Dai teatri antichi alle aree archeologiche, dai castelli alle cave monumentali: dal 16 luglio al 5 settembre torna Teatri di Pietra in Sicilia, la rete di spettacolo dal vivo che trasforma alcuni dei luoghi più suggestivi dell’Isola in spazi di incontro tra teatro, memoria e paesaggio. Un grande progetto culturale diffuso che coinvolgerà oltre 15 comuni siciliani, attraversando tutte le province della Sicilia con più di 80 appuntamenti tra teatro, musica, danza e performance contemporanee ospitati in oltre 20 siti di straordinario valore storico, archeologico e monumentale.
Ad inaugurare il percorso sarà il Teatro Antico di Akrai a Palazzolo Acreide, dove il 16 luglio andrà in scena “Essere o non essere Shakespeare”, omaggio brillante e appassionato al genio del Bardo firmato da Salvatore Ferlita e Sergio Vespertino. Attraverso racconti, personaggi e celebri passaggi delle sue opere, lo spettacolo restituisce tutta l’attualità e la forza del teatro shakespeariano. Il 21 luglio sarà la volta di “Agammenoman – Il ritorno del re”, originale incursione nel mito degli Atridi che rilegge la figura di Agamennone con uno sguardo contemporaneo, tra ironia, tragedia e riflessione sul potere. Il 24 luglio “Del labirinto e altre storie” accompagnerà il pubblico in un percorso di teatro-danza che attraversa il mito come spazio simbolico di smarrimento, ricerca e trasformazione.
All’Antiquarium Case d’Alia di San Cipirello, immerso nel paesaggio archeologico di Monte Iato, il programma prenderà il via il 18 luglio con “Le lacrime delle donne – La guerra è finita”, intenso racconto corale che restituisce voce alle donne travolte dai conflitti e alle conseguenze che la guerra continua a lasciare nelle vite di chi resta. Il 23 lugliospazio a “Gelone”, spettacolo dedicato a una delle figure più influenti della Sicilia greca, tra vicende storiche, ambizione politica e costruzione dell’identità di un territorio. Il 30 luglio arriverà “Agammenoman – Il ritorno del re”, mentre il 4 agosto sarà la volta di “Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato”, una rilettura poetica e visionaria del capolavoro di Collodi che trasforma il celebre burattino in simbolo di crescita, metamorfosi e legame con la natura.
Nell’Area archeologica e Antiquarium di Solunto, affacciata sul golfo di Palermo, il 19 luglio il pubblico incontrerà “Le lacrime delle donne – La guerra è finita”, drammaturgia che riflette sul dolore e sulla capacità di resistere alle devastazioni della storia. Il 24 luglio farà tappa “Agammenoman – Il ritorno del re”, seguito il 26 luglio da “Gelone”, che riporta sulla scena una pagina fondamentale della storia siciliana. Il 29 luglio Sergio Vespertino condurrà gli spettatori nell’universo di “Essere o non essere Shakespeare”, mentre il 6 agosto il mito tornerà protagonista con “Il pomo della discordia”, spettacolo che rilegge con ironia e sensibilità contemporanea l’episodio da cui ebbe origine la guerra di Troia.
L’Anfiteatro Comunale al Boschetto di Marineo ospiterà il 22 luglio “Odisseo Superstar – L’eroe di cui nessuno ha bisogno”, rilettura irriverente e contemporanea del più celebre viaggiatore della letteratura occidentale, che mette in discussione il concetto stesso di eroismo. Il 3 agosto arriverà “Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato”, mentre l’11 agosto sarà protagonista “Riccardo III. Il potere a pezzi”, una versione agile, corrosiva e sorprendentemente attuale del capolavoro shakespeariano che indaga i meccanismi della manipolazione e della conquista del potere.
