I temi sempre più drammaticamente attuali della pace, della giustizia sociale, del rispetto della dignità e dei diritti umani, della prossimità, dell’accoglienza, della legalità sono valori tradizionalmente fondanti della pedagogia Scout, tanto giovanile che adulta. La pace è divenuta una sfida urgente dell’umanità: è un “bene comune”, un “bene universale”, che si conquista con il dialogo e con l’impegno quotidiano a vivere relazioni umane autentiche; non è un’utopia distante, non è un’ingenua astrazione, non è una pia illusione, ma una responsabilità concreta, un dovere morale e civile che non appartiene solo alle Istituzioni nazionali ed internazionali, ma che chiama a raccolta ciascuno di noi, ogni singolo cittadino, ogni singola associazione che opera nel territorio, per gridare, in nome dell’umanità tutta, la parola più bella: “Pace”!
L’impegno civico del MASCI di Cefalù per la promozione di una solida cultura della fraternità e della pace è stato fattivo e costante nel tempo: incontri, confronti, conferenze, dibattiti, mostre, pubblicazioni, coinvolgimento del mondo della scuola, ma anche azioni concrete ed attiva partecipazione a manifestazioni di popolo, come – solo per citare le più recenti – la marcia della Pace di Trapani, sotto l’egida di “Libera” di don Luigi Ciotti (2025), la marcia cittadina pro Palestina, organizzata dal Collettivo per la Pace di Cefalù (2025) e, da ultimo, la marcia della Pace di Torino (2026) sempre sotto la regia di don Luigi Ciotti.
Oggi, l’impegno continua con l’adesione a “10, 100, 1000 piazze di donne per la Pace. Tessere la Pace contro la guerra”, un’iniziativa su scala nazionale promossa e coordinata, a livello locale, dal Collettivo per la Pace di Cefalù, di cui la locale Comunità MASCI fa parte.
Le donne del MASCI di Cefalù non potevano non mancare a questo importante e significativo evento, rivolto (ma non solo) a tutte quelle donne che vogliono «contribuire a tessere insieme una grande tela di pace, per testimoniare a favore della pace […], per affermare che la pace non è un’utopia», come opportunamente recita il manifesto.
Le donne, dunque, testimoni di pace, missionarie di carità e di speranza. Nel discorso alle autorità a Baabda, in Libano (30 nov. 2025), Papa Leone XIV ha sottolineato «il ruolo imprescindibile delle donne nel faticoso e paziente impegno per custodire e costruire la pace», ricordando che «le donne hanno una specifica capacità di operare per la pace, perché sanno custodire e sviluppare legami profondi con la vita e con le persone».
Ma anche il suo predecessore, Papa Francesco, in un’orazione pronunciata per il Giubileo delle Forze armate, ha esaltato «la capacità delle madri di tessere fili di comunione, anziché fili di ferro spinato che creano divisione».
Se volgiamo lo sguardo alla Storia, sia remota che recente, i maschi “giocano” a fare la guerra, le donne, invece, custodiscono amorevolmente la società rimboccandosi le maniche, aspettando i loro figli, pregando per la loro vita, sperando in un mondo di pace e mai più di violenza: «L’atto simbolico del tessere, cucire, rammendare – si legge ancora nel manifesto – sono gesti che richiedono pazienza, competenza e cura. Sono pratiche storicamente legate all’esperienza femminile e portarle nello spazio pubblico significa opporre alla logica della guerra la pratica della relazione e della riparazione».
Non per niente, Papa Leone XIV ci ha ricordato che «la pace è donna. Nasce dalla tenerezza delle madri. La donna fa bello il mondo, lo custodisce e lo mantiene in vita donando la grazia che fa nuove le cose, l’abbraccio che include, il coraggio di donarsi».
E, allora, riporre ampia e incondizionata fiducia nelle donne è un atto dovuto, vuol dire affidare loro il compito di «salvare la pace del mondo», là dove gli uomini hanno miseramente fallito.
In continuità di impegno e in coerenza di spirito, il MASCI di Cefalù parteciperà domenica 12 aprile, a Petralia Soprana, alla marcia diocesana della pace intitolata “Verso una pace disarmata e disarmante”, che richiama il messaggio di Papa Leone XIV in occasione della Giornata mondiale della Pace del 1° gennaio 2026, affinché la pace «non sia solo assenza di guerra, ma una presenza viva che deve “abitare in noi”, illuminare l’intelligenza umana e resistere alla violenza».
La Comunità MASCI di Cefalù







