“Nel post del 10 agosto,scrive il sindaco di Polizzi Generosa, Gandolfo Librizzi, scorso avevamo dato conto dell’importante strumento di pianificazione adottato dall’Assessorato regionale dei Beni culturali, pubblicato il 20 luglio.Avevamo detto, senza mezzi termini, che “il futuro urbanistico e paesaggistico non può essere deciso nel chiuso di una stanza” e che l’Amministrazione comunale era già al lavoro per studiarne attentamente i contenuti e le implicazioni che una pianificazione di questa portata può avere sull’intero territorio.
Forti di queste comuni preoccupazioni, ieri, presso la Presidenza della Regione Siciliana, si è svolto un incontro con il Presidente della Regione, alla presenza di una folta delegazione di Sindaci delle Madonie e della provincia di Palermo.Anche Polizzi Generosa era presente.
Di fronte alle reali e documentate preoccupazioni rappresentate dai Sindaci sugli effetti fortemente penalizzanti che un Piano Paesistico così concepito potrebbe produrre sui territori, il Presidente della Regione ha condiviso l’esigenza di un approfondimento e ha aperto un tavolo tecnico ed ha affermato parole importanti, come ha detto e poi scritto in un proprio post: “Nell’imposizione dei vincoli occorre trovare equilibrio con le effettive esigenze delle comunità locali”.
Nel rispetto delle norme e delle finalità di tutela del paesaggio, il tavolo dovrà verificare l’eventuale presenza di misure eccessivamente restrittive, dando disposizione agli uffici del Dipartimento regionale dei Beni culturali di ascoltare i territori e di valutare le osservazioni che saranno rappresentate.Perché tutelare il territorio non significa immobilizzarlo.
Occorre trovare un equilibrio tra la necessaria tutela del paesaggio e le effettive esigenze delle comunità locali, soprattutto di quelle delle aree interne, che non possono essere condannate a un futuro di progressivo abbandono.L’Amministrazione di Polizzi Generosa sarà presente, attiva e propositiva.
Lo saremo perché non possiamo accettare una logica pianificatoria calata dall’alto, indiscriminata e costruita a tavolino, come se territori complessi e diversi tra loro potessero essere ricondotti a un unico modello astratto, tutti segnati dal colore rosa diffuso sulla cartografia come di una latta di colore caduta dalle mani.Il rischio è quello di trasformare intere aree della Sicilia in una sorta di grande riserva naturale amministrata da lontano, dove la tutela diventa immobilismo e dove ogni possibilità di trasformazione, di investimento e di sviluppo, compatibile con l’ambiente, la tutela e la sostenibilità, viene progressivamente compressa fino ad essere eliminata.
Non è questa la tutela che vogliamo.La tutela del paesaggio deve essere capace di accompagnare lo sviluppo sostenibile, non di impedirlo; deve proteggere i territori senza sottrarre loro la possibilità di progettare il proprio futuro.Porteremo al tavolo i punti critici di valenza generale, quelli che possono incidere non soltanto su Polizzi Generosa ma sulle prospettive di interi territori delle Madonie e delle aree interne.
Perché non possiamo permettere che su questi territori venga posta, definitivamente, una pietra tombale.Questa è la nostra consapevolezza. Questo è il nostro allarme.Se il Piano Paesistico dovesse rimanere così com’è, il rischio è di compromettere seriamente le possibilità di sviluppo delle aree interne. Di Interi territori. Di tutte le comunità.
Mummificare un territorio attraverso norme e vincoli eccessivamente rigidi decisi altrove e senza nessuno reale confronto con i territori, senza nessuna analisi puntuale precisa, significa spegnere, nel tempo, la speranza di chi ci vive e di chi potrebbe scegliere di tornarci a vivere, investire, lavorare e costruire il proprio futuro.
La tutela non può diventare una condanna.Per questo l’Amministrazione comunale coinvolgerà la cittadinanza e il Consiglio comunale in una pubblica discussione, aperta e approfondita, finalizzata a individuare e formalizzare osservazioni e opposizioni puntuali, sistematiche e significative, affinché il Piano possa essere modificato nelle parti che risultassero incompatibili con le esigenze delle nostre comunità.Polizzi non resterà a guardare.Difendere il paesaggio significa anche difendere il diritto di una comunità a continuare a vivere, crescere e costruire il proprio futuro nel territorio che custodisce da millenni.”








