Nel cuore delle celebrazioni per il 450° anniversario della dedicazione del Santuario dello Spirito Santo, e in prossimità della solennità di Pentecoste, ieri sera il Santuario ha ospitato la presentazione ufficiale dell’“Inno allo Spirito Santo”, un’opera destinata ad accompagnare il cammino spirituale e liturgico di questo luogo caro alla fede di tanti pellegrini.
L’inno, scritto da don Giuseppe Amato e musicato dal maestro Alessandro Valenza, è stato presentato in una serata intensa di fede, cultura e partecipazione comunitaria, che ha saputo intrecciare riflessione teologica, approfondimento musicale e preghiera corale.Ad offrire una lettura teologica del testo è stato don Giuseppe Muré, che ha sottolineato il valore spirituale dell’inno e la sua capacità di raccogliere, in parole semplici ma profonde, il senso della fede popolare allo Spirito Santo che da secoli anima il Santuario e l’intreccio con i riti che in esso vi si svolgono.
Sul piano musicale, invece, il pubblico ha potuto apprezzare il lavoro condiviso del M° Alessandro Valenza, accompagnato per l’occasione dal M° Antonino Saladino al Violoncello e dalla cantante Paola Milio, che ha illustrato il percorso artistico e interpretativo che ha dato vita alla composizione.Momento particolarmente significativo della serata è stata l’esecuzione dell’inno da parte di tutti i cori parrocchiali e del santuario, uniti in un’unica voce capace di esprimere il senso di appartenenza e di comunione che caratterizza la comunità raccolta attorno allo Spirito Santo.
«Un’occasione che mi rende particolarmente orgoglioso», ha dichiarato commosso don Giuseppe Amato. «Quest’inno nasce dalla preghiera personale, dalla mia esperienza in questo luogo e dalla testimonianza tutti coloro che, durante l’anno, vengono qui in pellegrinaggio e che mi hanno trasmesso una grande fede nei confronti dello Spirito Santo. Ma soprattutto quest’inno racchiude le nostre tradizioni e tutto quanto riusciamo ad esprimere con la nostra ritualità durante l’anno in questo Santuario».
L’opera, presentata ieri sera nella sua versione base, continuerà infatti il proprio percorso di crescita artistica e spirituale: l’inno verrà ulteriormente arricchito e raggiungerà la sua forma definitiva alla conclusione del Tempo giubilare.La serata si è così trasformata non soltanto in un evento musicale, ma in un autentico momento di comunità e memoria condivisa, capace di custodire e rilanciare la fede nello Spirito Santo attraverso il linguaggio universale della musica e della preghiera.







