Con riferimento a quanto scritto e alle affermazioni diffuse, circa un presunto intervento del Presidente del Consiglio volto “a richiamare il favore dei consiglieri” o a sollecitare il mantenimento del numero legale (?!?), si precisa con fermezza che tale ricostruzione è del tutto priva di fondamento ed è una palese mistificazione, smentita dai fatti e dalla videoregistrazione della seduta consiliare del 15 aprile 2026!Non vi è stato, durante tale ultima seduta, alcun richiamo o invito rivolto ai Consiglieri di maggioranza – né ad altri – finalizzato a garantire la presenza in Aula ai fini del mantenimento del numero legale!
Se poi l’affermazione che si contesta si dovesse riferire al post pubblicato ieri su questo social, va detto – com’è facilmente intuibile – che il richiamo ai 9 Consiglieri su 10 di maggioranza era ed è finalizzato ad evidenziare che nessuno di essi voleva “scappare”, proprio perché democraticamente vi erano tutti i numeri per affrontare, discutere e deliberare, in un senso o nell’altro, sulla questione sottoposta.
Né risulta corrispondente al vero che lo scrivente abbia firmato alcunché!Ha invece votato il documento presentato in Aula dalla maggioranza e condiviso il post su questo social con cui i Consiglieri di maggioranza (come il sottoscritto) hanno chiarito, ulteriormente, i termini della questione.Infatti, il Consiglio Comunale straordinario – lo si ripete ancora – ha una sua precisa funzione che non gli è stata attribuita da questo Presidente, ma dal Regolamento e dalla Legge.Forzare il Regolamento e la Legge, peraltro in maniera “maldestra” (questa volta sì!) senza neppure una proposta a sostegno della richiesta straordinaria e, quindi, palesando prevalentemente una finalità di mera critica politica, non è consentito!
Vi sono altri strumenti ORDINARI, come le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni per fare legittimamente critica all’Amministrazione attiva.Correttamente, quindi, i Consiglieri di maggioranza hanno eccepito che quanto lamentato con la richiesta avanzata avrebbe dovuto essere affrontato con tali rimedi ORDINARI o, al limite, con una vera e propria proposta da inserire all’ordine del giorno del Consiglio in sessione ORDINARIA.
Lo scrivente ha dovuto necessariamente portare all’esame dell’Aula la richiesta della minoranza, dal momento che soltanto il Consiglio sovrano poteva e doveva esprimersi democraticamente sugli estremi di “necessità e urgenza”, come stabilito dalle disposizioni regolamentari e normative.Nessuna “difesa d’ufficio”, se non per le prerogative proprie del Consiglio, di cui il Presidente è garante! Garanzia che si esprime assicurando il corretto svolgimento dei lavori, l’applicazione dei regolamenti e il rispetto delle prerogative di tutti i Consiglieri, inclusi quelli di minoranza. Questa imparzialità, tuttavia, riguarda la conduzione delle dinamiche d’Aula, ma non può condurre all’annullamento delle proprie convinzioni politiche o alla soppressione del proprio diritto di voto, in quanto funzionalmente collegato alla qualità di componente dell’Assemblea.Se poi si dovesse insistere nel sostenere ancora l’insostenibile, allora è lecito chiedersi: come si può avallare la sussistenza degli estremi di “necessità e urgenza” se, come si è scritto e detto in Aula, sarebbero “trascorsi infruttuosamente oltre due anni” senza alcun “interessamento alle problematiche” da parte della Pubblica Amministrazione?
Se sono davvero trascorsi infruttuosamente oltre due anni, dove sarebbe, quindi, l’urgenza e la necessità – intesi come IMPREVEDIBILITÀ E INDIFFERIBILITÀ – che devono sostenere la chiesta sessione straordinaria?Stando così le cose, dunque, nel momento in cui si accusa l’altra parte di aver imbastito un “tentativo di diluire il dibattitto e abbassare l’attenzione”, alla fine, si finisce con il disvelare il vero e opposto motivo che, forse, ha animato e sostenuto, maldestramente, la richiesta avanzata.
Francesco Calabrese
Presidente Consiglio Comunale Cefalù








