HomeAttualitàTurdo: I fallimenti dell'Amministrazione Comunale di Cefalù

Turdo: I fallimenti dell’Amministrazione Comunale di Cefalù

I fallimenti dell’Amministrazione Tumminello (1) – Come ha fatto perdere milioni di euro alla Città
il primo di alcuni approfondimenti sui finanziamenti che il nostro Comune non è riuscito a ottenere negli ultimi anni.
Dalla documentazione disponibile emerge un quadro che merita di essere portato all’attenzione dei cittadini per le diverse opportunità di finanziamento che l’amministrazione ha fatto perdere alla Città per un valore complessivo di milioni di euro.
In questo primo approfondimento mi occupo del caso dell’ex edificio Enel di Piazza Cristoforo Colombo, acquistato negli anni scorsi dal Comune.
Oggi quell’immobile viene utilizzato come punto di raccolta dei rifiuti, ospita un centro per anziani e, di fatto, anche un parcheggio riservato ai mezzi degli amministratori comunali.
È un immobile particolarmente degradato.
che l’amministrazione sino ad oggi non è riuscita a valorizzare come meriterebbe, pur avendo seguito due percorsi di candidatura a finanziamento senza averne ottenuto uno solo.
Il primo percorso risale al 2022, nell’ambito dei Piani Urbani Integrati, finanziati dalla Banca Europea per gli Investimenti.
L’intervento proposto dall’amministrazione, risultato ammissibile nella selezione della Città Metropolitana, è stato classificato al 687° posto della graduatoria e non è stato finanziato.
Dalla documentazione disponibile non risulta alcun successivo atto amministrativo per reiterare l’accesso alle risorse.
È il secondo percorso intrapreso dall’amministrazione a fare emergere una peculiarità propria del modo di amministrare della giunta Tumminello.
Il Comune ha presentato un progetto esecutivo del valore di 750 mila euro nell’ambito del PR FESR Sicilia 2021-2027 – Azione 4.3.2, finalizzato alla realizzazione di servizi sociali e socioassistenziali per gli anziani.
Sia nella graduatoria provvisoria e sia in quella definitiva il progetto ha ottenuto appena 38 punti su 100, a fronte della soglia minima di 60 punti prevista dal bando.

Ciò a significare che il progetto non è stato finanziato non per esaurimento delle risorse disponibili, ma per non avere raggiunto il livello qualitativo minimo richiesto dalla procedura di valutazione.
Un aspetto che merita particolare attenzione, soprattutto in considerazione del fatto che si trattava di un progetto esecutivo, che è la fase più avanzata della progettazione.
Se ad un progetto esecutivo vengono attribuiti soltanto 38 punti, è legittimo domandarsi quali sono state le criticità rilevate dalla commissione valutatrice e perché il Comune non è riuscito a presentare una proposta competitiva.
Sarebbe, anche, opportuno che i cittadini sapessero se l’amministrazione ha presentato osservazioni o richieste di riesame avverso la graduatoria provvisoria e quali sono state le eventuali risposte ricevute.
La trasparenza su tali aspetti non rappresenta soltanto un dovere amministrativo, ma costituisce una condizione essenziale affinché i cittadini possano valutare l’efficacia dell’azione amministrativa nella capacità di intercettare risorse fondamentali per lo sviluppo della città.

Pasqualino Turdo, Consigliere comunale

RELATED ARTICLES
Advertismentspot_img
- Advertisment -spot_img

ULTIME NOTIZIE

Advertismentspot_img
Advertisment
Advertisment