“In questi giorni,afferma Pino Lo Verde ex sindaco di Polizzi Generosa, ho ascoltato delle affermazioni pesanti e francamente inaccettabili. Si sostiene che avrei lasciato il Comune di Polizzi Generosa senza soldi, praticamente in dissesto, al punto che testualmente nessuno farebbe credito “nemmeno per un pezzo di ferro filato”. Sono dichiarazioni gravi. E quando si fanno affermazioni così, è necessario avere il coraggio di confrontarsi con i documenti ufficiali. Io lo faccio.”
Mi riferisco alla deliberazione della Corte dei Conti – Sezione di controllo per la Regione Siciliana, n. 135/2024/PRSP. Questa delibera riguarda i rendiconti 2017, 2018 e 2019, nonché i bilanci di previsione 2018/2020, 2019/2021 e 2020/2022 del Comune di Polizzi Generosa. Discussa nell’adunanza del 16 aprile 2024 e depositata in segreteria il 28 maggio 2024. Chiunque può cercarla e leggerla.
Cosa dice questo documento?
Dice che: il Comune ha rispettato i vincoli di finanza pubblica, il risultato di amministrazione è positivo in tutti gli anni analizzati (oltre 1 milione di euro ogni anno) non esiste alcuna dichiarazione di dissesto finanziario. Questi sono fatti, non opinioni. Altro che Comune “senza soldi”. La Corte dei Conti, è vero, evidenzia alcune criticità: piccoli ritardi negli adempimenti, difficoltà nella riscossione dei tributi, e necessità di migliorare alcuni aspetti organizzativi. Tutte questioni che ho sempre affrontato, e che sono ben note in moltissimi enti locali. Ma da qui a parlare di dissesto o di Comune “inaffidabile” ce ne passa. La verità è semplice: i conti erano sotto controllo, certificati da un organo dello Stato. Si può discutere delle scelte politiche, si può avere una visione diversa, ma non si può riscrivere la realtà. Perché quando si afferma che il Comune è fallito, quando non è vero, non si fa politica: si fa disinformazione. E io questo non lo accetto. I documenti sono pubblici. Invito chiunque a leggerli. E poi a farsi un’idea, basata sui fatti, non sulle farloccate.
Quello che invece si sta vedendo è una campagna elettorale costruita su attacchi e distorsioni della realtà. Una campagna sporca, che dice molto di chi la conduce. Perché, quando esagera e inventa scenari inesistenti, emerge solo un modo di fare politica arrogante, autoreferenziale, pieno di sé.”