Tra le colonne del Tempio della Vittoria di Himera, il 23 luglio debutterà “Menecmi”, la celebre commedia degli equivoci di Plauto che continua a divertire il pubblico grazie a una trama costruita su scambi d’identità e situazioni paradossali. Il 30 luglio sarà protagonista “Andromeda e Perseo”, racconto teatrale che restituisce tutta la forza poetica di uno dei miti più celebri dell’antichità, tra amore, coraggio e destino. Il 31 luglio spazio a “Gelone”, mentre il 5 agosto tornerà Sergio Vespertino con “Essere o non essere Shakespeare”. Il 7 agosto la musica incontrerà il racconto con “Beatles Jazz Tribute”, raffinato omaggio alle canzoni dei Fab Four attraverso sonorità jazz e narrazione scenica. Il 10 agosto chiuderà il programma “Medea”, tragedia senza tempo che continua a interrogare il pubblico sui temi dell’esclusione, della passione e della vendetta.
Il villaggio preistorico di Ustica (Pa) ospiterà quattro date: il 25 luglio inaugura con “Un cuore semplice di nome Nedda” – tratto dalla novella “Nedda” di Giovanni Verga, con la regia di Chiaraluce Fiorito e le musiche di Paolo Toti, una denuncia sulla natura del lavoro precario e l’incolumità e la sicurezza sul lavoro. Gli spettacoli ad Ustica proseguono il 29 luglio con “Il respiro del mito e del mare” con Miriam Palma e Nino Giannotta. Poi, il 17 e il 26 agosto “Essere o non essere Shakespeare” con Sergio Vespertino.
Affacciata sul Mediterraneo, l’Area Archeologica di Eraclea Minoa accoglierà il 26 luglio “Del labirinto e altre storie”, esperienza scenica che unisce danza, gesto e narrazione per esplorare il tema della ricerca di sé. Il 2 agostoarriverà “Le lacrime delle donne – La guerra è finita”, seguito il 6 agosto da “Donne di guerra – Le Troiane”, intensa rilettura dell’opera euripidea che restituisce dignità e centralità alle vittime dimenticate dei conflitti. Il 8 agosto sarà la volta di “Beatles Jazz Tribute”, mentre il 12 agosto il pubblico potrà assistere a “Medea”. Il 20 agosto spazio a “Nuvole”, straordinaria satira di Aristofane che mette alla berlina mode culturali, potere e false verità. A concludere il percorso, il 27 agosto, sarà “Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato”.
Nel maestoso scenario del Tempio di Hera di Selinunte, il 27 luglio andrà in scena “Del labirinto e altre storie”, spettacolo che intreccia linguaggio del corpo e immaginario mitologico. Il 6 agosto la scena sarà affidata a “Beatles Jazz Tribute”, mentre il 7 agosto arriverà “Donne di guerra – Le Troiane”, potente testimonianza teatrale contro ogni conflitto. Il 13 agosto spazio a “Medea”, una delle figure più complesse e controverse del teatro antico, mentre il 19 agosto “Essere o non essere Shakespeare” chiuderà il programma con un viaggio tra parole, personaggi e intuizioni del più celebre drammaturgo della storia.
Le suggestive Rovine della Chiesa Madre di Montevago, simbolo della memoria del Belice e della capacità di rinascita di un territorio, accoglieranno il 28 luglio “Agammenoman – Il ritorno del re”, rilettura contemporanea del mito di Agamennone che intreccia tragedia classica, ironia e riflessione sul potere. Il 6 agosto andrà in scena “Le lacrime delle donne – La guerra è finita”, intenso racconto corale dedicato alle ferite lasciate dai conflitti e alle vite che continuano a portarne il peso. Il 19 agosto sarà la volta di “Nuvole”, celebre commedia di Aristofane che, tra satira e comicità, riflette sui meccanismi del sapere e sulle contraddizioni della società. Il 22 agosto spazio a “Pulcinella e l’Imperatore”, spettacolo che mette in dialogo la tradizione della commedia dell’arte con il mondo dell’antica Roma attraverso teatro, danza e musica. A chiudere il programma, il 25 agosto, sarà “Essere o non essere Shakespeare”, omaggio brillante e coinvolgente all’universo del Bardo.
