HomeTorna per il sesto anno Borghi dei Tesori Fest: tre weekend alla...

Torna per il sesto anno Borghi dei Tesori Fest: tre weekend alla scoperta di 25 piccoli comuni siciliani

Fermarsi a pranzo con i pastori, contare chiese e oratori e nascondersi in una casamatta mimetizzata nella montagna, scendere in una grotta, pedalare su una e-bike, passeggiare tra origano e zafferano, assaggiare una pasta che non è una pasta, contare i petali di un fiore dolcissimo, ascoltare la storia di un miracolo o rendere omaggio a un antico affresco, scorrere le foto di una grande attrice da bimba, inerpicarsi verso un nido d’aquila colmo di volumi, seguire la via d’acqua dei mulini. I borghi sono una continua scoperta, nascondono un’anima ancora integra che si scopre pian piano, tra una Madonna di legno e un cannolo friabile: bisogna avvicinarli con rispetto e un pizzico di curiosità, e allora risponderanno. Sinceramente.

Torna Borghi dei Tesori Fest, il progetto della Fondazione Le Vie dei Tesori e dell’associazione Borghi dei Tesori, che aggrega più di cinquanta piccoli Comuni di tutta l’Isola. I Borghi dei Tesori puntano a essere un circuito turistico animato dai giovani delle comunità. Un progetto che fa del patrimonio una leva contro lo spopolamento delle aree interne attraverso la promozione di territori preziosi lontani dalle consuete rotte turistiche.

Venticinque borghi siciliani – quest’anno si aggiunge la new entry Partanna – aprono ancora una volta le porte di chiese, oratori, castelli e siti naturali, in alcune zone stringendosi già in micro-reti locali con un unico filo rosso che cuce devozione e arte, in altre cercando spunti e rovistando nella memoria per costruire nuovi percorsi: si passeranno il testimone per tre weekend dal 9 al 24 maggio.  Stamattina la presentazione della manifestazione al Grand Hotel et des Palmes, ospiti di Marcello Mangia, CEO della catena alberghiera Mangia’s, partner della Fondazione Le Vie dei Tesori che apprezza “una manifestazione che è un tesoro della nostra isola. Siamo felici di sostenerla: e ci saremo quando aprirà i siti a Palermo”.

Anche quest’anno Le Vie dei Tesori hanno messo in piedi un segmento importante che sfrutta un segmento turistico in crescita, che punta a valorizzare i piccoli comuni delle province” dice Alessandro Anello, assessore al Turismo del Comune di Palermo.  “Troverete un sacco di sorprese perché questi piccoli comuni ogni anno, e siamo già al sesto, aprono nuove finestre – interviene il presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello  Sarà una maratona, i comuni si passeranno il testimone e in ognuno dei tre weekend ci saranno percorsi, siti, esperienze da fare”, al fianco dei sindaci e degli amministratori dei Comuni partecipanti.

È intervenuto il dirigente dell’Autorità di gestione dei programmi per la cooperazione territoriale europea e la cooperazione sovranazionale della Regione siciliana, Daniela Segreto che ha sottolineato “l’idea di rete costruita dalle Vie dei Tesori. La nostra è un’isola meravigliosa soprattutto per il numero enorme di piccoli comuni: magari gli stessi siciliani non li conoscono, ma proprio qui è vivo il senso di comunità. E la rete permette di sviluppare possibilità e accedere a progetti internazionali come CHORAL”, Del progetto Interreg di cooperazione internazionale CHORAL (Cultural Heritage fOR AlL), dedicato all’accessibilità del patrimonio culturale e realizzato da cinque partner italiani e maltesi tra i quali Vie dei Tesori, hanno parlatoMarco Migliore del Dipartimento di Ingegneria UniPa, Caterina Vitale di ARCES e Fernando Sanchez, Heritage Malta.

