Un viaggio nel Mediterraneo dell’VIII secolo a.C., tra rotte fenicie, città portuali, approdi e tempeste interiori. È questo il cuore di Gezabele e il mare, il nuovo romanzo della scrittrice palermitana Alessandra Giaccone, pubblicato da Antipodes con prefazione del prof. Pietro Giammellaro, docente e studioso esperto di storia e religioni del mondo antico.
Ambientato tra Biblo, le coste del Libano e la Sicilia fenicia, il libro restituisce voce e immaginazione a una civiltà spesso rimasta ai margini della narrativa storica. Attraverso la storia della giovane Gezabele e dei personaggi che la accompagnano nel viaggio, Alessandra Giaccone intreccia riflessioni antropologiche, memoria storica e ricerca narrativa, dando vita a un romanzo che parla di identità, incontro tra culture e rapporto con il mare.
“La maggior parte delle persone studia i Fenici in quarta elementare e basta – afferma l’autrice –. Con questo libro vorrei rinnovare l’interesse verso un popolo di esperti artigiani e navigatori”. Il romanzo nasce infatti dal desiderio di riportare al centro una civiltà che ha lasciato tracce fondamentali nella storia del Mediterraneo, ma della quale restano poche testimonianze scritte.
Come evidenzia Pietro Giammellaro nella prefazione, la civiltà fenicia ha trovato finora poco spazio nel romanzo storico moderno. Se Cartagine è stata protagonista di opere celebri come Salammbô di Gustave Flaubert o Cartagine in fiamme di Emilio Salgari, il mondo fenicio resta ancora oggi relativamente inesplorato dalla narrativa contemporanea. Proprio queste lacune documentarie hanno offerto all’autrice uno spazio creativo capace di rendere la narrazione viva e immersiva.
In una Biblo multietnica e operosa, stanca della guerra e dedita al commercio, i protagonisti — tra cui Melcart e Adama — cercano di lasciarsi alle spalle un passato difficile per costruire una nuova esistenza. Il mare emerge così come il vero protagonista del romanzo: il “mare di mezzo”, simbolo insieme di precarietà e speranza, specchio di una condizione umana che, ieri come oggi, spinge popoli e individui alla ricerca di pace e libertà.
Nel corso della narrazione affiorano temi profondamente contemporanei: il viaggio come esperienza di trasformazione, il dialogo tra culture, il pregiudizio, la guerra e l’accoglienza. Il Mediterraneo diventa così luogo di incontro e possibilità, ma anche spazio fragile attraversato da paure, migrazioni e desiderio di rinascita.
Particolare attenzione è dedicata anche alla dimensione musicale del testo. Ogni capitolo è accompagnato da un brano suggerito dall’autrice, creando una vera e propria “colonna sonora” del romanzo. La musica, come la scrittura, si trasforma in linguaggio evocativo e spazio di immaginazione.
Accanto alla ricostruzione storica, Gezabele e il mare propone anche una riflessione attuale sul Mediterraneo come crocevia di civiltà e destino condiviso. Palermo — l’antica Zyz fondata dai Fenici — assume nel romanzo un valore simbolico: approdo, promessa e possibilità di un nuovo inizio.
Con una scrittura intensa e suggestiva, Alessandra Giaccone accompagna il lettore tra profumi di cedro e salsedine, stoffe tinte di murice, mercati, templi e rotte antiche, restituendo il fascino di un mondo sospeso tra storia e mito.
«Leggere Gezabele e il mare è come imbarcarsi in un viaggio alla scoperta della vita quotidiana nella città fenicia di Biblo, palcoscenico di una meravigliosa storia di amore, accoglienza e rispetto».
L’autrice
Alessandra Giaccone vive a Palermo. Insegnante nella scuola primaria e dell’infanzia, coniuga da anni l’attività didattica con la scrittura e una profonda ricerca in ambito antropologico, storico e musicale. Ha esordito con il saggio Le concezioni antropologico-culturali della mafia (L’Autore Firenze Libri, 1998). È autrice dei romanzi Il Caracolí e il frassino (Bookabook, 2022) e Jeanne (Europa Edizioni, 2023). Ha inoltre curato progetti di scrittura collettiva per ragazzi, tra cui la serie Con i nostri occhi (Multiverso, 2023-2024).








