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Guinness World Record della pizza

Sant’Antonio Abate entra nella storia: battuto il Guinness World Record della pizza. 4 tonnellate d’impasto, 12.000 pizze realizzate, un messaggio di solidarietà che fa il giro del mondo.Sotto l’occhio vigile del giudice ufficiale Lorenzo Veltri, 28 nazioni unite dal forno a legna. Protagonisti anche il bagherese Marcello Spingola, che da sempre con la sua pizza donata in beneficenza all interno della sua comunità, regala sorrisi e ne riceve, di ancora più belli. Il Montemaggiorese Alessandro Calanni di 120 Street Cerda, a loro dire, un esperienza che porteranno sempre nel cuore, tanta fatica, ma molta gioia, oltre a conquistare personalmente la medaglia del Guinness , per ogni partecipante ci sara’ un autentico certificato.

Non è stata una gara. È stata una sinfonia di mani infarinate, di pale che danzano e di forni a legna che non hanno smesso di respirare per 12 ore filate. Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, è ufficialmente entrata nel Guinness World Record. Il verdetto è arrivato, chiaro e brillante, dalla voce del giudice internazionale Lorenzo Veltri: record battuto, e battuto con l’anima.

Quattro tonnellate di futuro.
Sul banco, 4.000 chili di impasto. Un Everest di farina, acqua, lievito e sale che sotto le mani di maestri pizzaioli arrivati da 28 nazioni diverse ha preso forma, una pizza dopo l’altra. Dalla stesura al condimento, dalla cottura rigorosamente a legna fino alla pesatura certificata: ogni passaggio sotto protocollo Guinness, ogni margherita controllata al grammo. Il risultato? Oltre 12.000 pizze sfornate in 12 ore. Un numero che fa tremare i polsi, ma che racconta soprattutto metodo, maestria e cuore.

Qui la Regina è stata lei, la pizza Margherita. La più cliccata, la più amata, la più prodotta al mondo. E qui è diventata simbolo. Perché il record non nasceva per sfidarsi, ma per unire. L’ evento, promosso dall’Associazione GPN – Gruppo Pizzaioli Napoletani – con il supporto del fondo ADV e’ ufficializzato dal giudice Veltri, aveva, un obiettivo che andava oltre i numeri: trasformare l’eccellenza in inclusione.

Dalla pala alla solidarietà ,
nessuna pizza è andata sprecata. Mentre i forni lavoravano senza sosta, una macchina organizzativa parallela faceva partire le squisite pizze ,verso la loro vera destinazione: centri ricreativi, case di riposo, mense per i più bisognosi, realtà disagiate del territorio. Un circuito di beneficenza che ha trasformato 4 tonnellate di impasto in migliaia di sorrisi. E per chi ha potuto assistere dal vivo, anche in un momento di degustazione popolare, con il profumo della legna che ha invaso Sant’Antonio Abate per un giorno intero.

I volti del record
In questa Babele di lingue e di gesti identici – stendere, condire, infornare – l’Italia ha brillato anche con le sue storie locali. Applausi per il bagherese Marcello Spingola di “Ape Pizza Catering”, che ha portato in Campania l’energia e la precisione della scuola siciliana. E standing ovation per il Montemaggiorese Alessandro Calanni, istruttore pizzaiolo di “120 Street_ a Cerda.” La sua tecnica, la sua calma davanti a quintali di impasto e il suo sorriso, sono diventati una delle immagini più forti della giornata.

“Non stavamo battendo solo un record di quantità”, racconta uno degli organizzatori GPN. “Stavamo dimostrando che la pizza è linguaggio universale. Che 28 nazioni possono lavorare fianco a fianco senza parlare la stessa lingua, ma capendosi su una cosa: rispetto per il mestiere, per la tradizione, per chi mangerà quella pizza”.

Più di un primato.Il giudice Lorenzo Veltri, non ha avuto dubbi nel convalidare: procedure rispettate, pesi certificati, cottura a legna documentata, tempistiche impeccabili. Ma il dato che resta, più del numero, è il messaggio. Hanno dato lavoro, visibilità all’arte bianca, e soprattutto hanno sfamato.

Sant’Antonio Abate oggi non ha solo un certificato Guinness appeso al muro. Ha la prova che l’eccellenza, quando si sporca le mani, diventa solidarietà. E che una margherita, se fatta col cuore, può davvero girare il mondo.Un plauso va a tutti i maestri pizzaioli coinvolti, ma permetteteci una menzione speciale per i ragazzi che hanno portato alto il nome della Sicilia: Marcello Spingola e Alessandro Calanni. Perché i record si battono con i numeri, ma si ricordano con le persone.L’ associazione GPN, desidera ringraziare , tutti i pizzaioli che hanno contribuito a questa impresa ,un vero e proprio lavoro di squadra.
Con il supporto di : 50 top pizza scatti di gusto… Con il patrocinio, del comune di Sant Antonio Abate , città Metropolitana di Napoli.

Giuseppe Mesi

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