Il patrimonio documentario del cineasta palermitano, emigrato negli Stati Uniti nel 1905 a quindici anni, torna nella sua città d’origine grazie alla donazione della famiglia
L’Archivio Siciliano del Cinema, cineteca tutelata dal Ministero della Cultura, acquisisce il fondo archivistico di Sol Polito (Salvatore Polito, Palermo 1892 – Los Angeles 1960), uno dei più importanti direttori della fotografia della Hollywood classica, riportando idealmente nella sua città natale la memoria di un protagonista del cinema internazionale del Novecento.
La donazione è stata formalizzata nella primavera scorsa attraverso uno scambio epistolare tra l’Archivio Siciliano del Cinema e la famiglia Polito, seguito dall’invio e dalla ricezione dei materiali. A donare il fondo è stato Greg Polito, figlio di Emmanuel Eugene “Gene” Polito, figlio di Sol Polito, che ha affidato ad Antonio La Torre Giordano, direttore all’istituzione palermitana, un patrimonio documentario di grande valore storico.
Emigrato negli Stati Uniti a quindici anni, Sol Polito costruì una prestigiosa carriera negli studios americani, lavorando per Warner Bros., Paramount e Columbia e collaborando con alcuni dei maggiori registi e interpreti dell’epoca. Tra i film da lui fotografati figurano Quarantaduesima strada (1933) di Lloyd Bacon, La foresta pietrificata (1936) con Bette Davis, Il conte di Essex (1939) con Errol Flynn, che gli valse una candidatura all’Oscar, Il sergente York (1941) di Howard Hawks, sua seconda candidatura, e Arsenico e vecchi merletti (1944) di Frank Capra.
Il fondo comprende fotografie di scena e di set, immagini familiari, ritratti con celebri protagonisti del cinema americano con dediche personali a Polito, manifesti, documenti e materiali miscellanei che ricostruiscono la vita professionale e privata del cineasta.
La scelta del nipote Greg Polito di destinare il fondo all’Archivio Siciliano del Cinema nasce dal legame con Palermo, città d’origine del direttore della fotografia, e dalla volontà di integrare la documentazione americana con le testimonianze relative alle sue radici siciliane. L’Archivio ha infatti arricchito il fondo con i cineromanzi e cineracconti italiani d’epoca relativi ai film fotografati da Polito, componendo un complesso documentario più ampio.
Nell’ambito di Archeologia del Cinema 2026, azione giunta alla sesta edizione e promossa dal MIC-Ministero della Cultura, l’acquisizione apre nuove prospettive di studio su una figura ancora poco conosciuta in Italia, ma fondamentale nella storia della fotografia cinematografica hollywoodiana. Il fondo sarà sottoposto a inventariazione, ricerca e valorizzazione, con l’obiettivo di restituire alla comunità scientifica e al pubblico la vicenda umana e artistica di un siciliano che contribuì a costruire il mito visivo della Hollywood del Novecento.