È stato presentato il nuovo comitato scientifico dell’associazione Borghi dei Tesori, presieduto da Fabrizio Ferreri, esperto in sviluppo locale e diseguaglianze territoriali; e completato dall’accademico ed esperto di paesaggio (“lavoriamo sulle comunità, per riattivare le loro energie e rileggere i territori come scelta consapevole, non sono reliquie del passato, ma rappresentano possibilità future”, spiega), Giuseppe Barbera, dallo storico dell’architettura e dell’arte, Giuseppe Antista; dal presidente del Centro di educazione ambientale Assocea, Francesco Cancellieri; dall’esperto di patrimonio subacqueo Mimmo Macaluso; dalla classicista e direttrice del Festival Naxos Legge, Fulvia Toscano.

IL PREMIO BORGHI DEI TESORI. Sono stati consegnati i premi Borghi dei Tesori lanciati per il quarto anno a sostegno di progetti di rigenerazione e restauri nei borghi, votati tramite un contest molto partecipato: che a sorpresa è stato di nuovo vinto dai Comuni di Prizzi e Bisacquino, forti di due comunità molto agguerrite (insieme hanno raccolto il 30 per cento dei voti). Con i fondi del premio sostenuto dall’Associazione Borghi dei Tesori, Prizzi potrà intervenire sui “murales identitari” dipinti da Franco Nocera, Mario Bardi e Totò Bonanno nel 1989 a Spiazzo Sparacio, luogo molto amato dai cittadini.  Bisacquino invece potrà restaurare una statua in legno di San Pasquale Baylon di fine Settecento donata da una nobile famiglia del posto e custodita nella chiesa di Sant’Antonio Abate: il premio arriva dalla Fondazione Le Vie dei Tesori attraverso la partecipazione all’iniziativa Il Mio Dono di Unicredit.

CHORAL ACCESSIBILITY AWARDS. Sono stati consegnati ai Comuni i CHORAL Accessibility Awards. Il progetto Borghi dei Tesori costituisce infatti una synergy action del progetto Interreg di cooperazione internazionale CHORAL (Cultural Heritage fOR AlL), realizzato da cinque partner italiani e maltesi e dedicato all’accessibilità del patrimonio culturale: tra i Comuni del sodalizio ci sono per esempio Montevago dove sono stati messi in sicurezza i ruderi della Matrice distrutta dal terremoto; il circuito compreso tra Chiusa Sclafani, Giuliana e Bisacquino dove è stato restituito alle visite il Santuario della Madonna del Balzo; Prizzi dove sarà valorizzato Spiazzo Sparacio. La Fondazione Le Vie dei Tesori è in rete con il capofila Arces Collegio universitariol’Università degli Studi di Palermo (Dipartimento Ingegneria dei trasporti), l’Università di Malta (Institute for climate change and sustainable development) ed Heritage Malta.

BORGHI DEI TESORI FEST

L’edizione2026 – coordinata da Michele Ruvolo – conferma il periodo di tarda primavera, weekend in cui i borghi paiono abitare tutti in giardini naturali. Anche quest’anno i Comuni passeranno il testimone da un weekend all’altro.

Si inizia il 9 e 10 maggio (sabato e domenica) per raggiungere Alessandria della Rocca, Burgio, Caltabellotta, Balestrate, Delia, Piana degli Albanesi. Il weekend successivo (16 e 17 maggio) toccherà a Calatafimi Segesta, Camporeale, Centuripe, Custonaci, Ganci, Geraci Siculo, Montelepre, Petralia Soprana. Infine il terzo e ultimo fine settimana (23 e 24 maggio), ecco scendere in campo Bisacquino, Cassaro, Chiusa Sclafani, Frazzanò, Giuliana, Licodia Eubea, Montevago, la new entry Partanna, Prizzi, San Mauro Castelverde, Sant’Angelo Muxaro. Ovunque ad attendere i visitatori, ci saranno giovani innamorati dei borghi, animati dalla voglia di mostrare, raccontare, rendere viva ogni esperienza. Il loro coinvolgimento fa parte del processo di rigenerazione sociale e di riappropriazione identitaria che Le Vie dei Tesori conduce insieme con i Comuni.

