HomeTerritorioCastelbuono, successo per "LEGÀMI": moda, arte e identità

Castelbuono, successo per “LEGÀMI”: moda, arte e identità

Piazza Margherita gremita per “LEGÀMI – Trame sotto le stelle. L’iniziativa promossa dall’Associazione culturale Trameventi, ha trasformato il centro storico  in un palcoscenico dedicato all’incontro tra moda, arte, musica e parole richiamando un  numeroso pubblico. L’evento ha costruito un dialogo continuo tra passato e presente, mettendo in relazione la  creatività contemporanea con il patrimonio storico e culturale delle Madonie. Moda, arte,  artigianato, musica, enogastronomia e racconti

della tradizione si sono intrecciati in un  percorso esperienziale che ha restituito al pubblico l’immagine di un territorio dinamico,  capace di innovare senza perdere la propria identità. Ogni iniziativa, ogni performance e  ogni installazione hanno contribuito a rafforzare l’idea che i legami non siano soltanto eredità  da custodire, ma anche relazioni da costruire e valorizzare, strumenti attraverso cui una  comunità può riconoscersi e proiettarsi verso il futuro.

 A scandire il ritmo della serata sono stati raffinati intermezzi di straordinaria intensità  artistica, le note di 3 giovani musicisti con flauti e piano, la musica del sassofonista Daniele Patti, la voce intensa di Valeria Milazzo e le  suggestioni sound di Filippo Scelfo si sono intrecciate alle installazioni visive del video  artist Leonardo Bruno.  Un dialogo armonioso tra suono e immagine che ha avvolto il  pubblico in un’esperienza sensoriale immersiva, capace di coinvolgere ed emozionare.  In questa prospettiva, il tema dei “legàmi” ha assunto anche una forte valenza sociale e  culturale, evidenziando il ruolo della collaborazione tra istituzioni, associazioni, artisti,  artigiani e cittadini. Una rete di competenze, sensibilità ed esperienze che ha trasformato la  manifestazione in un laboratorio di partecipazione e condivisione, dove la valorizzazione del  territorio madonita è diventata il risultato di un lavoro corale. Il messaggio emerso è quello di  una comunità che trova nella cooperazione, nella memoria e nella creatività gli strumenti per  raccontare la propria identità e costruire nuove opportunità di crescita culturale e turistica.  Protagonista della serata è stata la collezione

“Agorà” della stilista Giusi Cusimano,  accompagnata dagli hair looks realizzati da Sergio Castiglia di Grant Hairdresser. Le  creazioni hanno raccontato, attraverso la moda, alcune delle eccellenze e dei simboli di  Castelbuono, trasformando la passerella in un itinerario culturale dedicato al patrimonio  materiale e immateriale della comunità. Intervallata dai monologhi di Adriana Tedeschi e Matilde La Placa, Agorà rappresenta una  collezione permanente che racconta Castelbuono attraverso la moda. Non è stata una semplice sfilata, ma un percorso narrativo costruito attraverso le creazioni  che hanno trasformano la moda in linguaggio culturale. La collezione, infatti, come racconta  la stilista Giusi Cusimano, nasce come un racconto dedicato a Castelbuono, alle sue  eccellenze e ai suoi simboli identitari. Ogni abito interpreta un luogo, una tradizione o una  figura che ha contribuito a costruire l’immagine del paese nel tempo.

 Tra le creazioni più evocative, l’abito Dolce cuore di rose ha reso omaggio alla tradizione  dolciaria castelbuonese ispirandosi al celebre panettone che ha reso noto il paese nel  mondo, richiamando nelle forme la morbidezza del dolce, custodendo al suo interno un  cuore di rose rosse, esplicito richiamo alla Festa delle Rose e a un patrimonio fatto di sapori,  memoria e artigianato. Con Il traguardo del tempo, la moda ha celebrato il centenario del Giro Podistico  Internazionale di Castelbuono. La silhouette ha ripreso la medaglia commemorativa della  manifestazione, mentre la spalla richiamava la

Corona di Sant’Anna, patrona di  Castelbuono. Sul corpetto, un raffinato traforo ha riprodotto il percorso della gara,  attraversato da una scia dorata che simboleggia la determinazione degli atleti e il valore del  tempo condiviso.  L’energia delll’ Ypsigrock Festival ha preso forma in Ribelle armonia, un abito che ha  interpretato lo spirito anticonvenzionale della manifestazione attraverso stratificazioni,  materiali recuperati, richiami all’estetica punk e dettagli in pizzo e tulle, in un equilibrio tra  forza e leggerezza, capace di raccontare la vocazione internazionale del festival e la sua  costante ricerca artistica.