Alle Terme Arabe di Cefalà Diana, raro esempio di architettura medievale islamica in Sicilia, il 31 luglio andrà in scena “Andromeda e Perseo”, racconto teatrale che ripercorre uno dei miti più affascinanti della tradizione greca, dove amore, coraggio e destino si intrecciano in una storia senza tempo. Il 4 agosto sarà la volta di “Donne di guerra – Le Troiane”, rilettura intensa del capolavoro di Euripide che restituisce voce alle donne costrette a sopravvivere alle devastazioni della guerra. Il 10 agosto chiuderà il programma “Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato”, poetica riscrittura del celebre personaggio di Collodi che diventa metafora di trasformazione, crescita e ricerca della propria identità.
Nell’antica Halaesa Arconidea di Tusa, affacciata sul Tirreno, il 5 agosto andrà in scena “Donne di guerra – Le Troiane”, dramma che restituisce tutta l’umanità e il dolore delle donne sconfitte dalla guerra. Il 9 agosto sarà protagonista “Medea”, opera che continua a interrogare il presente attraverso il racconto di una donna sospesa tra amore, esclusione e desiderio di giustizia. Il 16 agosto arriverà “Essere o non essere Shakespeare”, mentre il 18 agosto sarà la volta di “Nuvole”, irresistibile satira del pensiero e delle convenzioni sociali. Il 21 agosto, nell’ambito del progetto Uno, Nessuno, Centomila invisibili, il percorso si completerà con “Per visibilia ad invisibilia”, creazione di teatro-danza che esplora il rapporto tra ciò che si manifesta e ciò che resta nascosto, trasformando il movimento in strumento di indagine poetica.
Alla Cattedrale di Triokala di Caltabellotta, sospesa tra storia, paesaggio e memoria, il 13 agosto andrà in scena “Riccardo III. Il potere a pezzi”, originale rilettura del dramma shakespeariano che restituisce tutta la ferocia e l’ambiguità della corsa al potere. Il 21 agosto arriverà “Essere o non essere Shakespeare”, viaggio teatrale tra aneddoti, personaggi e capolavori del drammaturgo inglese, seguito il 23 agosto da “Pulcinella e l’Imperatore”, incontro sorprendente tra cultura popolare, teatro fisico e racconto storico. Il 26 agosto il cartellone si concluderà con “Odisseo Superstar – L’eroe di cui nessuno ha bisogno”, spettacolo che rilegge il viaggio di Ulisse attraverso uno sguardo ironico, contemporaneo e profondamente umano.
Il viaggio si concluderà infine alle Cave di Cusa, luogo simbolo della civiltà greca e della costruzione dei templi di Selinunte. Il 3 settembre andrà in scena “Andromeda e Perseo”, racconto che restituisce tutta la forza evocativa di uno dei più celebri miti dell’antichità. Il 4 settembre sarà la volta di “Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato”, poetica riflessione sulla crescita e sul rapporto tra uomo e natura. A chiudere l’edizione 2026 di Teatri di Pietra, il 5 settembre, sarà “Eurydice”, intensa riscrittura contemporanea del mito di Orfeo ed Euridice che, attraverso musica, parola e movimento, riflette sulla memoria, sull’assenza e sulla possibilità di ritrovare ciò che sembra irrimediabilmente perduto.
«Teatri di Pietra in Sicilia significa restituire voce ai luoghi della storia attraverso il linguaggio contemporaneo dello spettacolo dal vivo. Ogni sito non è un semplice contenitore, ma parte integrante della drammaturgia: il paesaggio entra nella scena, il pubblico attraversa i luoghi in modo nuovo e il teatro torna ad avere una funzione collettiva, rituale e profondamente umana. Da Agrigento a Trapani, da Palermo a Siracusa, passando per Enna, Messina e Caltanissetta, Teatri di Pietra Sicilia 2026 costruisce ancora una volta una geografia culturale che attraversa l’Isola e mette in relazione luoghi, comunità e visioni artistiche differenti. È un progetto che sceglie di abitare gli spazi della memoria non come semplici scenari, ma come organismi vivi, capaci di accogliere nuove narrazioni e nuove forme di ascolto. Tra rovine, templi, cave, castelli e paesaggi sospesi nel tempo, il teatro torna così a essere esperienza condivisa, rito contemporaneo e possibilità di immaginare il presente attraverso la forza senza tempo del mito». – Aurelio Gatti, direttore artistico.