 I BORGHI DIVISI PER WEEKEND.

9 – 10 MAGGIO

Alessandria della Rocca, Balestrate, Burgio, Caltabellotta, Delia, Piana degli Albanesi

16 – 17 MAGGIO

Calatafimi, Camporeale, Centuripe, Custonaci, Ganci, Geraci Siculo, Montelepre, Petralia Soprana.

23 – 24 MAGGIO

Bisacquino, Cassaro, Chiusa Sclafani, Frazzanò, Giuliana, Licodia Eubea, Montevago, Partanna, Prizzi, San Mauro Castelverde, Sant’Angelo Muxaro.

Il festival sarà un incrocio tra luoghi, esperienze e passeggiate alla scoperta dei centri storici o dei siti naturali nelle immediate vicinanze. Nel primo weekend – sabato 9 e domenica 10 maggio – Alessandria della Rocca è pronta a raccontare la storia della cieca Angelina ma soprattutto condurrà una visita sensoriale tra profumati origaneti. Si scopre come si fondono le campane a Burgio dove torna visitabile dopo anni la chiesa di San Giuseppe considerata la Cappella Sistina di Sicilia; Caltabellotta apre l’eremo di Santa Maria di Montevergine, esempio di convivenza pacifica: c’è uno splendido Crocifisso molto venerato dalla comunità. Passando da Delia, nel cuore dell’Isola – dove si cucinanole dolci Cuddrireddri delle castellane, si scoprono antichi mulini e si applaudono i famosi sbandieratori nell’antico castello trecentesco – si raggiungerà Piana degli Albanesi dove non poteva mancare un laboratorio sul cannolo, ma si visitano le chiese di rito bizantino, e la ghost town di Borgo Schirò con Ascosi Lasciti; Balestrate si perderà tra vini dolci e cantine ambiziose, ma riserva una sorpresa ai golosi, ovvero i laboratori artigianali di gelato.

Nel secondo fine settimana (sabato 16 e domenica 17 maggio) si parte da Custonaci dove, mimetizzata nella montagna, c’è una casamatta trasformata in un vero museo militare colmo di memorabilia; ma si scende anche nella grotta della clava (tra i must dello scorso anno) con gli speleologi del Cirs; si raggiunge una cava di marmo dismessa del Cerriolo; e un monumento di archeoastronomia, la Porta del Sole. A Calatafimi Segesta si visita uno dei bagli di produzione del marsala dei Florio e si comprende la simbologia dei pani votivi dei Ceti del Santissimo Crocifisso.

Vi racconteranno che il papà di Silvana Mangano, la famosa “mondina” di Riso Amaro, era di Petralia Soprana e l’attrice tredicenne passò a casa della nonna i mesi in cui l’Italia combatteva: la ricorderà Mario Sabatino, memoria novantenne di Petralia, attraverso foto e documenti conservati alla biblioteca Frate Umile (che è già uno luogo dell’anima arroccato sui monti). Sempre sulle Madonie si resterà di stucco dinanzi allo Spasimo di Sicilia e alla cripta dei preti imbalsamati a Gangi, dove c’è la bottega di Fabrizio Fazio, uno dei pochissimi costruttori di tamburi a cornice, tammorre, tamburi medievali e imperiali; si conteranno i conventi a Geraci Siculo attraversata da una passeggiata alla scoperta dei vicoli fioriti. A Montelepre vi spiegano che la pasta all’antica … non è una pasta ma un dolce prezioso; poi a Camporeale dove la salsiccia è un’arte, i salumi sono da premio e le cantine producono vini da competizione. Un salto verso Oriente ed ecco Centuripe dove un artista di oggi dialoga perfettamente con il passato e spiegherà cosa è la stranissima “decorazione ferrugginosa a pelo”.

