In queste settimane si fa un gran parlare di elezioni, alleanze e strategie. Tutti pronti a suonare la carica, ma la verità è che il dibattito rischia di rimanere fermo al palo se si perde di vista la realtà quotidiana. Cefalù è casa nostra, non un semplice campo di battaglia elettorale.Nelle scorse notti siamo voluti andare di persona, a vedere con i nostri occhi cosa succede all’uscita dei locali e delle discoteche. Quello che abbiamo visto ci ha lasciato addosso profonda tristezza e preoccupazione: ragazzini giovanissimi, palesemente minorenni, alterati dall’alcol venduto senza scrupoli, in mezzo a tensioni e risse sfiorate. Divertirsi è un diritto, ma questo è un pericolo costante per i nostri figli e un danno per i residenti.
Ma non è l’unica emergenza silenziosa che logora la nostra comunità. Cefalù sta vivendo una drammatica crisi abitativa che sta spingendo troppe famiglie ad emigrare nei paesi limitrofi. Il caro affitti e i costi insostenibili degli immobili stanno di fatto espellendo i cefaludesi dalla propria città. Non possiamo accettare che chi è nato e cresciuto qui sia costretto ad andarsene perché non può permettersi un tetto. Serve una risposta concreta per le tante famiglie che oggi sono escluse dal mercato immobiliare. Crediamo sia indispensabile una decisa svolta nelle politiche sociali, che porti al ritorno e al potenziamento delle case popolari come strumento fondamentale per garantire il diritto all’abitare.Su questi temi cruciali, e sul futuro della città, noi vogliamo parlare chiaro a tutti:
All’opposizione: scaldare i motori non basta se la macchina e l’approccio restano quelli di sempre. Essere semplicemente “contro” chi governa non è un programma elettorale. Le critiche sterili e i silenzi su temi caldi come la sicurezza, l’emergenza abitativa e il disagio giovanile non servono a Cefalù. Serve una reale proposta alternativa, che finora non abbiamo visto.Alla maggioranza: riconosciamo l’impegno e la complessa gestione amministrativa di questi anni. Ma oggi l’ordinario non basta più: serve fermezza. Chiediamo subito, insieme alle Forze dell’Ordine, tolleranza zero sulla vendita di alcol ai minori, uscite scaglionate dai locali e pugno di ferro sugli orari per chi non garantisce la sicurezza. Proteggere i nostri ragazzi è un dovere morale. Parallelamente, servono azioni immediate per calmierare i costi delle abitazioni e avviare veri progetti di edilizia residenziale pubblica.Così come serve una marcia in più sul turismo: guardiamo con sana invidia a modelli come Taormina, capace di attrarre grandi eventi internazionali. Cefalù ha lo stesso potenziale, ma va gestito con una visione manageriale e culturale d’alto livello che finora è mancata.Il nostro gruppo rappresenta una comunità solida, unita e forte di un consenso reale. Sentiamo la responsabilità verso i cittadini ed è per questo che non firmeremo cambiali in bianco a nessuno. Non faremo numero tanto per riempire le liste.Siamo pronti a dialogare solo con chi dimostrerà di avere il coraggio di difendere i nostri giovani, affrontare l’emergenza casa e avere la lungimiranza per far fare a Cefalù il salto di qualità che merita. Chi ha idee concrete, progetti e amore vero per questa città, si faccia avanti.
Giuseppe Barranco








