In un tempo segnato da profondi conflitti globali, un messaggio di speranza e solidarietà si leva dalle Madonie. Domenica 12 aprile si è svolta la “Marcia della Pace”, una manifestazione pubblica dal titolo “Verso una pace disarmata e disarmante”.
I partecipanti hanno percorso il tragitto da Madonnuzza, frazione di Petralia Soprana, fino a Petralia Sottana, seguendo un itinerario simbolico scandito da tappe dedicate alla creatività e alla riflessione. “Colorare, leggere e scrivere la pace”: lungo il percorso, grandi e piccoli sono stati coinvolti in momenti artistici e partecipativi, culminati in un flash mob finale che ha dato forma, con i corpi dei presenti, alla scritta “PACE” sulla piazza antistante la Chiesa Madre. Tra le testimonianze, quella di Fra Giancarlo Guastella OFM che ha vissuto una importante missione in Turchia: «Il dialogo di pace nasce dall’incontro concreto con l’altro, condividendone la vita».
L’iniziativa, promossa dall’Azione Cattolica Diocesana, ha visto l’adesione di numerose associazioni laicali, delle consulte giovanili del territorio madonita e delle amministrazioni comunali di Petralia Soprana e Petralia Sottana. Presenti anche delegazioni scolastiche, dei mini consigli comunali e i sindaci delle Petralie, di Gangi, Blufi, Alia e Geraci. Una sinergia significativa che punta a riportare al centro del dibattito pubblico il valore della nonviolenza e l’urgenza del dialogo tra i popoli.
Presente alla marcia anche il vescovo di Cefalù, S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, che al termine del cammino ha presieduto la celebrazione eucaristica.
Nel messaggio congiunto, i promotori sottolineano il significato profondo dell’iniziativa: «Sentiamo il dovere, come realtà ecclesiali, laicali e istituzionali, di non restare indifferenti di fronte a ogni forma di violenza e sopraffazione. La pace non è un’utopia, ma una responsabilità concreta che impegna ciascuno di noi. È necessario creare le condizioni per aprire spazi reali di diplomazia, ascolto e ricostruzione della fiducia tra i popoli. Il primo passo è un immediato cessate il fuoco in tutti gli scenari di guerra».
Un appello rilanciato anche dal vescovo, che ha richiamato il messaggio di Papa Leone e invitato i sindaci a dichiarare i propri Comuni “pacificati”, deliberando la contrarietà a ogni guerra: «Abbiamo bisogno di un movimento mondiale di obiettori di coscienza. Se tutti si rifiutano di usare le armi, le guerre non possono più esistere».
«Torniamo alle nostre case con un impegno: non lasciare che questa marcia finisca qui – afferma Giuseppe Salvaggio, Presidente Diocesano di Azione Cattolica – la pace si fa spazio parola dopo parola, gesto dopo gesto. Diventiamo quel mosaico di pace di cui il mondo ha disperato bisogno».