Nel terzo e ultimo weekend – sabato 23 e domenica 24 maggio – stavolta la scelta dei visitatori sarà parecchio ardua perché i borghi coinvolti sono tanti: a partire da Partanna che partecipa al festival per la prima volta, apre chiese e santuari, conta le maioliche delle sue torri, pedala in e-bike ma soprattutto conduce a pranzo tra i contadini, a gustare ricotta e vastedda preparate dai pastori. Sui Sicani, tre comunità hanno deciso di costruire un unico itinerario teatralizzato sul filo dei miracoli, immerso in tesori d’arte: dal dialogo notturno tra una donna e un piccolo Crocifisso che risponde tra guarigioni e prodigi a Chiusa Sclafani, alla rievocazione del miracolo della Madonna del Balzo (1664) a Bisacquino, alla guarigione dal colera nel 1837 grazie alla Madonna dell’Udienza a Giuliana. Poco lontano si conteranno i dolci petali di un fiore delicato e fragrante come il Fiorello di San Mauro Castelverde; a Prizzi si conteranno gli archi di pietra immersi tra i vicoli arabi e i costumi dei famosi “diavoli”.

Nell’Agrigentino a Montevago per ripercorrere le memorie del terremoto fino ai ruderi della Matrice appena messi in sicurezza e valorizzati con un intervento che ha portato alla luce cripte e scale che erano rimaste sotto le macerie; e scoprire la vista mozzafiato sulla Valle del Belice da Villa di lu Chiuppo; a Sant’Angelo Muxaro ci si muoverà tra affascinanti cavità naturali e il museo archeologico con i suoi ori.

Saltando sul lato orientale dell’Isola, ecco la minuscola Cassaro che si muove tra memorie quotidiane di due secoli fa, racconta la sua storica “banda” e cerca i mulini ad acqua lungo il corso dell’Anapo, ma soprattutto conduce con Ascosi Lasciti ad un altro sito fantasma, Borgo RizzaLicodia Eubea che rende omaggio all’affresco commovente della Crocifissione nella Grotta dei Santi, e conduce alla scoperta del borgo;  e infine Frazzanò, dove ogni chiesa è medievale, il monastero basiliano è un vero colpo d’occhio arroccato sulla montagna, ma è stato anche recuperato un antico palazzo con affreschi, trompe l’oeil, arredi e salotti da conversazione.

Le Vie dei Tesori ha messo a disposizione dei festival dei Borghi l’efficienza di una rete già consolidata e l’esperienza organizzativa di una manifestazione che quest’anno festeggia i suoi primi vent’anni ed è tra le più importanti rassegne di valorizzazione e rigenerazione culturale del Paese.  Borghi dei Tesori Fest è smart e digitale, con un unico coupon valido per le visite in tutti i luoghi – esperienze e passeggiate hanno un coupon dedicato – che apriranno le porte. Come nel Festival delle città, un coupon da 18 euro varrà per 10 visite, un coupon da 10 euro per 4 visite; meglio prenotare, soprattutto per le degustazioni. I coupon saranno disponibili sulla piattaforma delle Vie dei Tesori e negli infopoint in ciascun borgo. Schede dei diversi luoghi, esperienze e passeggiate nei borghi, e tante curiosità su www.leviedeitesori.com.

Borghi dei Tesori Fest è promosso dalla Fondazione Le Vie dei Tesori  in collaborazione con l’associazione Borghi dei Tesori – fondata nel 2021, conta una sessantina di piccoli Comuni in tutta la Sicilia – e i Comuni coinvolti.  I BORGHI 2026. sono Alessandria della Rocca, Balestrate, Bisacquino, Burgio, Calatafimi Segesta, Caltabellotta, Camporeale, Centuripe, Cassaro, Chiusa Sclafani, Custonaci, Delia, Frazzanò, Gangi, Geraci Siculo, Giuliana, Licodia Eubea, Montelepre, Montevago, Partanna, Petralia Soprana, Piana degli Albanesi, Prizzi, San Mauro Castelverde, Sant’Angelo Muxaro.

RELATED ARTICLES
Advertismentspot_img
- Advertisment -

ULTIME NOTIZIE

Advertismentspot_img
Advertisment
Advertismentspot_img