A seguito del più recente dibattito che ha riguardato i poteri precedentemente esercitati dalle Province “polverizzate” dalla riforma Delrio n.56/2014 e la possibile istituzione di nuove Province a cominciare da quella di Cefalù, intervengo perché ritengo doveroso ricordare quanto è avvenuto tra gli anni ‘80 e ‘90, quando, ad iniziativa di decine di Sindaci e migliaia di cittadini, ha operato il Comitato, da me presieduto, per l’istituzione della Provincia delle Madonie, dei Nebrodi e del Termitano, ben noto a chi ha un’età matura o più avanzata.
Tale importante vicenda, che ha riguardato la storia più recente, va certamente ricordata considerato che la proposta di istituire la Provincia di Cefalù è arrivata al voto finale del Parlamento dell’Assemblea Regionale Siciliana insieme alla proposta di realizzare la Provincia di Caltagirone ad iniziativa del Governo della Regione e dell’Assessore Regionale agli Enti Locali poi eletto Senatore, l’ottimo Francesco Parisi, già Sindaco della Città di Caltagirone.
Più recentemente è stata evidenziata ed esaltata un’idea del 1952 per l’istituzione della Provincia di Cefalù e ciò rappresenta un elemento certamente positivo, ma non esaustivo rispetto ad un progetto politico ed istituzionale elaborato da un centinaio di Sindaci, dai Partiti e dalla cittadinanza dei relativi territori.
L’Unione Province Siciliane organizzò un vero e proprio agguato all’ARS ed essa stessa ne pagò le conseguenze politiche con il successivo dissolvimento del potere istituzionale attribuito alle Province che attualmente, a seguito della riforma Delrio dell’anno 2014, non svolgono più significativi ruoli.
La prova dei conseguenti danni è sotto gli occhi di tutti, con la perdita di gran parte dei poteri autonomi di cui disponevano le Province, a norma dell’art.114 della Costituzione, che è stato conseguentemente violato dal Parlamento nazionale, con la conseguente mancata gestione della viabilità, dei trasporti, edilizia scolastica, ambiente, tutela e valorizzazione delle risorse idriche, energetiche e pianificazione territoriale di coordinamento, non più assicurati alla cittadinanza.
Questa è storia che va studiata, approfondita e ricordata per proporsi le nuove generazioni ad un futuro di speranza e di sviluppo che auspichiamo, unitamente al ripristino dei principi di cui all’art.114 della Costituzione e della conseguente riattribuzione dei relativi poteri alle Province.
Luciano Luciani








