Una giornata all’insegna della natura e della scoperta del territorio che ha visto protagonisti un affiatato e ristretto gruppo di partecipanti (11 escursionisti), guidati da Miriam Cerami e Benedetto Bonomo, lungo il letto del torrente Caronia, nel Parco dei Nebrodi.
La giornata si è aperta al mattino con il ritrovo presso l’Ospedale “G. Giglio” di Cefalù e il successivo trasferimento verso i Nebrodi. Lasciate le auto, i primi passi lungo una carrareccia panoramica, tra ulivi secolari e i caratteristici muri a secco, raggiungendo lo storico Mulino Comune, struttura edificata nel 1863 e rimasta attiva fino ai primi del Novecento. Qui, in una cornice suggestiva, si è tenuta la sosta per un pranzo leggero prima di addentrarsi nel vivo dell’avventura.
Il percorso si è poi trasformato in un interessante trekking fluviale tra limpide piscine naturali – alcune delle quali attraversate a nuoto – e il suggestivo scenario dell’alveo del torrente incassato tra pareti rocciose e rigogliose fronde di lecci, variopinti oleandri e dalla tifa, pianta acquatica caratterizzata da steli lunghi e sottili.Acqua cristallina, rocce scolpite dal tempo e vegetazione rigogliosa hanno offerto la cornice perfetta per un’esperienza naturalistica vissuta nel pieno rispetto dell’ambiente. A dare un valore aggiunto all’escursione è stato l’approfondimento scientifico: grazie alla presenza del geologo e socio CAI Totò Giglio, i partecipanti hanno potuto osservare da vicino e comprendere la storia geologica del territorio, focalizzandosi sugli affioramenti rocciosi del Flysch Numidico. Questa formazione geologica, tra le più studiate e dibattute per le implicazioni sull’evoluzione del mediterraneo centrale, rappresenta i sedimenti che si sono depositati in un ambiente marino profondo a partire dall’Oligocene superiore e fino al Miocene inferiore (approssimativamente tra 25 e 15 milioni di anni fa). La risalita del torrente ha permesso di osservare nel dettaglio le varie litologie messe a nudo dall’erosione come gli imponenti banchi quarzarenitici (roccia arenitica composta quasi esclusivamente da granuli di quarzo) e le caratteristiche argilliti scure scagliettate, spesso interessati da spettacolari pieghe, testimoni quantomai eloquenti, delle immani forze tettoniche che hanno portato al sollevamento della catena montuosa siciliana.
In alcuni tratti le suggestive alternanze stratificate di argilliti e quarzareniti hanno permesso ai partecipanti di approfondire i processi di sedimentazione di questa particolare tipologia di depositi di mare profondo che prendono il nome di torbiditi.
L’itinerario si è concluso con una rinfrescante e meritata granita a Santo Stefano di Camastra, celebre paese delle ceramiche.








