Tornano a scioperare i medici dell’ospedale Giglio di Cefalù. La seconda giornata di sciopero della dirigenza medica della Fondazione G. Giglio si terrà venerdì 29 maggio. I medici incroceranno le braccia per 24 ore per protestare contro il mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto il 31 dicembre scorso. E’ previsto un sit-in promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. E’ la seconda giornata di protesta dopo quella del 28 aprile, che ha riscontrato l’adesione del 90 per cento del personale medico. Le segreterie provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, nel proclamare la seconda giornata di sciopero, ribadiscono che “permangono tutte le motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello stato di agitazione”.
La prosecuzione della protesta testimonia in modo chiaro e inequivocabile il livello di disagio e di insoddisfazione vissuto dai professionisti della struttura. I medici chiedono l’adeguamento retributivo ai livelli del Servizio sanitario nazionale, il riconoscimento dell’anzianità di servizio con reali progressioni di carriera, l’incremento del fondo per la produttività, decurtato nell’ultimo triennio, e il rinnovo del contratto integrativo.
I sindacati continuano a registrare il silenzio e l’assenza da parte della direzione strategica della Fondazione, che per lo sciopero del 28 aprile non ha ritenuto di partecipare nemmeno per un saluto istituzionale o un momento di confronto con i lavoratori in presidio. “Un atteggiamento di chiusura che non aiuta a costruire soluzioni e che rischia di aggravare ulteriormente il clima – dichiarano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl –. Di fronte a questo silenzio, abbiamo deciso che la mobilitazione non si ferma. In assenza di segnali concreti e immediati, si aprirà una nuova fase della protesta, con iniziative che saranno progressivamente indirizzate a livelli istituzionali sempre più alti, al fine di ottenere i riconoscimenti economici e normativi dovuti ai medici dell’ospedale Giglio. La vertenza non è più rinviabile: riguarda la dignità del lavoro medico e la tenuta stessa del sistema sanitario”. L’agitazione delle scorse settimane ha voluto anche richiamare l’attenzione della cittadinanza sul legame diretto tra le condizioni di lavoro del personale medico e la qualità dell’assistenza sanitaria, sempre più difficile da garantire in assenza di risposte concrete. “I dipendenti sono trattati alla stregua dei medici delle strutture private, con il contratto Aiop dell’ospedalità privata e la contrattazione ferma al 2021 – proseguono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – Ma di fatto Il “Giglio” di Cefalù è una struttura sanitaria pubblica di diritto privato, operante in regime di convenzione con il Ssn, inserita in una rete regionale pubblica per l’area di emergenza-urgenza e il pronto soccorso è centro hub nella rete siciliana per l’infarto. Fino a due anni fa la fondazione era costituita esclusivamente da soci pubblici e, per tale peculiarità, dovrebbe essere annoverata nell’ambito dell’ospedalità pubblica piuttosto che in quella privata. Solo negli ultimi due anni si è registrato l’ingresso di un socio privato, rappresentato dall’Università UniCamillus di Roma.
“E c’è anche un altro aspetto che incide – aggiungono i sindacati – I medici del Giglio non hanno possibilità di carriera o di incarichi dirigenziali che li valorizzino, anche in base alle prestazioni che hanno messo in campo. Di fatto, di fatto sia dal punto di vista normativo che retributivo sono fermi. Dopo lo sciopero nazionale della sanità privata, il segnale che arriva è di uno stato di sofferenza generale che vivono tutti i lavoratori del comparto. La sanità convenzionata dovrebbe integrare quella pubblica ma sono entrambe allo sfascio”.
“Stiamo lavorando con l’Assessorato regionale della Salute alla definizione del nuovo budget per il 2026 che contiamo di concludere a giorni”. Lo afferma il presidente della Fondazione Istituto Giglio, Victor Mario Di Maria, replicando all’annuncio dei sindacati di incrociare le braccia il 29 maggio per il mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale del personale medico scaduto a dicembre 2025.
“La Fondazione Giglio – ha aggiunto il presidente Di Maria – ha chiesto alla Regione un incremento del budget per il 2026 in modo da poter rinnovare il contratto integrativo e ridurre il divario retributivo che si è determinato con il rinnovo dei contratti del personale medico della sanità pubblica”. Al personale del Giglio viene applicato il contratto Aiop della sanità privata.
“Tale passaggio – ha sottolineato Di Maria – era già stato anticipato ai sindacati nell’incontro che si è tenuto lo scorso 20 marzo in cui la governance della fondazione aveva manifestato la volontà di definire il nuovo contratto integrativo con la firma del budget”.
“La sottoscrizione del budget è un passaggio necessario – ha concluso Di Maria – per poter dare seguito, nel rispetto dei principi di compatibilità economica, alle legittime richieste dei dipendenti. E’ una nostra priorità mantenere le professionalità acquisite che fanno dell’ospedale Giglio un centro di alta specialità in Sicilia”.