 Con L’eleganza del Barocco, l’ispirazione è arrivata dal Museo Civico di Castelbuono e dal  patrimonio artistico custodito nel Castello dei Ventimiglia. Il corpetto strutturato e la gonna in  seta sono stati arricchiti da elementi floreali che richiamano gli stucchi di Giacomo Serpotta,  mentre i toni del celeste hanno evocato il senso di leggerezza e di armonia tipico dell’arte  barocca siciliana.

 Il rapporto con la natura ha trovato espressione ne L’albero della luce, dedicato alla  manna, prodotto simbolo del territorio, dove la silhouette simboleggiava il frassino, rouches,  plissettature e tessuti nelle tonalità del verde e del marrone hanno evocato la corteccia  dell’albero. Il tutto è stato impreziosito da una sciarpa in mussole bianche che ricorda i  cannoli di manna, mentre fili di paillettes hanno suggerito la luce della rugiada tra i rami.  Accanto alle creazioni dedicate alle eccellenze locali ha trovato spazio Abito Manifesto  Sono, nato dal concept di Stefania Cordone e realizzato insieme a Francesco Norata e  Stefano Minutella che hanno curatola tecnicadella cianotipiasul mantellodi organza, un’opera che riflette sul diritto di esprimersi, partecipare e abitare lo  spazio pubblico dove il corpo è diventato così veicolo di cittadinanza, inclusione e libertà,  trasformando la passerella in un luogo di riflessione civile.

 Il dialogo tra moda e gastronomia continua con Il gusto che veste, un omaggio allo chef  Giuseppe Polito, Ispirato alla scenografia di una fontana di cioccolato, l’abito ha intrecciato  elementi che richiamano l’uncinetto, l’oro, il miele e l’olio, trasformando la cucina in racconto  visivo e celebrando insieme creatività, artigianato e identità territoriale. Ha chiuso il percorso narrativo Corpo in opera, la creazione più performativa della  collezione. L’abito, realizzato da Giusi Cusimano in un tessuto effetto seconda pelle, è stato  completato dal vivo dall’artista e tatuatore Francesco Baio, che è intervenuto direttamente  sulla superficie con la pittura. La performance ha messo in dialogo corpo, segno e moda,  dando vita a un’opera in continua trasformazione nella quale la creazione sartoriale e il gesto  artistico sono diventati un’unica esperienza espressiva.

 Attraverso la collezione Agorà, la moda ha superato il proprio ruolo tradizionale di  espressione estetica per diventare un autentico strumento di narrazione del territorio. Ogni  capo si è trasformato in un racconto che ha intrecciato passato e presente, traducendo in  forme, colori, tessuti e dettagli l’anima di Castelbuono. I simboli della comunità, le tradizioni tramandate di generazione in generazione, il patrimonio  artistico e architettonico, le eccellenze gastronomiche e la memoria collettiva sono diventati,  così, elementi di un linguaggio creativo contemporaneo, capace di dialogare con un pubblico  ampio e internazionale.  La collezione non si è limitata a reinterpretare il patrimonio locale, ma lo ha valorizzato,  restituendogli nuova vitalità attraverso il design e la ricerca stilistica.

 In questo modo, la moda diventa un ponte tra identità e innovazione, contribuendo a  rafforzare il senso di appartenenza della comunità e, al tempo stesso, a promuovere  Castelbuono come luogo ricco di cultura, storia e creatività. Agorà dimostra come un  progetto di moda possa assumere una funzione culturale e sociale, raccontando un territorio  nella sua complessità e trasformando ogni creazione in un ambasciatore della sua identità,  ben oltre la semplice dimensione estetica.

 Marika Lima

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