Un’esperienza collettiva di conoscenza e condivisione, capace di mettere in relazione monumenti, paesaggio, memoria storica e identità dei territori. Concluse, in Sicilia, le XXVII Giornate Nazionali dei Castelli, promosse dall’Istituto Italiano dei Castelli. Dal 15 al 17 maggio, oltre cento partecipanti hanno preso parte al programma organizzato dalla Sezione Sicilia, presieduta da Fulvia Caffo. Una tre giorni che “si è distinta per interesse e per il numero dei siti fortificati visitati”, per usare le parole di saluto di Michaela d’Alcontres Marullo, presidente nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli, articolata tra Cefalà Diana, Caccamo e Campofelice di Roccella.
Il percorso ha preso avvio con la visita alla Torre Roccella, straordinaria testimonianza medievale affacciata sul Tirreno, accompagnata dal racconto del consigliere scientifico nazionale dell’Istituto e socio castellano Giuseppe Antista, che ha guidato i visitatori attraverso le vicende storiche e architettoniche del sito, e con calorosa e cordiale accoglienza della vice-sindaco del Comune di Cefalà, Matilde Prizzi, e della vicepresidente dell’Associazione Roccamaris, Domenica Barbera.
A seguire, il programma si è sviluppato tra il Castello di Cefalà Diana, “patrimonio storico e culturale che illumina la nostra comunità e che promuove turismo di qualità e ci unisce all’ Istituto Italiano dei Castelli nel valorizzare le nostre radici”, per usare le parole del sindaco Giuseppe Cangialosi e il Castello di Caccamo, dove il gruppo è stato accolto dal sindaco Franco Fiore che ha assicurato “una collaborazione ampia e proficua che proseguirà e porterà confronto, scambi e possibilità di approfondimenti storico-culturali”.
Si tratta di due luoghi emblematici della storia fortificata siciliana. A Cefalà Diana, prima della visita, il prof. Antonino Margagliotta, ha presentato un video panoramico dedicato a numerosi castelli siciliani, frutto di attività didattiche e di studio, testimonianza dell’interesse dell’Università di Palermo verso questo patrimonio. I due siti sono stati illustrati rispettivamente di Nicolò Siragusa (vincitore del III Premio “Salvatore Boscarino 2025”) e di Mimmo Rizzo, vicepresidente Pro Loco, che hanno saputo restituire al pubblico la complessità storica e il fascino di questi monumenti.

In tale contesto, il consigliere nazionale e vicepresidente regionale Giuseppe Brunetti Baldi ha richiamato il ruolo delle antiche famiglie nobiliari legate ai tre manieri, determinanti nella loro storia sociale ed economica e nella loro funzione territoriale di presidio.
Al Castello di Caccamo si è svolto un intermezzo musicale di Giovanni Panzeca,presidente Pro Loco, con la presenza della Castellana e delle damigelle in costumi storici, che hanno reso l’atmosfera suggestiva e d’epoca.
Particolarmente apprezzata è stata anche la visita alle Terme Arabo-Normanne di Cefalà Diana, illustrate da Ferdinando Maurici, storico e archeologo medievale, che ne ha evidenziato il valore e la centralità culturale, mostrando come questo luogo rappresenti un punto d’incontro unico tra culture bizantine, islamiche e normanne.
Accanto al patrimonio castellano, l’iniziativa ha valorizzato anche altri luoghi strettamente connessi al territorio e alla memoria storica e ambientale delle comunità locali, come la Real Casina di Caccia simbolo del rapporto tra architettura borbonica e paesaggio naturale, immersa nel Bosco della Ficuzza, e il Centro Faunistico della LIPU di Ficuzza, esempio virtuoso di cura della fauna selvatica e di educazione naturalistica.
Grande interesse inoltre ha suscitato l’apertura straordinaria a Caccamo delle chiese di San Benedetto alla Badia, della SS. Annunziata, insieme alla visita del Duomo, che hanno consentito ai partecipanti di conoscere straordinarie opere d’arte e testimonianze storico-religiose. I siti sono stati sapientemente illustrati dal socio castellano e storico dell’arte Peppuccio Ingaglio, mentre la chiesa della Badia è stata presentata da Domenico Campisi, cultore di storia locale.
L’edizione siciliana delle Giornate Nazionali dei Castelli, inoltre, ha confermato una crescente attenzione verso forme di turismo culturale attente alla qualità dei contenuti e all’autenticità dei luoghi. Numerosi gli attestati di apprezzamento e significativa la presenza di turisti e residenti.
“Queste giornate dimostrano che la valorizzazione del patrimonio fortificato può diventare uno strumento concreto di crescita, consapevolezza culturale e di coinvolgimento delle comunità”, dice la presidente Caffo che sottolinea come “l’interesse di tanti simpatizzanti e le nuove adesioni all’associazione rappresentino un segnale importante per il futuro delle attività dell’Istituto”. “Le architetture fortificate – prosegue – non possono essere considerate isolate dal contesto umano e ambientale che le circonda. Da qui l’ampliamento del percorso culturale con la visita alle Terme di Cefalà, alla Casina di Caccia immersa nel Parco di Ficuzza e alle chiese di Caccamo che hanno contribuito a rendere l’esperienza ancora più intensa e coinvolgente”.
L’esperienza culturale ha prodotto anche un rafforzamento delle relazioni istituzionali e associative già avviate sul territorio, in particolare con il Consorzio dei Castelli di Sicilia, partner dell’Istituto nell’ambito della convenzione dedicata allo studio e alla valorizzazione del patrimonio fortificato regionale. “Le Giornate Nazionali dei Castelli confermano che il patrimonio fortificato non è una cornice del passato, ma una responsabilità pubblica del presente. La collaborazione con la Sezione Sicilia è preziosa perché unisce competenza scientifica e capacità di costruire futuro attorno ai nostri castelli” aggiunge Mario Cicero, sindaco di Castelbuono e presidente del Consorzio Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia.
Allo stesso tempo, l’iniziativa ha favorito l’avvio di nuove collaborazioni con i comuni di Cefalà Diana e Caccamo, e con la Pro Loco di Caccamo guidata da Giovanni Panzeca aprendo ulteriori prospettive per prossime attività scientifiche, divulgative e di promozione culturale condivisa.
Le Giornate, lo ricordiamo, hanno beneficiato del patrocinio della Regione Siciliana – Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e del coinvolgimento del Parco Archeologico di Himera, Solunto e Monte Iato, oltre alla collaborazione dei Comuni di Cefalà Diana, Caccamo e Campofelice di Roccella e delle associazioni culturali locali, tra cui Roccamaris e la Pro Loco di Caccamo, che hanno contribuito all’accoglienza e all’organizzazione delle attività.







