la decisione presa di rimanere a Geraci. Mia madre, per il suo spiccato senso di ospitalità, si sbrigò a preparare un’ottima cena al mio ospite Enzo e poi a predisporre un rovente braciere in camera da letto e un caldo letto, che in quegli anni si scaldava con la tipica “Cuba cu panarieddru” (era un secchiello di rame con dentro dei tizzoni accesi di carbonella consumata). In quella medesima serata di inverno geracese, a causa dell’intenso freddo sia io che l’amico Enzo accusavamo un potente mal d’orecchio… allora mia madre, donna assai saggia, preparò le famose “cannileddri di cira”, che poste accese sull’orecchio dolorante avevano il potere di sturare, aspirando il cerume all’interno del cono della “cannileddra”.

Metodi empirici di medicina popolare che mia madre ben conosceva!Il tempo della nostra giovinezza scorreva e nei nostri fugaci incontri spesso faceva capolino la memoria di quella serata d’inverno vissuta a casa mia paterna in Geraci.Mia madre, poi nel tempo, mi chiedeva spesso del mio amico Enzo e manifestava la sua affettuosa approvazione per questa mia amicizia con lui così bella e sincera…

Peraltro l’Amico Enzo da Polizzi io lo volli come mio testimone di nozze.I ricordi di vita con Enzo sono davvero tanti… e con immenso piacere mi piace rivangare i brevi raduni a “Pitateddra” in una campagna di Enzo per le ripetizioni delle lezioni scolastiche con le immancabili merende di pagnotte e companatico.

E ancora, in questo revival di memorie, come non fare cenno del Carnevale polizzano, dove il gran divertimento era di andare a ballare vestiti in maschera… e tu, Enzo, eri negato a saper tener il tempo e il ritmo. Al riguardo, si ovviava al problema, quando a casa del comune amico Pino, di pomeriggio, facevamo le prove di balli con te, Enzo!

E ancora… quante volte ci siamo ritrovati a casa tua per il ripasso delle lezioni prima delle interrogazioni… e puntualmente la tua mamma e tuo papà ci offrivano una lauta colazione… e, in quel frangente, anche un tuo vicino di casa, un certo Di Maria, se non sbaglio, ci offriva in un cannatino del buon vino spillato fresco dalle sue botti.

Un cenno a parte meritano le escursioni a Scillato per assistere alle prove relative alla corsa automobilistica più antica del mondo, “la Targa Florio”.Mi tocca pure il cuore la memoria delle azzardate escursioni a Piano Battaglia con la vespa… e poi ancora il ricordo legato al comune amico Salvatore Chinese, quando venivamo coinvolti con altri del suo gruppo nella tradizionale “arricugghiuta” fino a notte fonda per la festa del Crocefisso.

In tal modo, caro Enzo, sei arrivato all’ambito traguardo della laurea… e in prosieguo hai svolto diligentemente i primi lavori nello studio del prof. Cerami dell’Università di Palermo… ove hai attinto abbondantemente conoscenze tecniche e professionali, che poi ti hanno giovato per la tua brillante carriera.

Infine è doveroso per me dare un cenno a Tua moglie, alla tua distinta famiglia … ai tuoi figli e nipoti … loro sono stati davvero il meritato coronamento perfetto di vita per una persona come te, solare, generoso e brillante… un vero vanto per tutta la comunità polizzana e non solo.Ti ricorderò con immensa gratitudine sempre, Enzo, caro amico mio… e questa viva memoria di te mi aiuterà a colmare il vuoto che si è creato dentro l’anima mia.

“Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta e lo ricorda!”

Ugo Foscolo

Giacomo Miriana

RELATED ARTICLES
Advertismentspot_img
- Advertisment -

ULTIME NOTIZIE

Advertismentspot_img
Advertisment