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AMAP, Tutela Madonie denuncia ritardi e disservizi: «Gli utenti non possono attendere mesi»

Tempi eccessivamente lunghi nella definizione delle pratiche, autoletture che non vengono recepite, consumi stimati non corrispondenti a quelli reali, ritardi nelle domiciliazioni bancarie e nella restituzione dei depositi cauzionali, oltre a criticità negli interventi di manutenzione della rete.Sono le problematiche segnalate dall’Associazione di Promozione Sociale Tutela Madonie all’Amministratore unico di AMAP S.p.A., ing. Giovanni Sciortino, con una nota trasmessa per conoscenza anche ad ARERA e al sindaco di Palermo, nella qualità di rappresentante del socio di maggioranza della società.


L’Associazione, che assiste gratuitamente gli utenti sostenendo direttamente anche le spese necessarie alla gestione documentale delle pratiche, evidenzia come i ritardi finiscano per creare disagi ai cittadini e per riflettersi negativamente anche sull’attività dello sportello che li assiste.Tra le criticità segnalate figura la gestione delle autoletture. Tutela Madonie riferisce di trasmettere ad AMAP la fotografia del contatore accompagnata da uno scontrino fiscale per documentare la data della rilevazione. Nonostante ciò, secondo quanto rappresentato dall’Associazione, le letture non verrebbero considerate, con la conseguente applicazione di consumi stimati che possono discostarsi sensibilmente da quelli effettivi, soprattutto per magazzini, abitazioni non occupate e utenze prive di consumi.Un’altra problematica riguarda la composizione del nucleo familiare: nel trasferimento dei dati il Comune di Castellana Sicula avrebbe indicato di default un solo componente per ciascuna utenza, rendendo necessarie successive richieste di rettifica da parte dei cittadini.Particolarmente delicata è poi la questione delle domiciliazioni bancarie e dei depositi cauzionali. Secondo l’Associazione, mentre le richieste di addebito sul conto corrente rimangono in lavorazione vengono emesse nuove fatture e gli utenti sono costretti ad anticipare somme che vengono successivamente recuperate attraverso compensazioni nelle fatture successive.


Un meccanismo definito nella nota una sorta di “rimborso in natura”, che può costringere il cittadino ad attendere mesi prima di recuperare integralmente quanto anticipato.«Abbiamo posto ad AMAP una domanda molto semplice – afferma il presidente di Tutela Madonie, Vincenzo Lapunzina – : quanto tempo occorre per definire una pratica di addebito sul conto corrente e quanto bisogna attendere per ottenere la restituzione del deposito cauzionale senza ricorrere alla compensazione sulle bollette successive? Gli utenti hanno diritto a tempi certi e procedure trasparenti».Nella segnalazione non mancano, tuttavia, gli apprezzamenti per il personale del video sportello. Tutela Madonie sottolinea la disponibilità e la professionalità di Francesco Ameduri e Paolo Camarda, grazie ai quali alcune pratiche sono state positivamente definite durante i collegamenti in diretta.L’Associazione richiama inoltre le modalità con cui è avvenuto il trasferimento ad AMAP della gestione del Servizio Idrico Integrato a Castellana Sicula, sostenendo che gli utenti non siano stati preventivamente e adeguatamente informati sulle nuove procedure, sui costi e sugli adempimenti burocratici derivanti dal cambio di gestione.


La denuncia si estende anche alla manutenzione della rete idrica. Secondo quanto riportato nella nota, per alcuni interventi trascorrerebbero settimane prima delle riparazioni e, in diversi casi, si sarebbero verificate nuove perdite vicino a punti interessati da lavori effettuati soltanto pochi giorni prima. Da qui un ulteriore interrogativo rivolto ad AMAP: le copiose perdite registrate sulla rete finiranno per essere addebitate, direttamente o indirettamente, agli utenti castellanesi?«Non intendiamo alimentare una contrapposizione sterile con AMAP – conclude Lapunzina – ma pretendiamo che un servizio pubblico essenziale venga gestito secondo criteri di tempestività ed efficienza. Continueremo a rappresentare gratuitamente le istanze degli utenti, ma chiediamo risposte precise, tempi certi e soprattutto la rapida definizione delle pratiche ancora pendenti».Tutela Madonie ha pertanto chiesto ad AMAP un puntuale riscontro sulle pratiche ancora da definire, l’indicazione dei tempi ordinariamente necessari per la loro lavorazione e l’immediata restituzione dei depositi cauzionali agli aventi diritto.

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